Itinerari

Sulla vetta del Monte Spigolino al confine tra Emilia e Toscana

Gratificante escursione, con le ciaspole o con gli sci, sul crinale appenninico ammantato di neve. Dove lo sguardo si spinge lontano verso orizzonti assai diversi tra loro

Nell’alto Appennino Emiliano, sul crinale che funge da naturale spartiacque e confine fisico con la Toscana, il monte Spigolino (1837 m.) è una vetta singolare. Situato tra il Passo della Calanca e il Passo della Croce Arcana, è una vetta isolata e panoramica. Dal versante toscano lo Spigolino risulta piuttosto anonimo, la naturale prosecuzione della prateria di alta quota che raggiunge il crinale. Visto dall’Emilia è invece una vetta ben delineata con una parete e un profilo verticale che lo rendono inconfondibile. Il monte Spigolino è situato all’interno del Parco regionale del Corno alle Scale, dove nasce il torrente Dardagna che poco più in basso forma una serie di spettacolari cascate.
Per raggiungerlo dal versante modenese si percorre un insieme di sentieri che partono dal rifugio Capanno Tassoni (1.317 m) situato nella valle di Ospitale. In inverno con le ciaspole o con gli sci ai piedi l’itinerario che conduce alla sua vetta attraversa tipologie ambientali molto diverse: fitti boschi, radure, sentieri panoramici e crinali.

L’itinerario

Partenza: Fanano (MO), loc. Capanno Tassoni
Dislivello: + 550 m
Tempo necessario: 4.30 ore (a/r)
Difficoltà: E

Calzate le ciaspole o gli sci da fondo, ci si mette in moto seguendo la strada forestale poco oltre il rifugio Capanno Tassoni. L’ambiente circostante è quello di un fitto bosco costituito principalmente da grandi faggi.
La forestale incrocia dopo circa mezzo chilometro il segnavia CAI 415 che è da seguire prendendo verso destra. Questo sentiero prende quota più ripidamente della strada e la incrocia più volte risalendo il versante della montagna, ed è il percorso di salita da preferire. Tuttavia in condizioni di abbondante neve fresca si può salire seguendo la forestale che è meno ripida e ha un fondo normalmente più battuto. Dopo aver attraversato la grande conca boschiva, poco prima di quota 1.600 metri, il percorso risale il brullo fianco della dorsale appenninica che nella stagione autunnale è colorato dai mirtilleti maturi.
Sul lato sinistro si apre la vista sulla media montagna e sulla collina modenese. Si sale sempre seguendo il tracciato, tenendo come riferimento alcuni pali in legno che indicano la via. Si raggiunge il passo della Croce Arcana (1.669 m), che è posto sul crinale tra Emilia e Toscana, dove si trovano una croce in metallo e un memoriale delle vittime del secondo conflitto mondiale. Conosciuta anche come Alpe alla Croce, è un antico valico tra le province di Pistoia e Modena ed è uno dei luoghi più ventosi d’Italia. Nel 2020 è stata registrata una raffica che superava i 270 Km/h.
Il luogo è adatto per una sosta, oltre che per riposarsi dalla salita, anche per ammirare il paesaggio: verso sud-est spicca il Monte Spigolino, dall’altro lato il crinale nordoccidentale raggiunge il Libro Aperto fino al Monte Cimone.

Si riprende il percorso sul crinale procedendo verso sinistra, seguendo il segnavia CAI 00 che ne percorre la dorsale. Si trovano indicazioni per il Monte Spigolino e per il lago Scaffaiolo. Si sale fino ad una piccola cima su cui sono posti alcuni grandi ripetitori e poi si scende poco oltre fino a giungere in una sella ai piedi del monte Spigolino. Qui il sentiero si biforca e va seguito verso sinistra, dove la traccia risale ripida la spalla del monte. Un tratto faticoso permette di risalire gli ultimi 150 metri di quota fino a giungere alla vetta al monte Spigolino, segnalata da una croce e da un piccolo altare di pietra a quota 1.827 m. Si apre alla vista un panorama sul crinale appenninico fino al Monte Cimone da un lato e fino al lago Scaffaiolo e Corno alle Scale dall’altro. Verso sud si ammira lo sviluppo appenninico toscano e verso nord quello modenese.

Per rientrare facendo un breve anello si procede in discesa seguendo il sentiero che conduce fino al passo della Calanca (1.785 m). Da qui si prende verso destra e si procede a mezzacosta sotto la vetta dello Spigolino fino a raggiungere nuovamente la sella da cui si è saliti alla vetta. Da qui si torna al punto di partenza seguendo lo stesso percorso dell’andata.

Da vedere

Le cascate del Dardagna note anche come cascate del Doccione sono il salto d’acqua più grande dell’Appennino Modenese. In un sistema di sette cascate il torrente Dardagna precipita per 120 metri tra boschi e rocce. La cascata maggiore ha un salto di 30 metri ed è facilmente raggiungibile a piedi in soli 5 minuti di cammino senza particolari difficoltà anche nella stagione invernale. Di grande fascino nella stagione autunnale immerse nel foliage dei boschi, le cascate mutano d’aspetto in pieno inverno congelando completamente e dando luogo a uno scenario da fiaba.

Come arrivare

Dall’uscita Modena Sud della A1, si segue la SP 623 che attraversate Spilamberto e Vignola porta a Fanano. Da qui si prosegue per 12 km lungo la stretta valle di Ospitale  fino al  rifugio Capanno Tassoni (1.317 m) e si parcheggia nei posteggi a pagamento o nelle immediate vicinanze.

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