Medicina e benessere

Fulmini, che fare in caso di scarica? (2)

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Le lesioni da fulmine possono essere ampiamente prevenute prendendo le opportune precauzioni: valutando accuratamente le previsioni del tempo prima di recarsi in montagna. Valutando continuamente le condizioni del tempo durante l’escursione. Evitando d’incamminarsi nelle ore pomeridiane, soprattutto nei mesi estivi.

Se si viene sorpresi da un temporale in montagna conviene scendere di quota e cercare un buon rifugio (case, rifugi, bivacchi, fienili, cappelle) mantenendosi lontani dalle pareti esterne e da porte e finestre, tettoie e balconi, e non sostando sull’uscio.

In case o rifugi non utilizzare apparecchi telefonici fissi, scollegare apparecchi elettrici, evitare di toccare condutture, tubature e impianto elettrico, evitare il contatto con l’acqua.  In piccole capanne aperte c’è il rischio di fulmini laterali. Le grotte vanno bene purché siano abbastanza ampie in modo da potersi mantenere ad una debita distanza (almeno 1 metro) dall’ingresso e dalle pareti.

Le tende non forniscono  protezione. In ambiente aperto è buona norma allontanarsi da tutti i punti che sporgono sensibilmente rispetto ai dintorni (cumuli di sassi, alberi isolati, tralicci, impianti di risalita ecc..). Il fulmine è attirato dai cavi dell’alta tensione e dai tralicci stessi e potrebbe scaricarsi a terra attraverso questi ultimi.

Allontanarsi dai luoghi esposti (vette, creste). Stare in un bosco può essere sicuro purché sotto un albero non isolato e più basso di quelli circostanti. Se si è obbligati a stare in una zona aperta stare accovacciati a piedi uniti e con le ginocchia ravvicinate, mantenendo il contatto con il terreno con la più piccola area corporea possibile, in modo da limitare al minimo le lesioni dovute alle correnti che si disperdono lungo il terreno (corrente di passo). Può essere utile stare seduti sullo zaino o su una corda asciutta.

E’ buona norma mantenere tappate le orecchie. Se si è in gruppo mantenersi lontani gli uni dagli altri. Gli oggetti metallici non attirano di per se la corrente (a meno che sporgano in modo significativo dallo zaino, come può accadere per ombrelli, bastoncini, piccozze, sci, ecc…), ma devono essere riposti lontano dal corpo perché sono dei buoni conduttori e possono provocare gravi lesioni da contatto.

La corrente può seguire le corde soprattutto se umide. Lungo una via ferrata bisogna allontanarsi immediatamente da corde e scale metalliche. La sensazione di pelle che pizzica, l’elettrizzazione dei capelli, un odore di bruciato, la comparsa di crepitii o scintille (fuochi di S. Elmo) stanno ad indicare imminente pericolo di scarica. L’inizio e la fine di un temporale costituiscono i momenti più pericolosi.

Si dovrebbe, infine, seguire la regola del 30 secondi-30 minuti che indica che vi è pericolo di essere colpiti da un fulmine finché l’intervallo tra fulmine e tuono si mantiene minore di 30 secondi, e che si dovrebbe ricominciare ad arrampicare solo dopo 30 minuti dall’ultimo tuono percepito.

Se ci si trova a dover soccorrere un soggetto colpito da un fulmine non lasciarsi prendere dal panico e allertare subito i soccorsi organizzati, perché il soggetto dovrà essere al più presto sottoposto per lo meno ad accertamenti medici. Il 70-80 % delle persone colpite da fulminazione sopravvive, per cui un soccorso tempestivo ha molte probabilità di successo.

Poiché la morte avviene principalmente per arresto cardio-respiratorio, in attesa dei soccorsi organizzati possono risultare efficaci le manovre di rianimazione cardiopolmonare (o RCP = massaggio cardiaco e respirazione artificiale), solo dopo aver valutato il soggetto secondo lo schema ABC della rianimazione (airway-breathing-circulation = pervietà delle vie aeree, presenza di respirazione spontanea, presenza di attività cardiaca) e seguendo le apposite procedure.

La protezione dall’ipotermia (attenzione: non usare i teli termici alluminizzati durante un temporale), la posizione laterale di sicurezza, la copertura delle ustioni cutanee con garze sterili saranno sempre utili, così come il trattamento di altre eventuali lesioni (per esempio ferite e fratture da caduta) secondo le consuete norme di soccorso. Una persona colpita da un fulmine non rimane “carica elettricamente” e quindi soccorrendola non si rischia nulla.
 

 

  
Dott. Luca Barcella
Commissione Medica CAI Bergamo

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