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Cronaca, Primo Piano

Neve e ghiaccio mettono in difficoltà 4 escursionisti sul Monte Agner

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Monte Agner (Photo courtesy of Svickova on Wikimedia Commons)
Monte Agner (Photo courtesy of Svickova on Wikimedia Commons)

VOLTAGO AGORDINO, Belluno — Quattro escursionisti trevigiani si sono trovati in difficoltà domenica pomeriggio nella fase di discesa della ferrata Stella alpina, sul Monte Agner (2872 metri). La comitiva è infatti rimasta bloccata poichè non avevano i ramponi per superare un tratto innevato e ghiacciato. Gli uomini del Soccorso Alpino li hanno recuperati prima della mezzanotte.

Secondo quanto riporta il comunicato stampa emesso dal Soccorso Alpino e Speleologico Veneto, domenica mattina due coppie provenienti dalla provincia di Treviso avevano intrapreso la ferrata Stella alpina, sul Monte Agner (2872 metri), considerata da alcuni la più difficile di tutte le Dolomiti.

Si tratta di un itinerario lungo circa 1150 metri che inizia da Frassené, località di Voltago Agordino, e raggiunge la vetta dell’Agner, toccando il bivacco Biasin (2650 metri). Dalla cima si ridiscende fino al bivacco e poi si prosegue lungo la via normale fino al Rifugio Scarpa (1748 metri) da cui si ritorna nuovamente a Frassené.

Nel tardo pomeriggio, i quattro si sono trovati in difficoltà nella fase del rientro. Giunti alla normale, sprovvisti di ramponi e non essendo a conoscenza delle condizioni ancora parzialmente invernali della discesa, sono rimasti bloccati di fronte al canalone finale ancora pieno di neve ghiacciata. Chiamato il 118, è stato allertato il Soccorso alpino di Agordo.

I soccorritori hanno raggiunto il gruppo e hanno assicurato ciascun escursionista. Dopo aver allestito le corde fisse, i quattro sono stati calati uno alla volta per un centinaio di metri. Raggiunto il sentiero le due coppie e i tecnici sono scesi fino al rifugio e poi hanno proseguito fino a Frassené. L’intervento si è concluso attorno alle 23.

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1 Comment

  1. Anni fa, feci anch’io la ferrata Stella Alpina, ma ci mettemmo piu’ del previsto. Rinunciamo alla cima e ci fermammo al bivacco per riposarci. Poi scendendo dal bivacco, ormai troppo tardi per raggiungere il rifugio e la seggiovia, e volendo evitare un canalone con tratti ghiacciati, decidemmo di deviare arrivando fino ad una malga e da li scendere al buio, senza luci, lungo la strada bianca, visibile anche di notte, per evitare il bosco che al buio sarebbe stato un pericolo. Arrivammo tardi alle macchine ma sani e salvi. Bisogna informarsi e preparare al meglio le escursioni anche le piu’ banali. Altrimenti si finisce per mettersi nei guai.

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