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I bambini e lo sci: meglio imparare da piccoli. Ma quando si può cominciare?

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Ski childrenBERGAMO — Imparare a sciare da piccoli è più facile e molto divertente. Ma da che età si può iniziare? Sono molte le domande su questo tema che abbiamo ricevuto in redazione, e oggi per voi abbiamo una risposta autorevole: quella di Cesare Ghitti, primario di Pediatria all’Azienda Ospedaliera “Bolognini” di Seriate (Bg), che spiega come l’età consigliata sia dai 4 anni per lo sci, e non prima degli 8 per lo snowboard. E svela qualche segreto su come far apprezzare al meglio questo “gioco” ai piccoli.

Innanzitutto, perché sciare da bambini?
Perché è bello: è gioco e divertimento. Queste sono le due parole con cui bisogna pensare l’attività sportiva dello sci (in tutte le sue forme), praticato dai bambini. Lo sci quindi è una importante attività ludica per il bambino, al pari degli altri giochi che il bambino effettua durante tutta la settimana. Quindi lo sci non è solo uno sport ma è soprattutto un gioco divertente. Visto che è soprattutto un gioco, il bambino può iniziare a praticare lo sci quando è ancora piccolo. Anzi, è molto più facile apprendere la tecnica dello sci come un gioco che come un insieme di elementi tecnici. In poche parole è più facile imparare a sciare da bambino (gioco) che da adulto (sport).

Quando iniziare a sciare?
Dai 4 anni di età (con qualche eccezione anche in età più precoce) i bambini possono iniziare a sciare in quanto coniugano facilmente l’attività ludica (gioco) con le iniziali capacità motorie (abilità). Per lo snowboard si ritiene invece che l’età migliore per iniziare siano gli 8 anni.
Con il pretesto del gioco l’apprendimento è molto facile. A questa età infatti, in cui incominciano a manifestarsi le attitudini al coordinamento motorio, la motricità spontanea del bambino può essere più facilmente tradotta in movimenti precisi che costituiscono la base della tecnica dello sci.
L’apprendimento di questi movimenti avviene però quasi esclusivamente per imitazione (esempio del maestro) e l’aspetto tecnico (esempio coordinazione dei movimenti) è secondario: quindi ai bambini bisogna insegnare facendo vedere, dimostrando ed evitando concetti astratti.
Con il passare degli anni, verso gli 8, ma soprattutto dopo i 10, quando il bambino è in grado di comprendere concetti astratti, vengono introdotti elementi tecnici nell’insegnamento dello sci che lo rendono ancora più completo e divertente, trasformandolo in una vera attività sportiva.

Con chi imparare a sciare?
Con i maestri di sci: è più corretto, più educativo, più stimolante e si impara prima. Nei bambini più piccoli, opinione personale ma suffragata da molti amici maestri, è meglio imparare “in gruppo”. Se possibile piuttosto cercare di garantire un minimo di continuità nel tempo e un mantenimento degli stessi compagni nel gruppo: si favorisce così un adeguato apprendimento con soddisfazione del bambino e un consolidamento dei rapporti tra i bambini.

Quanto tempo sciare?
Più i bambini sono piccoli e più facilmente si stancano: sopportano meno lo sforzo prolungato e seguono meno le indicazioni del maestro. Quindi non sciare mai a digiuno ed ogni tanto effettuare una pausa (ogni ora – ora e mezza) per “ricaricare” le forze e l’attenzione del bambino (magari con qualche caramella o con una cioccolata calda!).
Se il bambino, soprattutto se piccolo, incomincia a piangere e dimostra di non aver più voglia di sciare, i motivi possono essere diversi (freddo, digiuno, disagio, ecc.). E’ inutile insistere per continuare perché comunque non seguirà più le indicazioni del maestro.

Ci sono accorgimenti particolari da utilizzare ?
Visto che all’inizio deve essere soprattutto un gioco e non sono richieste “prestazioni tecniche”, anche l’attrezzatura deve essere adeguata: semplice e leggera. Il bambino deve potersi muovere con facilità e agilità, sentendosi a suo agio: sci corti (“girano” prima), scarponi non alti (non fanno male), guanti caldi ( sempre troppo “trascurati”) e ovviamente casco ( neanche da dire). D’altra parte l’industria offre materiali di ottimo livello adatti a tutte l’età in grado di rispondere a queste caratteristiche.

(A cura di Giancelso Agazzi, Commissione Medica Cai Bergamo)

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