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Corradini ce l’ha fatta! Ha raggiunto il tetto delle Americhe, l’Aconcagua

L’atleta diversamente abile ha raggiunto con gli amici Stefano Pedranz di Fondo e i tuennesi Massimiliano e Giovanni Gasperetti, i 6962 metri della cima dell’Aconcagua.

Come vi avevamo annunciato Gianfranco Corradini era partito alla volta dell’Aconcagua per la sua nuova impresa e domenica 19 febbraio il tetto delle Americhe è stato raggiunto dal gruppo, nonostante Stefano abbia perso la gamba sinistra in un incidente nel 1977, dimostrando forza, determinazione e tenacia.

Dopo 3 giorni di cammino di rientro dal campo base, il gruppo ha raggiunto Mendoza e da lì si sta dirigendo a Buenos Aires per il rientro in Italia.

Ci siamo alzati alle 6.30 e dopo aver sciolto la neve per la colazione e per creare i liquidi da portarci dietro, siamo partiti alle 7.45. Intorno alle 15 è VETTA!!”, così hanno comunicato su Facebook. Sempre sul scoial network  si trova il racconto: “Dopo due giorni al campo base venerdì (era il 17 n.d.r.) nonostante il tempo non bello abbiamo deciso di salire al Campo2, 5500 metri.

Arrivati in mezzo ad una bufera, ci siamo rifugiati nelle tende già piazzate (per fortuna) il martedì! Sabato mattina, nonostante ci fosse ancora vento, era sereno. Siamo quindi partiti alla volta del Campo3, m. 6.000! Arrivati verso le 11 abbiamo montato le tende. La nostra intenzione (se avessimo trascorso la notte discretamente), era quindi tentare la cima l’indomani, quando il meteo dava bello. Molti alpinisti – prosegue – sono partiti verso la vetta già alle 4.00 del mattino, ma noi abbiamo preferito evitare il freddo, ci siamo alzati alle 6.30 e dopo aver sciolto la neve per la colazione e per creare i liquidi da portarci dietro, siamo partiti alle 7.45. Giornata fantastica senza vento. Arrivati in cima poco prima delle 15.00. Probabilmente ci sarebbe servito qualche giorno di più per acclimatarci meglio, ma va bene così! Tutti in vetta, la cosa più bella! Siamo rimasti lì quasi un’ora, poi discesa. Arrivati al Campo 3 prima delle 19, abbiamo preparato cena e poi via in tenda. Lunedì siamo scesi al Campo base dove la Inka expedition ci ha festeggiato con spumante! Martedì poi partenza alle 10.00 e dopo 26 km di caldo e polvere, siamo usciti dal parco, dove un pulmino ci ha recuperato e riportati a Mendoza“.

Corradini scrive: “Un ringraziamento speciale va ai compagni di spedizione e amici Stefano, Massimiliano e Giovanni per avermi supportato (e sopportato) anche in questa avventura! Senza di voi nulla di tutto ciò sarebbe possibile, grazie!

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