Scienza e tecnologia

Pazzie del clima: è davvero allarme?

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BOLOGNA — Tutta Europa è in allarme per il riscaldamento climatico. Ma le temperature di quest’anno sono davvero il segnale che il mondo sta andando inesorabilmente verso il declino? Secondo una rivoluzionaria ricerca del Cnr, in realtà, no…

La scoperta è frutto di un’esercitazione eseguita dalla banca dati dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Cnr di Bologna, iniziata in seguito alla diffusione, nei giorni scorsi, del preoccupante rapporto dell’Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change) sul cambiamento climatico.
 
I ricercatori, guidati da Teresa Nanni, Michele Brunetti e Maurizio Mageri, hanno esaminato e classificato le informazioni tratte dalla banca dati dell’Istituto: "la più completa ed attendibile esistente per tutta l’Italia", come loro stessi hanno detto.
 
Il risultato? La tabella che trovate in fondo alla pagina. Nella quale le "anomalie" rispetto alla media 1961-1990 sono inserite dalla più alta a decrescere.
 
Considerando il Nord Italia, il 2006, è vero, è stato l’anno più caldo, con quasi 2 gradi in più della media. Ma… sopresa! Al secondo e terzo posto, non ci sono anni recenti, che potrebbero stare a dimostrare un trend regolare di crescita delle temperature.
 
Ci sono, nell’ordine, il 1926 e poi addirittura il 1898. Dati che suggeriscono più che altro un’altalena delle temperature. Considerando l’Italia intera, il 2006 è addirittura al terzo posto, dopo il 1926 e il 1987.
 
In un recente report dell’European Climate Support Network di EUMETNET si legge che la temperatura in gran parte dell’Europa (dal nord delle Alpi al sud della Norvegia) è stata particolarmente alta nell’autunno 2006: oltre 3 °C più alta della media del periodo 1971-2000.
 
"Affermare quindi che autunni con queste temperature non si erano mai verificati – dicono i ricercatori del Cnr – è per lo meno azzardato". Calcolando quanti dei dieci autunni più caldi si sono verificati negli ultimi 25 anni, vediamo che sono solo 3 per il nord e 5 per l’Italia intera".
Gli allarmi climatici, sono dunque tutti una beffa?
 
"No – rispondono convinti i ricercatori del Cnr -. Guardate la tabella delle anomalie annuali. Tutte le temperature più calde sono tutte relative ad anni posteriori al 1980. La tendenza ad un aumento delle temperature, quindi, sembra essere confermata. Ma, ripetiamo, non bisogna dare peso eccessivo alla singola anomalia stagionale".
 
Sara Sottocornola
Nell’immagine, una primula di gennaio

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