Pareti

Della Bordella, Schiera e Schupbach al Fitz Roy: il racconto di Californiana Sit Start

In cima al Fitz Roy (Photo www.ragnilecco.com)
In cima al Fitz Roy (Photo www.ragnilecco.com)

EL CHALTEN, Patagonia — “Avevamo già escluso a tavolino il piano A Cerro Torre, in quanto la parete era troppo sporca e carica di neve per consentire un tentativo serio; quindi piuttosto che partire per una salita dove sapevamo già che non avevamo possibilità di arrivare in cima, ma solo per dire di averci provato abbiamo preferito tentare un progetto realizzabile”. Questo il racconto di Matteo Della Bordella, il Ragno di Lecco che insieme ai compagni Luca Schiera e Silvan Schupbach ha salito a metà febbraio il Fitz Roy.

“E’ così nato un piano B che prevedeva diverse varianti: fondamentalmente eravamo attirati dall’Aguja de la Silla e dalle sue pareti Ovest e Nord Ovest, che sono tra le più remote e di difficile accesso della Patagonia e poi, non avendo nessuno di noi 3 mai salito il Fitz Roy, avremmo voluto salire anche quello. Siamo quindi partiti martedì da Chalten con l’idea di andare il giorno successivo alla Silla e vedere se c’era la possibilità di aprire una nuova linea e poi valutare anche l’opzione di andare in cima al Fitz Roy dalla Californiana.

Il primo giorno, che avrebbe essere dovuto quello dell’avvicinamento è stato il più duro dell’intera salita, in quanto l’avvicinamento, che percorre la prima parte dell’Hombre Sentado, forse anche perché non era nelle condizioni ottimali, si è rivelato già in sé una via vera e propria, con diversi tiri di misto e roccia dove a causa della neve e del ghiaccio abbiamo dovuto ricorrere anche all’artif…

Alle 20 ci siamo fermati per bivaccare su una cengia alla base della Silla ed abbiamo analizzato le possibilità per il giorno successivo. Alla fine non siamo riusciti ad individuare dal basso nessuna linea nuova sulla Silla che ci stimolasse: la parete Ovest vera e propria, ripida, compatta e senza cenge, ci sembrava impossibile per noi senza una portaledge, mentre la parete Nord Ovest si presentava a prima vista scagliosa e senza una linea continua di fessure e lame dall’inizio alla fine. Così abbiamo deciso di percorrere il canale che porta al Col de Los Americanos (il colle tra Silla e Fitz Roy), che abbiamo raggiunto verso le 14, dopo anche qui diversi tiri su misto e roccia. Dal colle abbiamo poi continuato per lo spigolo Est, con 5 tiri di piacevolissima scalata su roccia fino in cima alla Silla e siamo poi ridiscesi per bivaccare alla base della via Californiana al Fitz.

Il terzo giorno è stato il più duro dal punto di vista delle temperature: la Californiana, infatti, rimane per quasi tutto il giorno all’ombra e, a dispetto delle difficoltà sulla carta, presenta una scalata piuttosto severa ed impegnativa. Scalare con 3 strati, primaloft, gore tex, scarponi ed uno zaino di 20 kg in spalla su 6a strapiombante è comunque un’esperienza divertente, aldilà delle bestemmie del momento…Siamo arrivati così a bivaccare verso le 20.30 a meno di 100 metri dalla cima del Fitz Roy. Quarto giorno: cima di prima mattina ed eterna discesa a Chalten che abbiamo raggiunto in tarda serata. Abbiamo chiamato la nostra combinazione Californiana sit start, 1800 m 6a+ C1 M4/5. Dopo tanta attesa finalmente tempo spettacolo anche se con pareti in condizioni non ottimali! Alé! Viva la Patagonia! Grandi Silvan e Luchino!”.

Matteo Della Bordella

Testo e foto ragnilecco.com

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