• Il primo sito italiano sul mondo della montagna e dell'alpinismo
Alpi e pareti, Top News

Dispersi sull’Ecrins: ancora nessuna traccia degli istruttori Cai e del primario di cardiologia

Bufera sulle Alpi Francesi (Photo courtesy compagniedesguidesdechamonix.over-blog.com)
Bufera sulle Alpi Francesi (Photo courtesy compagniedesguidesdechamonix.over-blog.com)

(Updated 16.30) BRIANCON, Francia — Si sono chiusi anche oggi senza risultato i soccorsi per Francesco Cantù, primario del reparto di cardiologia dell’Ospedale di Lecco; Damiano Barabino, cardiologo di Genova e istruttore nazionale del Cai della stessa città; e Luca Gaggianese, istruttore nazionale di alpinismo della scuola “Silvio Saglio” della Sem di Milano, i tre italiani dispersi da lunedì sul Dome des Ecrins (4015 metri), nel cuore delle Alpi Francesi. Sono passate ormai oltre 48 ore dall’ultimo contatto con loro e i soccorsi – che hanno cercato anche sul versante sud e che sono perfino stati coinvolti in una valanga – non sono ancora riusciti a raggiungere il punto da cui hanno lanciato l’Sos a causa di una violenta bufera e delle intense nevicate che si sono riversate sulla zona negli ultimi 3 giorni.

E’ una disperata corsa contro il tempo il tentativo di salvare la cordata dei tre alpinisti italiani che domenica, nonostante le pessime previsioni meteo, si è avventurata nella scalata di una delle vie più complesse dell’Ecrins. Secondo quanto riferito da Le Dauphiné Libéré, i tre si trovavano a circa 3900 metri sulla goulotte Gabarrou-Marsigny, una via ad alta difficoltà di 1200 metri di sviluppo.

Sempre secondo le ricostruzioni della stampa francese, i tre si sarebbero trovati in difficoltà dopo alcuni tiri a causa del peggioramento del meteo. Hanno bivaccato in un buco e solo la mattina dopo, lunedì, sono riusciti a chiamare i soccorsi. Nè lunedì nè ieri, però, gli uomini del Peloton de gendarmerie de haute montagne (Pghm) di Briançon sono riusciti a raggiungerli. La bufera ha impedito all’elicottero ogni tentativo di volo. La pessima visibilità e le valanghe in zona, dove si stima sia caduto oltre un metro di neve fresca in poche ore, hanno reso impossibile anche l’avvicinamento a piedi.

I tre alpinisti avevano esperienza di montagna ma purtroppo pare fossero attrezzati in modo piuttosto leggero, poichè avevano intenzione di finire la via in giornata. La cosa preoccupa i soccorritori, perchè per i tre alpinisti, questa sarebbe la quarta notte all’addiaccio su una montagna dove imperversa la bufera.

Ieri quattro tecnici di soccorso e due motoslitte hanno cercato di salire verso l’attacco della via partendo dal rifugio Cezanne (1874 metri). Ma sono stati costretti a rinunciare dopo poche centinaia di metri.

Goulotte Gabarrou Marsigny (Photo courtesy http://jonathan-joly.blogspot.it)
Goulotte Gabarrou Marsigny (Photo courtesy http://jonathan-joly.blogspot.it)

“I soccorritori sono rimasti bloccati a 2100 metri di quota – ha dichiarato il capitano del Pghm di Briançon, Nicolas Colombani, a Le Dauphine Libere -. Sono tornati dal refuge Cézanne poichè c’è l’alto rischio che una o più valanghe possano isolare gli uomini del Pghm. La squadra ha comunque lasciato cibo, una radio e delle mappe nel caso gli alpinisti passino di lì. Purtroppo non sappiamo il luogo preciso in cui sono bloccati i 3 alpinisti. I loro telefoni sono scarichi e irraggiungibili da lunedì mattina. C’è la possibilità che riescano a farcela da soli, ma hanno bisogno di molta fortuna: in sostanza se si muovono rischiano di innescare una valanga o che la valanga li travolga, se stanno fermi rischiano l’ipotermia”.

