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Fuoco e coprifuoco, dal Nepal una drammatica testimonianza


KATHMANDU, Nepal — Il coprifuoco di 18 ore con ordine di sparare a vista, il cosiddetto "shoot-to-kill", è stato prolungato di altre 7. Agitazione anche qui, nel quartiere di Gongabu. Gli scontri tra manifestanti e polizia vanno avanti e la gente sospetta che più di 50 persone siano rimaste ferite seriamente e potrebbero essere morte, anche se non c’è conferma dalle fonti ufficiali.

Nessuno conosce esattamente la situazione dei feriti perchè non è permesso alle ambulanze di circolare e alle organizzazioni umanitarie di monitorare la situazione.I feriti vengono portati via con i mezzi militari e tra loro pare vi siano anche alti funzionari del partito Nepali Congress.

Fin da stamattina, da ogni angolo di Kathmandu sbucano piccoli gruppi di dimostranti che poi si uniscono via via per creare un unico grande gruppo.

Le notizie parlano di 150.000 persone raccolte insieme in corteo, ma il numero potrebbe essere anche maggiore. Tre sparatorie si sono registrate nella valle di Kathmandu. Tre persone sono rimaste uccise a Kalanki, ad ovest della capitale, e 60 ferite, delle quali 15 in modo grave.

Al momento risulta che a Kalanki, una cittadina vicina, la gente sta cercando di ottenere almeno i corpi dei morti, portati via dalla polizia. Grandi cortei si sono registrate nelle maggiori città nepalesi. Biratnager, Nepalgunj, Birgunj e Chitwan, con 200.000 persone e senza intervento della polizia.

Oggi nessun veicolo percorreva le strade nepalesi. Nessun aereo su tratte locali ha preso quota. Solo i voli internazionali sono stati garantiti.

Kantipur TV riporta che almeno 500 persone sono state ferite a Satdobato, mentre tentavano di entrare nel distretto di Patan, una delle tre antiche città che unendosi hanno creato l’odierna Kathmandu.

Karan Singh, l’inviato speciale del Primo Ministro Indiano è tornato da Dheli dopo una consultazione con i leader politici. Il re dice che tutte le parti costituzionali devono avere un dialogo, e dovrebbe annunciare presto una nuova linea politica, cosicchè il Nepal possa ritrovare la giusta direzione.

Dalle ultime indiscrezioni pare che il re abbia incaricato l’ex Primo Ministro K.P. Bhattarai di tornare al suo ruolo. Ma pare anche che quest’ultimo abbia rifiutato imponendo a Gyanendra prima di riattivare la costituzione del 1990 e di iniziare il dialogo con le parti politiche.

In questo momento da casa mia sento la cantilena degli slogan dei dimostranti…

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