AlpinismoAlta quota

Il racconto di Sajid Sadpara: ho visto l’ultima volta mio padre a 8200m- Nuovo tentativo di vetta sul K2

07/02/2021 ore 21.40 PK; ore 17.40 IT – Il racconto di Sajid Sadpara

Grazie agli amici di Pakistan Mountain News, abbiamo maggiori informazioni sulle dichiarazioni di Sajid Sadpara, tornato oggi a Skardu dopo i giorni difficili al K2.

L’alpinista pakistano riporta di aver visto suo padre per l’ultima volta a una quota di 8200m e, come già scritto, è sicuro che i tre abbiano avuto problemi in discesa dalla vetta. Circa le operazioni di ricerca, Sajid dichiara: “Se passano più di due o tre giorni, le possibilità che un essere umano sopravviva a un’altitudine di oltre 8.000 metri con tale freddo sono scarse“, aggiungendo che le proseguirebbe per la ricerca dei corpi.

Dall’alpinista pakistano altre informazioni: secondo quanto oggi riporta, sia lui che il padre stavano salendo senza ossigeno e che ha iniziato ad avere problemi per la quota a 8200m, allora Ali gli ha consigliato di utilizzare la bombola che aveva con sé per le emergenze, ma nel momento in cui l’ha indossata si è accorto che non funzionava correttamente. Il padre quindi lo ha rimandato indietro, così che potesse abbassarsi di quota per stare meglio. Ha così seguito il consiglio ed ha iniziato a scendere verso C3 (7350m), quella è stata l’ultima volta che ha visto i tre alpinisti. Erano attesi per le 22/23 del 5 febbraio a C3, non avevano con sé alcuna radio, l’unica era a disposizione di Sajid. Il ragazzo ha quindi preparato il tè, acceso le luci così da rendere più facile trovare la strada nel buio per coloro che scendevano ed ha iniziato ad aspettare, purtroppo invano. Il 6 febbraio, Sajid ha comunicato al Cb che Snorri, il padre e Mohr non erano rientrati e gli è stato consigliato di scendere perché il meteo era in peggioramento.


07/02/2021 ore 19.00 PK; ore 15,00 IT – Intervista a Sajid Sadpara

Sajid Sadpara, giunto a Skardu con gli elicotteri di rientro dai sorvoli del mattino sul K2, ha rilasciato le prime dichiarazioni ai media pakistani.

“Stavano salendo il Collo di Bottiglia che erano circa le 11 del mattino, quando io sono tornato indietro. Il Collo di Bottiglia è la parte più tecnica della via. Sono sicuro che siano arrivati in vetta e in discesa abbiano avuto un incidente”.


07/02/21 ore 16.30 PK; ore 12.30 IT – Notizie dal campo base

Come anticipato, questa mattina sono state fatte due ricognizioni aerea sul K2 arrivando anche oggi fino a 7000m. Gli elicotteri, con a bordo anche Sajid Sadpara e Chhang Dawa Sherpa, hanno volato sopra la via dello Sperone degli Abruzzi e non solo alla ricerca di tracce di John Snorri, Ali Sadpara e Juan Pablo Mohr. Purtroppo, a causa delle nubi non si è riusciti a vedere la parte più alta della montagna, dove presumibilmente di dovrebbero trovare i tre alpinisti dispersi. Il vento si sta mantenendo sostenuto, fino a 40 km/h a 6400m.

Da Chhang Dawa Sherpa arriva conferma del trasporto a Skardu, con gli elicotteri di ritorno, sia di Antonios Sykaris, che verrà sottoposto a cure per i congelamenti subiti durante il tentativo di vetta, sia di Sajid Sadpara. 

Domani, se possibile, si continueranno le ricerche.


07/02/21 ore 13.30 PK; ore 9.30 IT – Primo sorvolo sul K2

Questa mattina è stato fatto un nuovo sorvolo sul K2. Gli elicotteri dell’esercito pakistano arrivati da Skardu sono atterrati al campo base per caricare Sajid Sadpara e i quattro alpinisti pakistani. Non è stato possibile lasciarli in quota. Durante la ricognizione sono state scattate fotografie allo scopo di cercare tracce dei tre dispersi. Per ora nessuna traccia, oggi è in programma un nuovo sorvolo.


07/02/21 ore 11.30 PK; ore 7.30 IT – Nuova operazione di ricerca

Gli elicotteri sono già decollati da Skardu per raggiungere il K2. Il piano per questa mattina, se il vento lo consentirà, è di fare un nuovo sorvolo e se possibile trasportare in quota, probabilmente C2, una squadra di ricerca.

Nel frattempo, è pronto anche un team di alpinisti nepalesi e pakistani (arrivati ieri) che tenterà di salire via terra.


06/02/21 ore 2.00 PK; ore 22.00 IT – Il meteo al K2

Testo: Tatiana Marras 

Cruciale nelle prossime ore per le operazioni di ricerca di John Snorri, Ali Sadpara e Juan Pablo Mohr sarà il meteo. Gli elicotteri potranno alzarsi da Skardu e raggiungere il K2 solamente se il vento, ma anche le nubi lo consentiranno. Abbiamo contattato Filippo Thiery, meteorologo esperto di alta quota che ha seguito diverse spedizioni di Daniele Nardi negli anni passati, per farci spiegare cosa aspettarci domani e nei prossimi giorni.