Stamattina, altri soccorritori hanno innescato una valanga cercando di salire al rifugio Cezanne. Ma non è stata l’unica via battuta dal Pghm. Secondo gli aggiornamenti pomeridiani di Ledauphine.com, una pattuglia di soccorritori ha cercato di risalire la montagna anche dal versante sud, verso il rifugio Carrelet, senza però riuscire a raggiungerlo a causa della neve e del maltempo. I soccorritori sono di rientro ma purtroppo senza alcuna notizia degli alpinisti.

Un’altra delle opzioni prese in considerazione dal Pghm è infatti che i tre alpinisti italiani si siano diretti al rifugio Temple Ecrins, sul versante sud. Il comandante Bozon, responsabile del Pghm di Briançon, ha infatti scoperto che lunedì mattina i tre dispersi avevano contattato altri alpinisti che si trovavano in zona e che hanno consigliato loro di scendere per il versante sud. Non ci sono conferme però, di questa ipotesi.

Nel frattempo, i parenti degli alpinisti sono arrivati a Briançon. Max Pantani il Direttore della Scuola di Alpinismo Silvio Saglio della SEM, in contatto con il padre di Luca Gaggianese, che si trova a Briancon presso la Gendarmerie, ha confermato le notizie date quest’oggi dalla stampa francese.

“Siamo tutti qui con il fiato sospeso e il cuore stretto – ci racconta Laura Posani, Presidente Società Escursionisti Milanesi che gestisce la scuola Silvio Saglio -. E’ tutto un tam tam di notizie e di parole per rincuorarci ricordando che Luca sa affrontare i rischi soggettivi  e oggettivi ma questi ultimi a volte sono più grandi della tua intelligenza. A  pochi giorni dalla quinta edizione del Premio Marcello Meroni (in programma venerdì 30 Novembre), di cui Luca era amico, questi momenti sembrano ancora più amplificati nella loro drammaticità”.

 

Nel frattempo gli ufficiali del Phgm hanno reso noto alla stampa che una pattuglia di soccorritori ha cercato oggi di risalire la montagna dal versante sud, verso il rifugio Carrelet, senza però riuscire a raggiungerlo a causa della neve e del maltempo. I soccorritori sono di rientro ma purtroppo senza alcuna notizia degli alpinisti.

Un’altra delle opzioni prese in considerazione dal Pghm è che i tre alpinisti italiani si siano diretti al rifugio Temple Ecrins, sul versante sud, ma non ci sono certezze in merito. Il comandante Bozon, responsabile del Pghm di Briançon, ha infatti scoperto che lunedì mattina i tre dispersi avevano contattato altri alpinisti che si trovavano in zona e che hanno consigliato loro di scendere per il versante sud.

Per il capitano Colombani la “situazione è complicata, ma non senza speranza”. Purtroppo però oggi si prevede ancora brutto tempo e quasi sicuramente l’elicottero non potrà ancora alzarsi in volo.

Articolo precedenteArticolo successivo

8 Comments

  1. …c’è poco da commentare…a oggi,con la precisione che abbiamo consultando il meteo a livello satellitare, possiamo avere una previsione certa al 90% sulle 48ore antecedenti all’arrivo di una perturbazione di questa entità….è da sabato che hanno previsto un peggioramento e nevicate intense dai 1500 in su…figurarsi in una ambiente come quello a 4000mt….su una via difficile…..SPERIAMO IN BENE e che ce la facciano…..

    1. per favore stiamo zitti cosa ne sai tè di come sono vestiti ed organizzati ognuno i sogni li vive come vuole LUI non come vuoi tè auguroni vedrai che tornano e se non tornano sono andati dove volevano

  2. Forza Francesco, mio caro vecchio compagno di cordata, tieni duro, so che ce la puoi fare. Io sono qui a pregare per te.
    Il tuo amico e collega

    Carlo

  3. L’esperienza si esprime attraverso un condensato di parole, come quelli di MarcoF. Chi non ha la Montagna “dentro” non può capire. Certo: torneranno e se non torneranno saranno andati dove volevano…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.