Alpinismo

Il K2 nel mirino delle commerciali

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ISLAMABAD, Pakistan — K2? Nessun timore. Nonostante i tragici eventi dell’anno scorso e le numerose polemiche che ne sono seguite, tra pochi mesi una spedizione commerciale tenterà la salita del gigante pakistano. Si tratta di un gruppo coordinato dall’organizzazione austrialiana Field Touring Alpine, che vuole salire lungo la via Cesen.

L’anno 2008 per la Field Touring Alpine non è stato dei migliori. Durante le spedizioni dell’anno scorso, l’organizzazione commerciale australiana ha perso due clienti, Guy Lavaille al Cho Oyu e Wei Cui all’Ama Dablam. Ma non si è persa d’animo, e per il 2009 ha messo in campo un piano di battaglia alquanto ambizioso.

Per quest’estate, infatti, ha organizzato una spedizione commerciale sul K2, 8.611 metri, considerata la più selvaggia e difficile di tutti gli ottomila. La squadra sarà formata da 15 persone, i cui nomi non sono ancora stati diffusi alla stampa.

"Ci saranno dei professionisti come leader – spiega Dave Hancock che coordina le attività pakistane della Fta – ma non vogliamo parlare di "guide" perchè crediamo che nessuno possa guidare nessun altro su quella cima. Il K2 non è una montagna dove si possono usare le stesse tecniche dell’Everest".

Secondo quanto riferito dall’organizzazione, però, si tratterebbe di alpinisti esperti, alcuni dei quali avrebbero già esperienza sugli ottomila.  

"Il nostro sarà un gruppo di alpinisti che uniscono le forze per mandare in cima i membri più forti – prosegue Hancock -, sul modello delle prime spedizioni alpinistiche. Abbiamo scelto la via Cesen perchè, in condizioni, la riteniamo più sicura dello Sperone Abruzzi".

La spedizione sarà la terza spedizione commerciale ufficiale della storia del K2 e la seconda della Fta, che aveva già fatto un tentativo nel 2006, concluso senza successo. La prima spedizione è stata quella dell’Amical Alpin di Ralf Dujmovitz, marito di Gerlinde Kaltenbrunner, che nel 2004 ha raggiunto la vetta.

Sara Sottocornola

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