Itinerari

Lunga salita alla cima del Pizzetto, con grandiosa vista sulla parete Est del Monte Rosa

Da Bannio Anzino, salendo tra boschi e alpeggi, si raggiunge una vetta super panoramica e frequentata quasi esclusivamente dagli escursionisti della zona

La Valle Anzasca è conosciuta per la grandiosa parete Est del Monte Rosa, definita come l’unica di aspetto himalaiano dell’arco alpino. Alle sue falde è adagiata Macugnaga, con le tipiche case in legno e pietra del Dorf e delle varie frazioni, in stile architettonico Walser. Proprio ai piedi della est si snodano gli itinerari più conosciuti e noti per gli escursionisti e gli alpinisti che si recano in Val d’Ossola.

La cima del Pizzetto sorge, invece, “lontano” dalla testata della valle; si trova, infatti, sullo spartiacque della Valle Anzasca con la Valle Olocchia, che si stacca all’altezza di Pontegrande, verso Bannio-Anzino, e culmina con la bella località di Soi, un agglomerato di case in pietra che sembra un quadro poetico. Soi si trova alla fine di una stretta e tortuosa strada che indica l’inizio del lungo sentiero che conduce al Colle Baranca e al Col d’Egua, collegando la valle rispettivamente con le valsesiane Val d’Egua e con la Val Mastallone.

La salita al Pizzetto dopo una bella sgambata, o ciaspolata, di più di 1000 metri dislivello offre le classiche sensazioni da vetta, con il bosco che si dirada proprio all’ultimo tratto, verso l’ampia cresta finale che culmina con visioni da sogno sulle montagne della Valle Anzasca, della bassa Ossola e, soprattutto, sul Monte Rosa che, su tutti, si erge maestoso con le sue cime maggiori.

La salita pur senza difficoltà oggettive, per ciaspolatori, è lunga e può essere anche molto faticosa, secondo le condizioni della neve. Per scialpinisti i tempi di percorrenza sono ovviamente più brevi, ma è necessario tenere presente che lo sviluppo dell’itinerario è notevole, rispetto al dislivello e, quindi, la discesa può essere un poco faticosa, visto che alcuni pendii, nel bosco, non consentono di prendere velocità. Visto la bassa quota di partenza, è probabile che si inizi camminando, con ciaspole o sci in spalla. L’itinerario si svolge principalmente in zone protette da alberi, ma richiede comunque le consuete precauzioni di tutte le escursioni invernali e la consultazione del bollettino nivo-meteorologico.

L’itinerario

Partenza: Bannio Anzino (VB), Località Fontane di Bannio
Dislivello: + 1103 m
Tempo di percorrenza: scialpinismo 4,30/ 5 ore (a/r); ciaspole 6 ore (a/r)
Difficoltà: scialpinismo MS; ciaspole E (itinerario lungo)

Escursione lunga e faticosa, soprattutto per chi decide di affrontarla con le ciaspole. Gli scialpinisti devono tenere presente che la discesa, vista l’orografia del percorso, non è certo delle più veloci. Dalla località Fontane di Bannio (parcheggio con posti limitati), si cammina verso Soi lungo la strada, quasi sempre in ombra. Si devia poi, quasi subito, a destra per prendere la mulattiera che, ripidamente, conduce all’Alpe Balmo (1060 m). Si sale ancora, sempre, su ampia traccia sino ad arrivare all’Alpe Provaccio (1130 m), inconfondibile per la presenza di un grosso traliccio e circondata da un bosco prevalentemente di abeti. Si sale ora parallelamente ai resti del vecchio skilift, memento di antichi inverni e ormai in abbandono.

Si costeggiano gli alberi in moderata pendenza, continuando a costeggiare la vecchia   sciovia per poi spuntare all’Alpe Loro (1239 m, 1,30 ore circa), con una baita in pietra grigia recentemente ristrutturata. Si sale ancora, sino alla radura dove sono site le baite di Rausa di Bannio (1367 m). Ancora un lieve pendio e si rientra nel bosco, camminando sino a giungere a Rausa di San Carlo (1486 m). Un tratto più lungo consente di raggiungere la zona detta Villa Samonini (1638 m; circa 2,15 ore da Fontane di Bannio). Si continua nel bosco di larici, in una zona con alcune piccole costruzioni in legno e pietra sino alla deviazione che scende verso l’Alpe Bogo e l’Alpe Laveggio che si lascia sulla destra per salire su un tratto molto ripido che conduce ad un colletto dove inizia la facile cresta che, con modesti saliscendi, conduce alla cima del Pizzetto (1879 m; 3,15 ore), con splendida vista a 360 gradi. Su tutti spicca la parete Est del Monte Rosa.

Come arrivare

A Piedimulera si lascia la superstrada della Val d’Ossola e si risale la Valle Anzasca sino a Pontegrande, dove si svolta a sinistra in direzione Bannio-Anzino.  Si risale la carrozzabile, ignorando la deviazione per Anzino e proseguendo sino a Bannio. Si supera la piazza e si continua sino alla località di Fontane di Bannio (776 m) dove si parcheggia nei pressi di un lavatoio.

Da vedere: Bannio Anzino

Bannio e Anzino sono due ben distinti nuclei abitativi. Bannio è la porta d’accesso per l’alta Valle Olocchia che culmina con il Col d’Egua. Oltre all’itinerario del Pizzetto, sono parecchi i sentieri e le mulattiere della zona, soprattutto quelle che conducono a baite e alpeggi. Una delle località più caratteristiche è l’Alpe Soi, raggiungibile con una lunga e stretta strada asfaltata. L’Alpe è costituita da un insieme di case in pietra perfettamente conservate e da una piccola chiesa. E’ accesso di numerosi itinerari. La chiesa parrocchiale di Bannio è considerata monumento nazionale. Presso il Santuario della Madonna della Neve, ogni anno il 5 agosto, si svolge la manifestazione tradizionale del gruppo folcloristico della Milizia di Bannio, che compie il classico rituale con indosso la tipica divisa militare rossa di ispirazione Napoleonica.

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