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Sull'Everest dopo il giro del mondo in bici

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KATHMANDU, Nepal — Da oltre un decennio pedala in giro per il mondo per portare un messaggio di pace, su una bicicletta che porta la scritta "Pedalo quindi esisto". Ora, ha deciso di darsi all’alpinismo e portare sulla vetta dell’Everest le bandiere di tutti i paesi che ha visitato. Il novello "Phileas Fogg" è nepalese e si chiama Pushkar Shah.

Shah ha iniziato questo viaggio in memoria del padre, un soldato di pace, ucciso nel 1986. Finora ha visitato oltre 150 nazioni tra Africa, America ed Europa: il suo obiettivo è di completare il giro del mondo e arrivare ad aver percorso 390mila chilometri entro la partenza della spedizione per l’Everest.

La sua è una vera e propria "missione di pace", perchè durante i suoi soggiorni all’estero visita scuole e club dove viene ospitato per parlare di pace, rispetto delle culture e dei diritti umani. "Quando sono partito avevo solo 100 rupie – ha raccontato in una intervista alla Bbc -. Poi non ho più avuto bisogno di soldi perchè ho dovunque vado mi offrono ospitalità. A volte non mangio, mi accontento di scarti, ma molti mi fanno anche donazioni, che però uso soltanto per i biglietti aerei".

La prossima primavera è fissato il suo appuntamento con la cima più alta del mondo. Una curiosità: nel marzo 2001, quando gli venne rubata la bici in Nuova Zelanda, fu nientemeno che Sir Edmund Hillary a ricomprargliela nuova. Sarà il destino che lo spinge verso il Tetto del Mondo …

Sara Sottocornola

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