Alpinismo

Karl Unterkircher: il trailer del film

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SELVA DI VAL GARDENA, Bolzano — La tragica scomparsa di Karl Unterkircher, nel luglio del 2008, durante la spedizione al Nanga Parbat, sembra un copione già scritto: l’alpinismo estremo, il rischio, la tragedia. Una sequenza di eventi ben nota, dietro la quale c’è però molto di più. Una personalità unica del mondo dell’alpinismo: semplice, sicura, ammirata dai più grandi personaggi dei nostri tempi per essere riuscita, in pochi anni di attività, a scriverne la storia. Ecco che cosa vi racconterà "Karl", il film su Karl Unterkircher che sarà presentato in anteprima il 15 aprile a Bolzano e di cui oggi vi offriamo in esclusiva il trailer.

"Karl" sarà proiettato mercoledì prossimo, 15 aprile alle 20.30 a Bolzano, presso la sala Elena Walch del Four Points by Sheraton Hotel. La serata, organizzata dalla Fiera di Bolzano nell’ambito della fiera Prowinter, sarà ad ingresso libero e sarà in collaborazione con i Catores della Val Gardena e l’Aiut Alpin Dolomites. L’evento sarà la prima proiezione in assoluto della pellicola che a fine mese parteciperà al Film Festival di Trento.

Questo film, firmato dalla regista Valeria Allevi e da Sara Sottocornola che lo ha ideato, vuol essere un ritratto di Karl Unterkircher come alpinista, ma anche come uomo. Ripercorre la sua vita, partendo dalla grande spedizione del 2004 all’Everest e K2, durante la quale riuscì a salire entrambe le montagne, senza ossigeno, nell’arco di soli 63 giorni. Quel momento, per lui ha rappresentato una svolta e un’occasione unica per emergere ed avere così la possibilità di realizzare le sue idee di un alpinismo nuovo, esplorativo, ma dallo stile impeccabile, non sono sulle pareti di casa ma anche in altissima quota.

Sono questi i principi fondamentali da cui è nato l’alpinismo, e Karl li ha interpretati con il suo modo essenziale di vivere la montagna, trovando una risposta coerente nello stile alpino e la loro massima espressione nella prima salita alla Nord del Gasherbrum II, compiuta nel 2007.

Alla narrazione e alle immagini delle sue imprese, nel film s’intrecciano i racconti di chi ha condiviso con lui esperienze di vita e di montagna. Ne emerge la traccia profonda che Karl ha lasciato negli animi e nell’alpinismo realizzando quel che era il suo sogno: vivere la montagna, giorno per giorno, con coraggio, consapevolezza e spontaneità.

Tranquillo, sorridente, ma anche testardo e determinato, Karl affrontava ogni sfida con energia positiva. La calma e la sicurezza con cui si muoveva in montagna, ricordate dai suoi compagni di cordata, sono però in netto contrasto con i sentimenti espressi nei suoi ultimi diari, scritti dal campo base del Nanga Parbat pochi giorni prima del tragico epilogo. La sua scomparsa, in un crepaccio, sulla parete Rakhiot.


 

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