Alpinismo

Poincenot Speed: ancora una vetta per Up Project

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EL CHALTEN, Patagonia — Un blitz sulla vetta del Poincenot, il più grande satellite di roccia della montagna simbolo della Patagonia, il Fitz Roy. Barmasse, Andreola e Parimbelli mettono a segno il terzo successo del secondo Trip dell’Up Project a pochi giorni dal trasferimento al Monte San Lorenzo. Ecco il racconto del capospedizione, Luca Maspes.

"Ciao a tutti,
due giorni fa una telefonata al metereologo Gabl ha annunciato un breve spiraglio di tempo accettabile, la banda ha cosi preparato a razzo gli zaini per provare ancora qualcosa prima del rientro in Italia di questo primo gruppo.
 
Partiti di corsa nel primo pomeriggio da Chalten, sono saliti direttamente prima al campo di Rio Blanco poi lungo il ghiacciaio che sale al Passo Superior, via di avvicinamento per il Fitz Roy da Sud ed i suoi satelliti (Poincenot, Saint Exupery, Mermoz ecc.).
Dopo 5 ore sono al Passo Superior dove hanno trovato gia’ le grotte nel ghiaccio preparate dai tanti alpinisti che si sono avvicendati qui in questi mesi. Durante la notte purtroppo Kurt ha avuto ancora i suoi problemi di stomaco che vogliono dire "virus" (in Pakistan si chiamava "Alien", qui lo chiamiamo "virus" perche’ lo e’ davvero e pare che abbia colpito tanti climber in questo periodo).
 
Nelle cueve di neve ci sono anche i fratelli belgi Favresse con il loro team per cominciare la salita di "Royal Flush", una difficile via del Fitz Roy. Anche per loro pero’ un bel problema tutta questa neve caduta nei giorni scorsi, tanto che il giorno seguente rinunceranno a cominciare la scalata del loro vero obiettivo ripiegando senza successo lungo la via "Franco-Argentina" del Fitz Roy e l’Aguja Mermoz. Si dice Puttagonia!
Al mattino partono dalla cueva Herve’, Panda e Yuri, diretti per una salita rapida alla via "Whillans" dell’Aguja Poincenot, il piu’ grosso dei satelliti del Fitz Roy. In queste condizioni e’ una delle poche salite fattibili in zona, una scalata dapprima lungo una rampa di ghiaccio e misto ascendente verso sinistra poi per una decina di tiri di roccia fino in vetta. Il cielo e’ bianco, nuvole altissime, ma fortunatamente non tira vento. Si sale con gli scarponi ai piedi per tutta la via, giungendo in vetta dopo poche ore e scendendo un po’ meno rapidamente per via della
rottura di una delle due corde, a causa della caduta di un sasso che ne ha
tranciata una.
 
Mentre scrivo Herve’, Panda e Yuri sono rientrati a Chalten da poche ore, dopo una notte in discesa passata a Rio Blanco. Kurt era sceso gia’ ieri ed ora sta meglio.
 
Un bel blitz insomma, una scalata lampo messa a frutto con tutto l’allenamento nelle gambe che ci siamo fatti avanti ed indietro dal Cerro Piergiorgio.
Ne parlavamo tra tutti noi: se non avessimo avuto un singolo obiettivo chiamato Piergiorgio, potrei dirvi che farsi 3 vie in Patagonia in 30 giorni di permanenza, a cui si sommano le giornate spese a salire meta’ Cerro Piergiorgio, e’ un bel successo.
Lascio stare il discorso fortuna, quella ce n’e’ stata in abbondanza e ce la siamo gia’ giocata tutta 10 giorni fa con la frana.
Lunedi il racconto di Herve’ e le foto di quest’ultima scalata della prima fase dell’UP Trip Two. Poi si passera’ sul San Lorenzo per la seconda parte del viaggio, alla ricerca di un’altra botta di quella "suerte" che tanto bisogna saper cogliere in questi luoghi alla fine del mondo.
Hasta luego".
 
Luca Maspes

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