Scienza e tecnologia

Himalaya, i ghiacciai arretrano a velocità record

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KATHMANDU, Nepal — I ghiacciai intertropicali, ovvero quelli dell’Himalaya e delle Ande, si sciolgono a velocità record. E’ quanto emerge da una recente ricerca statunitense della Ohio state University.

Secondo lo studio negli ultimi 50 anni, i ghiacciai delle latitudini intertropicali del globo hanno registrato uno scioglimento impressionante. Il più significativo degli ultimi 5000 anni.
 
La ricerca ha preso come campioni sette ghiacciai, tra sudamericani e asiatici, controllati per 30 anni, in 28 postazioni diverse, e da 50 spedizioni scientifiche. Ebbene, stando ai dati, negli ultimi 50 anni lo scioglimento dei ghiacci avrebbe assunto un’accelerazione eccezionale, mai riscontrata nei millenni precedenti. Tanto che l’arretramento, in Perù ha riportato alla luce piante congelate per 5-6 mila anni.
 
La prima causa del fenomeno è da attribuire all’aumento delle temperature medie della Terra. I ricercatori hanno utilizzato degli appositi strumenti di rilevazione, chiamati "carotatori". Servono per forare il ghiaccio e prelevarne campioni tubolari. Da questi si analizzano i vari strati, misurando il rapporto di equilibrio tra i due isotopi  radioattivi dell’ossigeno contenuto nelle molecole d’acqua.
 
Le conseguenze dell’eccessivo scioglimento dei ghiacci rischiano di ripercuotersi in maniera devastante sulle popolazioni himalayane. Negli ultimi anni, infatti, la portata dei fiumi che provengono da questi ghiacciai è aumentata a dismisura, causando inondazioni difficili da contenere.
 
Sullo scioglimento dei ghiacciai anche gli italiani del Comitato Ev-K²-Cnr stanno portando avanti studi molto avanzati. Grazie a una rete di stazioni di rilevamento meteorologico ed atmosferico ad alta quota – fra cui la celeberrima Piramide dell’Everest, il laboratorio scientifico più alto del mondo – il Comitato sta portando avanti ricerche interdisciplinari a livello mondiale, fra cui spiccano gli studi di Claudio Smiraglia.  
 
Nei giorni scorsi, per studiare meglio la situazione dei ghiacciai in Africa, per esempio, il Comitato Ev-K²-Cnr ha installato una nuova stazione di rilevamento sul massiccio del Ruwenzori, la terza montagna più alta del continente. Servirà per raccogliere dati su un ghiacciaio determinante per l’equilibrio ambientale africano. E che negli ultimi 100 anni è passato da 6,5 a 0,95 chilometri quadrati.
 
 
Marco Chiodi

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