Alpinismo

Monte Bianco: l’esercito italiano apre due nuove vie

immagine

AOSTA — La vocazione all’alpinismo ce l’hanno nel sangue. E ora viene pienamente alla luce. Due nuove vie di arrampicata sono state aperte dal nascente Gruppo di alta montagna della Scuola Militare Alpina di Aosta su un pilastro di granito di 3.466 metri, tra i ghiacciai delle Grandes Jorasses. Il capolavoro è di Alessandro Busca e Marco Farina.

Le due vie si snodano su un pilastro a sinistra della Tour des Jorasses e hanno uno sviluppo di 350 metri. Si chiamano Vecchio Jim, con difficoltà fino al 7a+ (nella foto, in rosso) e Horizon Vertical, con difficoltà fino al 6c (nella foto, in giallo).
 
La punta raggiunta, senza nome, è stata battezzata dai due alpinisti “Punta Massimo”, in ricordo del fratello di Marco Farina, promettente alpinista dell’esercito scomparso a soli 24 anni su una fatale cascata di ghiaccio in Val di Rhemes.
 
“Abbiamo aperto entrambe le vie dal basso – spiega Alessandro Busca – in tre giorni totali di parete, dal 18 al 20 luglio. La chiodatura è a vista; sulle placche più difficili, dove c’è da proteggersi, abbiamo usato friend e nuts. Le soste sono a spit con due anelli di calata”.
 
Le vie non sono ancora state ripetute, ma la bellezza della roccia della cornice dei ghiacciai valdostani non terrà lontano gli appassionati ancora per molto. “Nella parte bassa del pilastro il granito è molto bello – racconta ancora Busca -. Nella parte alta, più verticale, cambia leggermente e la roccia diventa rossastra, a volte coperta da un po’ di lichene. Ma nel complesso è bellissima”.
 
Qualche indicazione per chi volesse avventurarsi sulla punta Massimo? “Ci vogliono circa 4 ore per arrivare alla base, salendo dalla val Ferret. Per l’arrampicata servono due corde da 55 metri, una serie di friends camalot fino al 3,5 con doppi da 0,5 e da 0,75. Eventualmente anche da 1”, aggiunge Busca.
 
Questo è uno dei primi risultati del nascente Gruppo di Alta Montagna della Scuola Militare Alpina di Aosta. Un sogno cullato da tempo dall’esercito italiano. “Da anni si voleva creare un gruppo di quattro o cinque persone che si dedicassero all’alpinismo in modo professionale per conto dell’esercito” spiega Busca, che oltre al grado di maresciallo del corpo degli Alpini, vanta i titoli di istruttore nazionale delle guide alpine, di alpinismo, sci e scialpinismo.
 
“Il gruppo voleva essere creato sia per lustro della scuola militare – continua Busca – sia per essere sempre aggiornati su tecniche, materiali e novità alpinistiche da trasmettere, poi, agli istruttori della scuola. Per mantenere i corsi di formazione per i militari sempre ai massimi livelli”.
 
Il gruppo di alta montagna, per ora, comprende solo Busca e Farina, entrambi valdostani. Alex Busca, 38 anni, ha scalato 3 ottomila tra cui l’Everest senza ossigeno nel 2004, restando sulla cime per due ore effettuando rilevazioni scientifiche. Lo scorso dicembre era sul Fitz Roy con una spedizione dell’esercito. Marco Farina è nell’esercito da circa 6 mesi. Solo diciannovenne, è già aspirante guida alpina, e vanta un’intensa attività alpinistica sulle Alpi, in particolare sul massiccio del Monte Bianco.
 
 
Sara Sottocornola
 
Immagini di Alessandro Busca e Marco Farina.
 


Alessandro Busca in parete


Marco Farina in fessura


La Punta Massimo (3.466 metri)


Alessandro Busca in parete

 

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to top button
Close