Itinerari

Con gli sci (o le ciaspole) sul panoramico Monte Ziccher in Val Vigezzo

Bella e non difficile salita su una cima poco conosciuta fuori dai confini della Val d’Ossola. Dalla vetta la vista spazia dal Parco nazionale della Val Grande fino al Monte Rosa

Superato il modesto dislivello che da Masera immette nel solco vallivo della Val Vigezzo, si entra in una sorta di docile altipiano, dalla media altezza di 800 metri, che alterna ambienti bucolici, pianori e dossi punteggiati di case tradizionali, chiesette e campanili. Nel mezzo scorrono i due torrenti, Melezzo occidentale e orientale, a separare i due versanti. E’ l’unica valle ossolana a non essere delimitata, a monte, da una erta catena di cime, ma sembra quasi una sorta di ponte di passaggio tra il Piemonte e il Canton Ticino, in Svizzera.

Il lato orografico sinistro è delimitato dal Parco Nazionale della Val Grande, dai contrafforti verdi, aspri e boscosi che, nell’immaginario dell’escursionista, sono l’emblema dell’ambiente selvaggio. Il lato destro, invece, è più docile e ondulato, anche se dai suoi contrafforti si ergono cime rocciose, aspre e ripide, come il Pizzo La Scheggia (2466 m) e la Pioda di Crana (2430 m). L’elevazione del Monte Ziccher, invece, è più tondeggiante e ideale per essere salita anche in presenza di neve. Più lontano, sul versante orografico opposto della Val d’Ossola, troneggia il Monte Rosa e, poco oltre, si ergono le ben visibili cime delle Alpi Lepontine, a completare un paesaggio molto vario.

L’altopiano della Val Vigezzo, detta anche la “Valle dei Pittori” per una lunga tradizione alimentata da numerosi artisti che l’hanno ritratta, è attraversato dal caratteristico treno panoramico della Vigezzina che, con numerose tappe, collega paesi e frazioni, consentendo anche di intraprendere alcune escursioni senza l’utilizzo dell’automobile.

Itinerario   

Partenza: Alpe Blizz (1270 m)
Arrivo: Monte Ziccher (1967 m)
Dislivello: + 697 m
Durata: 2,30 ore
Difficoltà: semplice / media per l’ultimo tratto

La salita allo Ziccher è una classica invernale della Val Vigezzo, soprattutto per lo scialpinismo. Il percorso è, però, molto adatto anche per le racchette da neve, volendo anche fermandosi poco prima della vetta, che è l’unico tratto per esperti, oppure ad uno dei gruppi di baite in legno e pietra che si incontrano lungo l’itinerario di salita. Molto bello anche il tratto iniziale, soprattutto grazie allo scenografico bosco di faggi e, successivamente, di larici. Spesso il percorso è ricco di tracce, visto che è un classico della valle. Anche i cartelli estivi, in genere, sono visibili. Dalla cima la vista spazia, oltre che sulla Val Vigezzo e sulle vette del Parco Nazionale della Val Grande, anche sulle Alpi Pennine e sulla zona della Valle Onsernone.

Da Santa Maria Maggiore si prosegue per i paesi di Malesco e per Craveggia (attenzione strade strette, nel centro storico), quindi si continua sino alla località La Vasca e all’Alpe Blizz (1270 m), dove si parcheggia agevolmente. Cartelli gialli (visibili anche in inverno), indicano la direzione per il Monte Ziccher. Si sale, sci o ciaspole ai piedi, sino alla chiesetta di Blizz che spunta tra gli alberi, con vista sul triangolare Pizzo Ragno che si erge sul versante opposto della Val Vigezzo. Si continua in salita per poi rientrare nel bosco e, dopo un primo gruppo di baite in pietra, ecco le baite di Piangrande (1457 m; 1 ora; volendo breve ma interessante meta a sé stante).

Ancora in salita si giunge al limitare del bosco e si continua a guadagnare quota su pendio aperto con bella vista anche sul Monte Rosa sino all’anticima. Qui per i meno esperti, è opportuno e prudente terminare l’escursione. Con neve stabile, per continuare sino alla vetta, si prosegue sul ripido pendio e sulla crestina finale che porta in cima al Monte Ziccher (1967 m; circa una cinquantina di metri di dislivello dall’anticima; in caso di neve ghiacciata possono essere necessari i ramponi).

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