Alpinismo

Piz Palü: prima trilogia invernale dei tre pilastri nord per Brugger e Waldner in meno di 9 ore

In meno di nove ore gli alpinisti austriaci hanno concatenato Pilastro Est, Bumiller e Spinas. Una sfida tecnica e mentale mai riuscita prima in inverno su una delle montagne simbolo dell’Engadina.

L’8 marzo 2026 entrerà con ogni probabilità tra le date da ricordare per l’Engadina. Philipp Brugger e Lukas Waldner hanno infatti completato la prima trilogia invernale dei tre pilastri nord del Piz Palü, concatenando in un’unica giornata Pilastro Est, Pilastro Bumiller e Pilastro Spinas.

8 ore e 59 minuti dall’inizio alla fine, di cui 6 ore e 25 minuti dedicate alle sezioni di arrampicata pura. Numeri precisi, che raccontano solo in parte la portata della salita, mai realizzata prima in questa combinazione durante la stagione fredda.

Una linea “perfetta” nel cuore dell’Engadina

“Il Piz Palü è una delle montagne più belle delle Alpi, e questi pilastri allineati rappresentano un progetto di grande estetica”, racconta Brugger. Un’idea che in estate può apparire logica, ma che in inverno si trasforma in una sfida complessa, tra freddo, ghiaccio e condizioni spesso instabili. “Scalarli tutti e tre in un solo giorno invernale è stata una sfida immensa”, conferma Waldner.

Alla base della riuscita c’è una pianificazione meticolosa, ma anche una chiara consapevolezza dei propri limiti e possibilità. Brugger lo spiega senza giri di parole: “Se riesci a salire la nord dell’Eiger in inverno in quattro ore o la Bonatti al Cervino in giornata, puoi valutare cosa è realistico anche sul Palü”.

Determinante anche l’intesa della cordata, consolidata negli anni su progetti veloci e tecnici. “Abbiamo seguito il nostro ritmo: mai di fretta, ma sempre efficienti. Non abbiamo avuto esitazioni, è stata una giornata perfetta”, aggiunge Waldner.

La salita

La finestra meteo ha giocato un ruolo decisivo: poca neve fresca, vento quasi assente e condizioni stabili lungo l’itinerario. Elementi rari su una parete nord in inverno, che hanno permesso ai due di non dover modificare il piano in corsa. Resta però il margine ridotto tipico di queste salite: giornate corte, esposizione costante e necessità di muoversi con precisione assoluta.

Per la salita Brugger e Waldner hanno puntato su attrezzatura essenziale e affidabile, riducendo al minimo il peso senza compromettere la sicurezza

Ma più della tecnologia, a emergere è l’esperienza: anni di salite condivise, capacità di lettura delle condizioni e una visione chiara della linea. Brugger, classe 1991, è uno degli alpinisti più completi della scena austriaca, con prime salite in Pakistan e record di velocità sulle Alpi. Nell’aprile 2025 ha firmato, insieme a Nicolas Hojac, la trilogia delle nord di Eiger, Mönch e Jungfrau in 15 ore e 30 minuti. Waldner, nato nel 2001, rappresenta invece una nuova generazione di alpinisti votati alla velocità e alla tecnica. Tra i suoi risultati spicca la prima ascensione del Kimshung (6781 m) in Nepal e diverse salite di alto livello sulle Alpi.

Insieme hanno già lasciato il segno con la prima ascensione dello Shauè Sar nel Karakorum (2022), la salita invernale veloce della Via Bonatti al Cervino (2024) e la trilogia delle pareti nord della Valsertal nel 2025.

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