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A tu per tu con Courtney Dauwalter, la regina del trail running

La campionessa statunitense parteciperà all’Ultra Trail du Mont Blanc. Se dovesse vincerlo (come ha già fatto due volte) sarebbe la prima a portarsi a casa il triplete Western States, Hardrock Hundred Mile e UTMB nella stessa stagione

Charlie Chaplin diceva che “un giorno senza sorriso è un giorno perso” e lei sembra aver fatto di questa frase il suo leitmotiv. Campionessa nel vero senso della parola, perché nel suo curriculum sportivo ci sono record, primati e vittorie di ogni tipo, ma anche primatista del sorriso. Sì, perché il suo, quello di Courtney Dauwalter, è davvero qualcosa di contagioso. Arriva al traguardo con quell’arcobaleno rovesciato dipinto sul volto che mette allegria e spinge quasi a credere che “la fatica non esista” (cit. Nico Valsesia). E invece esiste, eccome se esiste. Ma quando guardi Courtney, i suoi occhi di cristallo e i vestiti troppo larghi per essere davvero quelli di una runner, ti convinci che ogni tanto Madre Natura dispensi ad alcuni dei suoi figli qualche regalo supplementare. E che combini in un’unica persona quelle doti di talento, tenacia, entusiasmo, perseveranza e positività il cui mix fa di un semplice atleta, un campione. Di lei basta dire che ha vinto gare come la Moab 240 (238 miglia, quindi 383 km di ultramarathon che si svolge annualmente nello Utah) tagliando il traguardo in 2 giorni, 9 ore e 59 minuti e come prima assoluta. Il secondo classificato è arrivato circa dieci ore dopo. Questo nel 2017. In pochi anni la sua fama ha scavalcato l’Oceano, passando per due vittorie a UTMB, oltre che al Grand Raid de la Réunion, all’Ultra Trail Mt. Fuji e all’Ultra Trail Cape Town. Nel 2018 è stata insignita da Ultrarunning Magazine del titolo di Ultra Runner of the Year dopo aver vinto 9 delle 12 gare a cui ha partecipato, incluse due in cui è arrivata prima assoluta.

Insegnante, campionessa di sci nordico e infine invincibile ultra trailer

La sua storia come runner (non professionista) comincia nel 2011. Classe 1985, Courtney è nata e cresciuta a Hopkinks, nel Minnesota. Vero cavallo di razza, è stata per quattro volte campionessa dello stato del Minnesota di sci nordico ed è stata ammessa all’università di Denver grazie a una borsa di studio per meriti sportivi. Runner professionista “griffata” Salomon dal 2017, è stata anche insegnante, prima alle scuole medie e poi alle superiori.

Nel 2023 la Dauwalter, da molti considerata la più forte ultrarunner di sempre, ha superato sé stessa concatenando due record consecutivi e a distanza di un mese l’uno dall’altro: quello alla Western States 100-mile Endurance Run (15 ore, 29 minuti e 33 secondi) con ben 78 minuti di vantaggio sul precedente primato, seguito da quello alla Hardrock Hundred Mile Endurance Run (Hardrock 100) conclusa in 26 ore, 14 minuti e 8 secondi. Tra meno di due settimane sarà ai nastri di partenza di UTMB. Se dovesse vincerla (come già accaduto nel 2019 e nel 2021) sarebbe la prima atleta al mondo a portarsi a casa le tre gare nello stesso anno.

Come è nata l’idea di partecipare all’UTMB 2023?

Inizialmente il mio programma estivo prevedeva la Western States 100 e la Hardrock 100, per poi riposare. Questa doppietta è molto impegnativa, con sole tre settimane di distanza tra una gara e l’altra, e non vedevo l’ora di mettermi alla prova in questo nuovo modo. Dopo la Hardrock ero piuttosto affaticata, ma avevo anche un persistente “E se?” che mi frullava nella testa. “E se aggiungessi anche UTMB?”, mi chiedevo? Un ulteriore stimolo per vedere cosa è possibile fare, dove posso arrivare! A un certo punto ho realizzato che dovevo provarci! Affronterò l’UTMB sperando di spremere fino all’ultimo le mie gambe e il mio cervello.

Quanto sono importanti le gare nella tua vita?

Amo tutto ciò che riguarda la corsa e continuerei a farlo anche se non gareggiassi. Spero di correre per tutta la vita. È il mio modo preferito per esplorare, ricaricarmi in silenzio, socializzare con gli amici e stare all’aria aperta. Attualmente mi piace iscrivermi alle gare perché sono incuriosita da ciò che è possibile fare. Il nostro corpo e il nostro cervello possono fare molto di più di quanto spesso crediamo, e iscrivermi a gare impegnative mi permette di esplorare questo aspetto.

Il tuo stile, il suo abbigliamento durante la gara, è diverso da quello di altri trail runner. Perché?

Il comfort è fondamentale in queste lunghe gare “ultra”, quindi indosso ciò che mi fa sentire più a mio agio. Nel mio caso abbigliamento largo. È sempre stato così, anche in passato.

Cosa mangi prima di una gara? E durante?

Prima di una gara di solito mi limito a caffè e crema di latte. Durante la gara, inizio a mangiare presto e cerco di mantenere le calorie il più spesso possibile. Uso Tailwind Nutrition nelle mie bottiglie di bevande e poi combino masticati, gel e cialde. Quando le gare superano i due giorni, aggiungo sicuramente altro cibo vero come pancake, patatine fritte, cheeseburger e pizza!

Birra sì o no?

Una birra dopo una lunga avventura o una gara lunga, è deliziosa!

Quali gare ti sono rimaste nel cuore e perché?

Tutte! Degli ultimi dieci anni di corse ultra ho tanti bei ricordi. I momenti che più mi sono rimasti nel cuore sono sempre quelli condivisi con altre persone. Non sono lo stress della gara, la fatica, a rimanere in testa, ma le cose vissute insieme agli altri concorrenti in gara, piuttosto che con i sostenitori che trovi lungo il percorso.

Quando non sarai più un atleta professionista, cosa ti piacerebbe fare nella vita?

Non ne ho idea! Mi sto godendo questo capitolo il più possibile e quando si girerà pagina, vedremo cosa succederà.

Conta di più la passione o il talento? Quanto e come ci si allena?

Credo che conti di più la passione. Per me è importantissimo che la corsa resti divertente, a prescindere da tutto. Il fatto che il divertimento e la gioia siano al primo posto fa sì che tutti gli allenamenti e le gare siano un piacere e non una fatica. Mi alleno in base alle sensazioni. Ogni mattina valuto come si sentono il mio corpo e il mio cervello per stabilire cosa fare quel giorno. Mi alleno principalmente con la corsa su sentiero, ma aggiungo anche un po’ di strada e un qualche uscita in bicicletta. Sempre assecondando le sensazioni del momento.

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