Alpinismo

K2 Nord: Urubko e Samoilov al base

immagine

CAMPO BASE K2, Cina — Sono arrivati ai piedi della parete e stanno affilando le armi. Denis Urubko e Serguey Samoilov, a caccia dell’impresa più importante della loro vita, sono quasi pronti ad attacare la parete Nord del K2, dove vogliono aprire una via nuova in stile alpino. Uno dei progetti più coraggiosi, difficili e rischiosi degli ultimi decenni.

Urubko e Samoilov sono arrivati al campo base domenica 26 agosto, seguiti dalle carovane e dai cammelli che trasportavano i materiali e i viveri necessari alla spedizione. Il tempo non è dei migliori: ad accoglierli hanno trovato vento, neve e freddo.
 
Elementi che però non spaventano i due alpinisti kazaki, abituati a "mangiarseli per colazione". Urubko e Samoilov hanno infatti annunciato di voler iniziare subito le salite di acclimatamento, che il tempo fosse favorevole o meno.
 
D’altronde, con quello che li aspetta lassù, non c’è troppo da fare gli schizzinosi. La super-coppia kazaka – che ha già aperto due vie nuove sulla Sudest del Broad Peak e sulla Nordest del Manaslu – stavolta dovrà superare una parete davvero terribile. Alta di 3300 metri, con difficoltà di misto intorno all’M6 e di roccia intorno al 6b, e un’affilata e insidosa cresta oltre gli ottomila metri.
 
Difficoltà tecniche accentuate dalla rigidità del clima sul gigante pakistano, e dai repentini e imprevedibili cambiamenti del meteo. Non a caso lo stesso Urubko l’ha definita "la scalata della vita" e nella comunità alpinistica c’è ancora qualcuno che non stenta a credere che ci proveranno davvero.
 
Ma lo faranno, eccome. I due alpinisti hanno passato mesi a studiare la linea e a preparasi fisicamente a questa sfida ai limiti del possibile. Determinati più che mai, il 10 agosto sono partiti verso la Cina. E ora è venuto il momento di mettere le mani sulla parete.
 
Sara Sottocornola

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Back to top button
Close