Cronaca

Fontainebleau, in fiamme la mecca francese del bouldering

Dal 12 luglio la foresta a sud-est di Parigi combatte contro la furia del fuoco. Oltre 2.000 ettari di bosco sono già andati in fumo.

Mentre sul versante italiano le piogge dei giorni scorsi hanno dato un po’ di tregua, supportando le complesse operazioni di spegnimento degli incendi divampati in diverse aree del Piemonte e della Valle d’Aosta – dove i Vigili del Fuoco restano comunque attivi per contenere e bonificare i focolai residui in zone delicate come Premosello, la Val Vigezzo e la Valprato Soana -, dall’altro lato delle Alpi la situazione appare estremamente critica. In Francia è emergenza assoluta per un grave incendio che sta colpendo la foresta di Fontainebleau, uno dei polmoni verdi più importanti del Paese e indiscutibile punto di riferimento mondiale per la comunità dell’arrampicata.

Fontainebleau, una preziosa foresta in fiamme

La foresta di Fontainebleau, situata a circa 60 chilometri a sud-est di Parigi, è una Riserva della Biosfera UNESCO che ospita una straordinaria biodiversità (oltre 5.000 specie vegetali e 6.600 animali). Ma è anche la culla del bouldering moderno. Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, il Club Alpin Français utilizzava la zona come terreno di allenamento e pionieri come Pierre Allain – considerato l’inventore delle prime scarpette da arrampicata – gettarono le basi di questa disciplina. Oggi si contano migliaia climber che ogni anno frequentano i suoi celebri massi di arenaria, inseriti in un flusso di oltre 15 milioni di visitatori annuali.

Il rogo divampato domenica 12 luglio rappresenta un colpo al cuore, per la natura e per la storia sportiva dell’area. Secondo i dati che giungono da Oltralpe, le fiamme, agevolate dall’ondata di calore in corso, da uno stato di severa siccità e dal vento, avrebbero già devastato circa 2.000 ettari di territorio forestale, costringendo le autorità a evacuare circa 1.000 residenti dalle comunità vicine.

Per seguire l’evoluzione dell’emergenza e valutare i danni a foreste, infrastrutture viarie (come l’autostrada A6) e aree residenziali, è stato attivato il servizio di mappatura rapida del programma europeo Copernicus (EMS Rapid Mapping). Le immagini satellitari mostrano la cicatrice scura lasciata dal fuoco lungo il margine occidentale della foresta e la densa nube di fumo che si sposta verso ovest.

Sebbene i celebri blocchi di arenaria non abbiano subito danni strutturali diretti, preoccupa l’impatto sul fronte del dissesto: la foresta potrebbe impiegare decenni per riprendersi, e la perdita della vegetazione rischia di accelerare l’erosione del suolo sabbioso, rendendo instabili alberi e sentieri. Le autorità sconsigliano di avvicinarsi alla foresta, sia per ragioni di sicurezza sia per agevolare le operazioni di spegnimento.

Solidarietà e sforzi collettivi sul campo

La macchina dei soccorsi vede impegnati circa 850 vigili del fuoco supportati da elicotteri e aerei cisterna, tra cui quattro Canadair, che effettuano continui rifornimenti idrici pescando direttamente lungo la Senna. A oltre 48 ore dallo scoppio dell’incendio, la situazione resta complessa: il rogo principale ha consumato 1.600 ettari, mentre un secondo fronte, partito lunedì pomeriggio nella zona della Faisanderie, ha coperto altri 450 ettari nella notte, come spiegato dal prefetto Pierre Ory.

Sullo sfondo restano le indagini per dolo, con la polizia che ha già arrestato due sospetti dopo aver identificato molteplici punti di innesco nei pressi dell’autostrada A6.

Accanto ai professionisti del soccorso si registra una forte mobilitazione della cittadinanza. Il deputato Frédéric Valletoux ha voluto sottolineare questo sforzo corale: “Dietro i vigili del fuoco di Senna e Marna e dei tanti altri reparti, che fanno tutti un lavoro faticoso ed eccezionale, ci sono gli agricoltori della Senna e Marna meridionale, onnipresenti e così disponibili”.

Una sfida simbolica nei giorni della Festa Nazionale

Nella giornata di martedì 14 luglio – data in cui la Francia celebra la sua Festa Nazionale ricordando la Presa della Bastiglia del 1789 – i soccorritori hanno cercato di sfruttare una leggera tregua sul fronte del vento, previsto meno intenso, per tentare di frenare l’avanzata dei fronti principali, ma il rogo risulta ancora attivo.

Mentre a Parigi sfilavano i corpi dello Stato tra gli applausi della cittadinanza, a Fontainebleau si è continuato a combattere minuto per minuto una battaglia dal forte valore civile, per salvare un patrimonio comune. Le autorità mantengono un profilo di estrema cautela: per lo spegnimento effettivo e la bonifica dei focolai sotterranei saranno necessari molti giorni di sforzi continui.

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