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Pareti

La Goulotte Gabarrou-Marsigny, la classica che non c’è mai

Goulotte Gabarrou-Marsigny (Photo jonathan-joly.blogspot.it)
Goulotte Gabarrou-Marsigny (Photo jonathan-joly.blogspot.it)

PELVOUX DANS LA VALLOUISE, Francia — La Super Goulotte o Goulotte Gabarrou-Marsigny è un via di misto che sale lungo la parete sud est della Barre des Ecrins, la montagna più alta del Massiccio des Écrins nelle Alpi del Delfinato francese. Si tratta di una via difficile, raramente formata e quindi in condizioni di essere scalata, anche per questo poco ripetuta nei trent’anni che sono passati da quando Patrick Gabarrou e Francois Marsigny la salirono la prima volta.

Il Gruppo degli Ecrins, situato nella regione del Delfinato non distante dal Piemonte, è incredibilmente vasto. Composto da grandi montagne con il brutto tempo si rivela una zona particolarmente severa. La via che hanno salito Cantù, Barabino e Gaggianese – i tre italiani dispersi da lunedì – è un percorso difficile, che sale sulla Barre des Ecrins, il 4000 delle Alpi più occidentale e più meridionale.

“La Goulotte Gabarrou-Marsigny è una via difficilmente in condizioni che sale sulla parete sud est della Barre des Ecrin – ci spiega Maurizio Gallo, Guida alpina e conoscitore della zona -. E’ un itinerario di misto, che può presentare difficoltà difficilmente valutabili. E’ stato pochissimo ripetuto dopo la prima salita, realizzata da Gabarrou durante l’estate del 1980. L’aveva compiuta con Marsigny che all’epoca era un giovane rampante dell’alpinismo francese, probabilmente non avevano mai arrampicato insieme e probabilmente si sono trovati proprio per fare quella via. Gabarrou l’aveva vista formata mentre saliva con un cliente lì di fianco, e così aveva avuto fretta di trovare un compagno prima che la via si sciogliesse”.

La Goulotte Gabarrou-Marsigny è l’itinerario più a sinistra di tutti sulla parete. La via è una classica via di fusione da neve, che solitamente si forma d’estate o subito dopo dalla colata dei nevai sommitali. E’ lunga circa 1200 metri, ma nella lunghezza si comprendono anche i pendii di neve sommitali, mentre i tiri di ghiaccio non sono molti.

“Il problema principale della via è che sopra la goulotte c’è un pendio di neve che scarica – continua Gallo -, molto pericoloso. Si tratta di un itinerario di alto livello, paragonabile alle grandi goulotte del Monte Bianco. Quando è stato ripetuto da alcuni nel 2009 è stato valutato attorno al quarto o quinto grado di arrampicata su ghiaccio. Quella volta era in ottime condizioni di ghiaccio quindi abbastanza diverso da come era stato salito per la prima volta d’estate. Una parete impressionante, da invernali e questa via è davvero raro trovarla formata”.

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