Scienza e tecnologia

Crutzen: buco dell’ozono chiuso nel 2050

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BERGAMO — "Il buco dell’Ozono si chiuderà nel 2050". Lo ha detto quest’oggi il premio Nobel per la chimica Paul Crutzen in un incontro con giornalisti, esperti scientifici e scolaresche, organizzato dal Comitato Ev-K²-Cnr al Palamonti di Bergamo, a margine della mostra sulla "Ricerca in alta quota" inserita nell’ambito di Bergamoscienza.  

Sala gremita nella sede del Cai bergamasco per registrare le impressioni di Crutzen sui grandi temi che riguardano l’ambiente e il pianeta. E le attese non sono andate deluse. Crutzen (nella foto di Massimo Cappon) ha lanciato un segnale di speranza: "La situazione del pianeta è preoccupante, ma i catastrofismi non servono. Per invertire la rotta servono interventi mirati".
 
"L’umanità – ha proseguito il premio nobel – può plasmare il suo futuro in maniera consapevole. Ma per farlo dovrà risolvere i problemi attuali dell’inquinamento, non sprecare risorse e sviluppare tecnologie ecocompatibili che ci liberino dall’uso di combustibili fossili".
 
La vera lotta in questo momento è contro le immissioni provocate dai combustibili fossili, sempre più diffusi nelle economie emergenti dell’Asia. Quelle stesse immissioni che sono all’origine dell’atmosfera di brown clouds, meglio nota come nube marrone dell’Asia, di cui Crutzen è un grande esperto. Si tratta di una gigantesco ammasso di aerosol e particelle inquinanti che impedisce alla luce solare di raggiungere la superficie terrestre, minando così i cicli naturali, precipitazioni comprese.
  
"Gli effetti della nube marrone – ha detto il presidente del Comitato Ev-K²-Cnr Agostino Da Polenza – sono stati rilevati anche dagli strumenti del nostro laboratorio, la Piramide dell’Everest che si trova a 5050 metri di quota sull’Himalaya". Il laboratorio più alto del mondo ha individuato depositi di pulviscoli e tracce di inquinanti generati da attività umane a 6000 metri d’altezza. Inquinanti che, depositandosi sulla neve, ne favoriscono lo scioglimento provocando l’arretramento dei ghiacciai a la diminuzione delle risorse idriche a lungo termine.
 
Un problema che gli scienziati del Comitato Ev-K²-Cnr stanno analizzando attraverso una stazione dedicata che si trova nei pressi della Piramide. E che è inserita nel progetto Abc (Atmospheric brown clouds, appunto) dell’Unep (il programma per la protezione dell’ambiente delle Nazioni Unite).
 
I dati rilevati vengono messi a disposizione degli scienziati di tutto il mondo. Attraverso i suoi studi Crutzen ha stabilito che l’anidride carbonica presente nell’atmosfera e prodotta dalle attività umane è cresciuta del 30 per cento dagli anni Sessanta ad oggi, facendo aumentare parallelamente l’effetto serra.
 
Per questo Crutzen parla di "era dell’antropocene", ovvero di un’epoca caratterizzata dall’impronta dell’uomo. "L’impatto delle attività umane sul pianeta è impressionante – ha spiegato il premio Nobel -. Negli ultimi tre secoli la popolazione umana è aumentata di 10 volte. Il resto l’hanno fatto l’urbanizzazione, i consumi energetici destinati ad aumentare anche nel prossimo periodo e i consumi delle risorse idriche. Parallelamente abbiamo avuto una crescita del riscaldamento
del piante e una crescita esponenziale dell’estinzione delle specie viventi, soprattutto negli ultimi anni".
 
"Il buco dell’ozono è stato una sorpresa – confessa Crutzen che nel 1995 ha vinto il premio nobel per i soui studi sull’argomento -. Non poteva essere previsto dagli scienziati. Ci sono voluti anni di studi per capire cosa era successo".
 
Ma alla fine la scoperta ha portato a un cambiamento epocale. Le grandi aziende produttrici di spray e frigoriferi hanno ridotto drasticamente le produzioni. "Oggi – ha detto Crutzen – la massa di cloruri, fosfati e carburi nell’atmosfera ha subito una notevole contrazione. ma ci vorranno ancora decine di anni, almeno fino al 2050, perchè lo strato di ozono possa rigenerarsi
completamente".
 
"Ma per trovare le soluzioni giuste servono più ricerca scientifica e più informazioni", ha concluso il premio Nobel. Ed è stato proprio Crutzen a inaugurare un innovativo collegamento di webcam con la Piramide dell’Everest. Collegamento che permetterà di tenere sotto controllo gli strumenti della stazione Abc che si trova ai piedi dell’Everest, direttamente dall’Italia. I dati vengono spediti in tempo reale, via satellite, all’Isac-Cnr di Bologna. E nel giro di pochi minuti messi in internet, e visibili da tutti, sui siti web Ev-K²-Cnr.org e montagna.org

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