Dal Terminillo alle Dolomiti: un fine settimana senza sosta per il Soccorso Alpino
Dal Friuli al Piemonte, passando per Dolomiti e Appennini, il fine settimana del 23-24 maggio ha impegnato senza sosta il Soccorso Alpino tra dispersi, cadute, recuperi notturni e interventi in elicottero.
È bastato il primo vero weekend di bel tempo per trasformare montagne e sentieri in un enorme teatro di interventi. Tra sabato 23 e domenica 24 maggio il Soccorso Alpino e Speleologico è stato impegnato praticamente senza sosta in tutta Italia: escursionisti dispersi, ciclisti feriti, persone scivolate sui sentieri, interventi notturni con elicottero, recuperi in ferrata e malori improvvisi.
Dalle Dolomiti al Friuli Venezia Giulia, dal Piemonte al Lazio, il quadro che emerge racconta una montagna già affollata come a luglio, ma con condizioni ancora tipicamente primaverili, dove neve residua, stanchezza, disorientamento e sottovalutazione dei percorsi continuano a trasformarsi in incidenti e richieste di aiuto.
Gli interventi
Uno degli interventi più delicati del fine settimana si è svolto nella notte tra sabato e domenica tra Italia e Austria. Un escursionista austriaco disperso dal pomeriggio è stato localizzato nei pressi del Monte Acuto, in territorio italiano sopra Malborghetto-Valbruna, grazie all’aggancio di una cella telefonica e a un sorvolo della polizia austriaca.
Poco dopo le quattro del mattino è decollato l’elicottero regionale del Friuli Venezia Giulia in assetto notturno. Il tecnico di elisoccorso è stato verricellato sul posto e ha recuperato l’uomo, infreddolito e con alcune contusioni, evacuandolo fino a Tarvisio dove ha potuto riabbracciare i familiari.
Poche ore più tardi, sempre in Veneto, un altro intervento particolarmente complesso si è concluso soltanto nel cuore della notte. Un sessantenne trentino, scendendo dal Santuario della Madonna della Corona verso Brentino Belluno, è precipitato per una trentina di metri nel bosco dopo aver perso il sentiero. In stato confusionale, era riuscito a contattare un parente dicendo di non sapere dove si trovasse. Le squadre del Soccorso Alpino di Verona e Rivoli Veronese, insieme all’elicottero di Trento, hanno perlustrato il Sentiero del Pellegrino per ore. A individuare l’uomo è stata una luce intravista nel bosco fitto durante un secondo sorvolo dell’eliambulanza. Il ferito, politraumatizzato, è stato stabilizzato sul posto e recuperato al verricello prima del trasferimento all’ospedale di Trento. L’intervento si è concluso dopo le due di notte.
Ma gli interventi si sono susseguiti senza interruzione per tutta la giornata di domenica. Sul Terminillo, nel Lazio, un escursionista romano è scivolato lungo la via normale verso il Rifugio Sebastiani riportando traumi a una gamba. Sul posto sono intervenuti il Soccorso Alpino Lazio e l’elisoccorso ARES 118, che ha recuperato l’uomo con il verricello trasportandolo poi al Policlinico Gemelli.
Nel Vicentino, sul sentiero 461 verso il Monte Summano, una donna di 72 anni è scivolata procurandosi un trauma al piede. I soccorritori della stazione di Schio l’hanno raggiunta a piedi, immobilizzata e trasportata in barella per circa 500 metri di dislivello fino all’ambulanza.
Sempre nel Vicentino, durante la gara di mountain bike “Durona Bike” a Chiampo, un ciclista di 36 anni è caduto in un tratto boschivo riportando un trauma alla schiena. Stabilizzato dal personale sanitario, è stato evacuato in barella dal Soccorso Alpino di Recoaro-Valdagno.
Nel Bellunese, invece, due escursioniste russe di 25 anni hanno perso il sentiero nella zona del torrente Cridola, nel Cadore, rimanendo bloccate in una zona impervia. I soccorritori le hanno raggiunte in serata attraversando il torrente e scegliendo un percorso alternativo meno esposto per riportarle a valle. L’intervento si è concluso attorno alle 23.
Sempre tra Veneto e Dolomiti non sono mancati gli incidenti legati ai nevai residui. Sulle Cime d’Auta, un escursionista pugliese di 28 anni si è ferito a una gamba. L’incidente è avvenuto dopo aver terminato la Ferrata Piccolin una volta che l’escursionista si è ritrovato su un tratto ancora innevato. È stato recuperato dall’elisoccorso di Treviso Emergenza.
In Piemonte il Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese ha registrato diversi interventi significativi nella sola giornata di sabato. Sulla ferrata dell’Orrido di Foresto, nel Torinese, una donna è caduta in un tratto strapiombante danneggiando il kit da ferrata, che dopo una caduta non può più essere utilizzato perché progettato per dissipare l’energia una sola volta. È stata accompagnata a valle dai soccorritori.
Sul Monte Mucrone, nel Biellese, un escursionista è precipitato per oltre cento metri lungo un pendio molto ripido riportando un grave politrauma con sospetto interessamento della colonna vertebrale. Recuperato al verricello dall’elisoccorso, è stato trasferito in ospedale in codice rosso.
A Entracque, invece, tre escursionisti sono rimasti bloccati sulla ferrata dei Funs in evidente stato di prostrazione fisica. I tecnici del Soccorso Alpino li hanno raggiunti sia dall’alto sia da terra, accompagnandoli poi in sicurezza fino a valle.
Tra gli interventi più particolari del weekend anche quello avvenuto a Trieste, dove alcuni soccorritori del CNSAS presenti nella sede di Padriciano sono intervenuti immediatamente dopo la segnalazione di un arresto cardiaco a poche decine di metri dalla struttura. Grazie all’utilizzo del defibrillatore e alle manovre di rianimazione, effettuate assieme a un vigile del fuoco fuori servizio, il paziente ha ripreso a respirare prima dell’arrivo del 118.






