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Dalla Regione Liguria 22 defibrillatori per i rifugi montani e le stazioni del Soccorso Alpino

defibrillatori, liguria, soccorso alpinoFoto @ Twitter Regione Liguria

Una bella iniziativa dalla Regione Liguria, che ha consegnato 22 defibrillatore a 16 rifugi montali e a 6 stazioni territoriali del Soccorso Alpino.

Dispositivi che, se nelle vicinanze, possono fare la differenza nel salvare la vita ad una persona. I defibrillatori semiautomatici esterni forniti sono infatti in grado di individuare le anomalie nel battito cardiaco permettendo di agire tempestivamente anche grazie ai comandi vocali guida emessi.

I 16 rifugi dove saranno collocati i Dae sono: il Muzzerone alla Spezia sul nodo di collegamento tra i sentieri delle Cinque Terre e Portovenere; nel Tigullio, nel Parco di Portofino in località Batterie e Molini; Prato Cipolla a Santo Stefano d’Aveto; in provincia di Genova all’Albergo del Faiallo, agriturismo Chelina, Ostaia de Baracche, casette di Sant’Ilario, Argentea; in provincia di Savona alla base scout il Rostigliolo, Pian delle Bosse, Cascina Miera, Pratorotondo, decollo parapendio di Bergeggi; in provincia di Imperia al rifugio Allavena e a Monesi.

Gli operatori del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico sono formati e aggiornati periodicamente sull’uso di questo importante dispositivo salvavita – commenta il CNSAS -, è quindi fondamentale sapere la presenza di questi strumenti in zone impervie e nei principali punti di snodo dei percorsi escursionistici”.

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1 Comment

  1. Bene se ci sono i defibrillatori, ma non possono essere ovunque e quindi si dovrebbe divulgare con addestramento la manovra abbinata respisazione bocca a bocca e massaggio cardiacoMnuale , spesso salvavita nei primi minuti.Come poi l’arresto di emorragia e blocco di frattura con mezzi di fortuna..ed un minimo di kit pronto soccorso.In attesa si sper breve dei potenti mezzi del 118 ( o 112)…che pero’ non sono onnipotenti…in caso di maltempo e altre chiamate .Allora occorrono le “truppe” dei Volontari Cnsas che pongono gli scarponi sul terreno e magari non sibutta via neppure un compagno o escursionista di passaggioche ne sanno qualcosa.
    Astenersi se incapaci dato che si puo’ far danno peggiore del trauma.

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