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Dome des Ecrins, forse nuovi sorvoli. Cai e Cnsas ringraziano il soccorso francese

Parete sud della Barre des Ecrins (Photo courtesy ledauphine.com)
Parete sud della Barre des Ecrins (Photo courtesy ledauphine.com)

BRIANCON, Francia — Le speranze di ritrovarli vivi sono ormai nulle, come ha annunciato sabato il comandante del Pghm di Briançon Stephane Bozon. Ma il soccorso alpino francese vuole ritentare delle perlustrazioni in elicottero sul Dome des Ecrins, per cercare di trovare qualche traccia dei tre alpinisti italiani dispersi da una settimana sulla montagna. Purtroppo, nè ieri nè oggi il vento ha permesso al mezzo di volare.

Sabato, il comandante Stephane Bozon aveva annunciato l’interruzione delle ricerche a causa del forte vento previsto per la giornata di ieri sulla montagna. Oggi avrebbero dovuto riprendere, ma le condizioni meteo non hanno permesso il volo.

Secondo quanto riferito dalla prefettura delle Hautes-Alpes, l’elicottero Dragon 38 ha cercato di decollare sia ieri che oggi  ma sul Dome des Ecrins sono in atto fortissime raffiche di vento che non permettono al soccorso di muoversi.

Il soccorso alpino francese, dunque, non demorde, anche se probabilmente per i tre italiani non c’è più nulla da fare. “Ho convocato le famiglie degli alpinisti dispersi e ho detto loro che le possibilità di sopravvivenza ormai sono pari a zero – ha detto Bozon dopo il sesto giorno di ricerche senza risultato sul Dome des Ecrins -. Nei giorni scorsi, nonostante il pericolo valanghe e le pessime condizioni sulla montagna, abbiamo perlustrato dalla Breche Lory al glacier Noir e al glacier Blanc, dal ghiacciaio della Bonne Pierre fino a quello della Pilatte. Abbiamo portato i cinofili al rifugio Temple Ecrins, in cui speravamo si fossero rifugiati. Ma non abbiamo trovato alcuna traccia dei dispersi”.

Nel frattempo, dall’Italia arriva un ringraziamento speciale per il soccorso alpino francese: i Presidenti di Cai e Cnsas hanno scritto una lettera a Stephane Bozon, comandante del Peloton de gendarmerie de haute montagne per il grande impegno profuso nella ricerca di Francesco Cantù, Luca Gaggianese e Damiano Barabino, i tre alpinisti italiani dispersi sull’Ecrins.

“A nome dei 320.000 soci del Cai – afferma il presidente generale del Club Alpino Italiano Umberto Martini – ringrazio il Prefetto des Hautes Alpes e ai suoi uomini per il grande lavoro che stanno facendo per cercare di trarre in salvo i nostri tre amici alpinisti. Sento di potere affermare che, insieme al Cai, anche tutta la comunità alpinistica italiana è riconoscente al soccorso alpino francese.”

“Il Peloton de gendarmerie de haute montagne (Pghm) di Briancon – sottolinea il presidente del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico Pier Giorgio Baldracco – sta mettendo in campo ogni risorsa possibile in termini di uomini e mezzi. Grande la tenacia e l’abnegazione dei soccorritori nel tentativo di portare soccorso ai tre alpinisti italiani, andando oltre quanto noi stessi potevamo chiedere. Più di così non si può fare. Al comandante Stephane Bozon e a tutto il PGHM va il mio grazie.”

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