Alpinismo

Shisha Pangma: troppa neve, Edurne rinuncia

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LHASA, Tibet — "La nostra spedizione finisce qui". Secco e malinconico, stamattina è arrivato l’annuncio della rinuncia di Edurne Pasaban e Ivan Vallejo sullo Shisha Pangma. Troppa neve sulla montagna, sarebbe impossibile attraversare la cresta che porta alla cima principale.

"E’ una rinuncia dolorosa – ha commentato la Pasaban -, anche perchè significa che dovrò ritentare la salita allo Shisha Pangma l’anno prossimo. Ma negli ultimi giorni, dai campi alti arrivavano notizie pessime e il bollettino meteo non offriva alcuna speranza per il futuro, così abbiamo deciso di rientrare. Ieri, quando abbiamo preso la decisione, eravamo tutti demoralizzati e siamo andati a letto senza parlare".
 
Il colpo di grazia alla spedizione è arrivato la settimana scorsa, quando per due volte di fila gli alpinisti hanno trovato campo 1 sepolto dalla neve. La prima volta lo hanno liberato, ma la bufera è ricominciata quasi subito. Un paio di giorni fa, il team è risalito ed era di nuovo tutto coperto da un manto bianco.
 
Condizioni infernali già a bassa quota che hanno demoralizzato il team. "Vedendo quella situazione – racconta Vallejo – abbiamo pensato che sicuramente la cresta che conduce dalla cima centrale (8.013 metri)  alla vetta ufficiale del gigante tibetano (8.046 metri) sarebbe stata impraticabile. Dunque, era meglio rientrare".
 
La fortissima alpinista spagnola era a caccia del suo decimo sigillo sugli ottomila e, ovviamente, la cima middle non sarebbe bastata al suo obiettivo.
 
Al pessimo meteo si aggiunga che spedizione spagnola ha avuto parecchie grane anche dal punto di vista della salute dei suoi componenti. "L’acclimatamento è andato piuttosto male – racconta ancora Vallejo -. E dall’altra notte soffro di un violento mal di denti che non mi lascia riposare nemmeno un secondo".
 
Il gruppo, ora, sta facendo i bagagli in vista del rientro a casa. E Vallejo, con la testa, sta già pensando alla spedizione sul Dhaulagiri che potrebbe regalargli, l’anno prossimo, il 14esimo sigillo nella corsa agli ottomila.
 
Nel frattempo al campo base qualcuno ha deciso di rimanere, per sfruttare una breve finestra che dovrebbe aprirsi tra il 7 e l’8 ottobre. Tra questi, anche Emilio Previtali, che vuole tentare la discesa della montagna in snowboard.
 
Per il resto, si tratta perlopiù di spedizioni commerciali ai cui componenti interessa anche solo la cima middle.
 
"Tutti sono pessimisti riguardo la possibilità di salire quest’anno – ha confessato Andrew Lock -. Molti sono ancora sulla montagna ma i più salgono per dare solo un’occhiata o per recuperare il materiale. Noi tenteremo fino all’ultimo, se qualcuno vuole".
 
"Negli ultimi giorni abbiamo sentito numerose valanghe – aggiunge Alan Arnette -. Sembra che abbia scaricato anche il ripido pendio sotto campo 3. Le previsioni degli spagnoli prevedono neve, ma noi vogliamo provare lo stesso, perchè i venti sono previsti in calo. Se non riusciremo, torneremo a casa".

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