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Vittoria in stile alpino sul Kabru South, 7314 metri per Nives Meroi, Romano Benet, Peter Hamor e Bojan Jan

I quattro alpinisti (due italiani, uno slovacco e uno sloveno) salgono la parete Ovest della montagna senza ossigeno, corde fisse o Sherpa.

Non ci sono solo le code sull’Everest, le spedizioni commerciali, le alpiniste (o gli alpinisti) influencer e i furti di bombole e altro materiale nei campi  alti. La splendida notizia che arriva dal Kabru South, una vetta di 7314 metri, è il segno che l’alpinismo himalayano è ancora vivo, e continua a regalare emozioni.
La notizia risale a qualche giorno fa, e al momento in cui scriviamo i protagonisti non hanno inviato informazioni più complete né a Kathmandu né in Europa. Alle 16.30 del 12 maggio Nives Meroi, Romano Benet, Peter Hamor e Bojan Jan (due italiani di Tarvisio, uno slovacco di Poprad e uno sloveno di Rateče, proprio accanto alla frontiera con l’Italia) sono arrivati in vetta al Kabru South, uno dei più imponenti satelliti del Kangchenjunga, la terza cima della Terra, dopo aver salito in stile alpino la parete Ovest della montagna.

Sappiamo che i quattro alpinisti hanno camminato per quasi due settimane per raggiungere il campo-base, piazzato a 5600 metri di quota sul ghiacciaio di Yalung, e che prima di puntare alla loro meta, per acclimatarsi, hanno salito alcune cime di 5000 e 6000 metri. Sappiamo che hanno compiuto una ricognizione per una seraccata impegnativa, che hanno lasciato in quota un deposito di materiale e di cibo, che sono ridiscesi ai 4550 metri di Ramche, l’ultimo villaggio della valle, per riposarsi e attendere un miglioramento del tempo.
Sappiamo che la parete Ovest del Kabru South non era mai stata salita, che lo slovacco, lo sloveno e i due alpinisti di Tarvisio l’hanno percorsa senza usare corde fisse né campi intermedi, senza ossigeno supplementare e senza farsi aiutare da Sherpa.
“Le condizioni erano difficili, ma fortunatamente l’ultimo giorno il tempo è migliorato, e il vento si è calmato” ha scritto Mária Hámorová, la moglie di Peter Hamor sul sito del marito. “Fino a oggi, questa ascensione sul Kabru South è la notizia più interessante della stagione himalayana” ha commentato Angela Benavides sull’autorevole sito statunitense ExplorersWeb.

L’annuncio di conquista della vetta pubblicato su FB da Peter Hamor

L’imponente catena del Kabru si allunga sulla frontiera tra il Nepal e il Sikkim indiano a sud del Kangchenjunga. La prima salita della vetta più alta, 7412 metri, viene compiuta nel 1883, dal versante del Sikkim, dal britannico William Graham, dall’albergatore svizzero Emil Boss e dal suo connazionale e guida alpina Ulrich Kaufmann. Nel 1907 i norvegesi Carl Rubenson e Monrad Aas ripetono l’ascensione.
Nel 1899 il Kabru, come gli altri satelliti del Kangchenjunga, viene osservato e fotografato quando l’alpinista inglese Douglas Freshfield, il fotografo biellese Vittorio Sella e i loro compagni di avventura compiono un celebre periplo del massiccio del Kangch.

Dopo l’annessione del Sikkim all’India nel 1962, il versante orientale del Kabru viene percorso solo da spedizioni di New Delhi. Nel 1959 un team militare diretto da Narinder Kumar raggiunge il Kabru Dome, 6640 metri. Nel 1994, una spedizione diretta da H.S. Chauhan sale in tre giorni successivi le tre vette più alte, e compie quindi la prima assoluta del Kabru South.
La parete Ovest del Kabru South, in territorio nepalese, era stata tentata solo una volta, nel 2004, da un team di alpinisti serbi diretto da Dragan Jaćimović, ed è stata interrotta dopo la caduta del capospedizione in un crepaccio. “Sarà sicuramente una scalata di grande alpinismo, simile alla cresta nord-ovest del Dhaulagiri, ha dichiarato Hamor a ExplorersWeb prima di partire “I primi 700-800 metri saranno il tratto chiave, poi sarà solamente pericoloso”.

Per Romano Benet, Nives Meroi e Peter Hamor, la vittoria sul Kabru South arriva sei anni dopo aver completato la collezione dei 14 “ottomila” della Terra nel maggio del 2017. I due italiani hanno completato lo slam sull’Annapurna, lo slovacco sul Dhaulagiri. Nella classifica ufficiale, i tre compaiono ai posti numero 34, 35 e 36.
I due italiani l’anno scorso avevano pensato a una traversata dallo Yalung Kang alla vetta principale del Kangchenjunga, ma il progetto non si è concretizzato. Nello scorso aprile, prima di partire per il Nepal, Peter Hamor ha dichiarato di essere rimasto affascinato dal Kabru South e dalla sua parete Ovest dal 2021, e di averla osservata con attenzione dopo essere tornato sul Kangchenjunga l’anno scorso.

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