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In mostra "la fine dell'Era Glaciale"

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MILANO — La vita degli uomini che vivono nel luogo più freddo e a nord della terra, la convivenza – difficile – con i ghiacci e il loro scioglimento, che comporta inevitabili cambiamenti nella quotidianità. "Groenlandia – la fine dell’Era Glaciale", è la mostra del fotografo Andrea Gjestvang, aperta da ieri a Milano, che racconta come sta mutando la vita del popolo Inuit a causa del riscaldamento globale.

Lo scioglimento dei ghiacci del pianeta è fonte di numerosi e svariati problemi, che coinvolgono popolazioni di gran parte del mondo. Tra queste non bisogna certo dimenticare quella che più di tutti sui ghiacci ci vive, visto che abita l’isola più grande della terra immersa nel mare del Polo Nord.

Gli Inuit infatti, un totale di 57.600 persone, abitano infatti la Groenlandia, che occupano però solo al 15 per cento dell’estensione complessiva dell’isola. Per secoli, hanno vissuto grazie alla caccia e alla pesca, ma, nel corso degli ultimi dieci anni, la situazione è cambiata.

Gli effetti del surriscaldamento del pianeta infatti, si sono abbattuti devastanti sull’ecosistema di quest’area del mondo e hanno modificato inevitabilmente anche le attività e le usanze di questa popolazione. Con lo scioglimento dei ghiacci, per esempio, si innalza la temperatura e si accorcia la stagione della caccia. Giusto per citare una dei problemi principali.

Per documentare quello che sta accadendo in questa remota regione del mondo, il fotografo Andrea Gjestvang ha realizzato una collezione di scatti interessanti. Le sue foto sono esposte da ieri nella mostra "Groenlandia – la fine dell’Era Glaciale" (Greenland – disappearing Ice Age), presso la Galleria Open Mind di via Dante 12 a Milano, visitabile fino al 2 marzo.

Valentina d’Angella

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