“Domani il tempo si prevede resti stabile, anche sereno, ma i venti in quota risultano molto forti. Ovviamente gli elicotteri non devono, e non possono, arrivare alle quote sommitali, ma sarà proprio la situazione tempestosa delle quote più alte a decretare l’altezza massima dei sorvoli e la possibilità degli stessi. Lunedì il cielo sarà più nuvoloso, con venti ancora molto forti. Martedì parzialmente nuvoloso e mercoledì poco nuvoloso, entrambe le giornate con venti, al momento attuale, molto più sostenibili“.

Gli abbiamo anche chiesto se l’inverno 2020/2021 sul K2 stia mostrando anomalie rispetto agli anni passati“Il meteo del K2 del 2021, non essendoci ovviamente stazioni meteo sul posto, giusto chi ha seguito giorno per giorno le cronache dal campo base può avere un’idea di come sia andato. Quanto possa risultare anomalo o meno rispetto alla norma, anche questa è una bella gatta da pelare! Il K2 in inverno non è che sia posto su cui esistano purtroppo statistiche”.


06/02/21 ore 18.00 PK; ore 14.00 IT – Sajid Sadpara al CB

Non ci sono ancora notizie di John Snorri, Ali Sadpara e Juan Pablo Mohr. In Pakistan sono oramai le 18.00 e il buio oramai cala. Il meteo purtroppo non è buono, ma dal campo base ci confermano che se sarà possibile domani gli elicotteri torneranno a volare per una nuova ricognizione sulla montagna.

In questo momento drammatico di brutte notizie, alcune buone: Sajid Sadpara è arrivato al campo base, a confermarcelo Chhang Dawa Sherpa, sta bene, almeno fisicamente. Anche Tamara Lunger è al campo base da qualche ora. Confermato l’arrivo di Antonios Sykaris al CB, dove il medico si sta prendendo cura dei congelamenti ai piedi.


06/02/21 ore 15.00 PK; ore 11.00 IT – Elicotteri a 7000m, il meteo peggiora

Gli elicotteri dell’Askari arrivati al K2 hanno effettuato una ricognizione fino a 7000 metri senza però trovare alcuna traccia dei tre alpinisti dispersi. Le condizioni meteo in quota, ma anche al CB stanno peggiorando, come previsto. L’elicottero è tornato a Skardu. Sajid Sadpara ha raggiunto sano e salvo C1 e ora è in discesa accompagnato dagli sherpa di SST.


06/02/21 ore 13.00 PK; ore 9.00 IT – La situazione

Data la concitazione dei tanti eventi, cerchiamo di fare il punto dei fatti.

2 febbraio: inizia il tentativo di vetta per Juan Pablo Mohr (33 anni). Il cileno è in cordata con Tamara Lunger dopo che il suo compagno Sergi Mingote è morto il 16 febbraio in discesa da C1. Tamara e Juan Pablo partono dal campo base e arrivano a C1, 6050m.

3 febbraio: Alle 4.00 del mattino pakistane inizia il tentativo di vetta anche di John Snorri (47 anni), Ali Sadpara (45 anni compiuti il 2 febbraio) e Sajid Sadpara (21 anni). Da CB i tre alpinisti salgono direttamente a C2 basso, 6500mm. Anche Juan Pablo Mohr e Tamara Lunger salgono e raggiungono C3 basso, 6970m.

4 febbraio: Mohr e Lunger iniziano a salire e si portano a C3, 7300m. Snorri e i due Sadpara salgono anche loro a C3. A C3 c’è una situazione complessa a causa della mancanza di tende per tutti gli alpinisti e sherpa che sono presenti, si dividono le due tende presenti, ma si riposa male come dichiarato dallo stesso Snorri. Tutti gli alpinisti della compagine di SST, inclusa Tamara Lunger, rinunciano alla salita e programmano di scendere la mattina dopo. Juan Pablo Mohr decide però di continuare, la sua è una salita senza ossigeno supplementare.

5 febbraio: Poco dopo la mezzanotte John Snorri parte per la cima, con lui anche Ali Sadpara e Sajid Sadpara. Non si sa quando parte Juan Pablo, il suo gps è spento da quando è arrivato a C3 in primo pomeriggio del 4 febbraio. Abbiamo notizie di Snorri grazie al tuo tracker gps fino alle 7 del mattino pakistane (3.00 IT), ma non è chiara la posizione, funziona male e il segnale rimbalza a quote diverse. Poi anche quello dell’islandese si spegne. Il motivo sembrerebbe il grande freddo.

Non sappiamo nulla fino alle 18.00 pakistane (14.00 italiane), quando il manager del CB di Snorri ha un contatto radio con Sajid Sadpara, che comunica di essere tornato a C3, 7300m, dopo che il suo regolatore dell’ossigeno si è rotto. Da Sajid una informazione importante: alle 10.00 del mattino pakistane erano al Collo di Bottiglia. Non sappiamo bene se all’inizio o alla fine, cambiano circa 2/3 ore di cammino. Ci si aspetta quindi di vederli in vetta alle 16.00 pakistane, massimo alle 18.00, ma dei tre alpinisti non si hanno più notizie o contatti.

Questa mattina la decisione di attivare i soccorsi.


06/02/21 ore 12.00 PK; ore 8.00 IT – Si attivano i soccorsi

Cattive notizie dal K2. John Snorri, Ali Sadpara e Juan Pablo Mohr sono dispersi. Le operazioni di soccorso sono state già avviate e gli elicotteri sono in direzione K2 dopo aver caricato due alpinisti pakistani, Imitaz e Akbar. L’intenzione è quella di farli scendere sulla montagna nel punto più alto possibile. Dal campo base confermano però che la temperatura è molto bassa, -35°C, e il vento è aumentato a 25 km/h alla quota di 6500m.

Nel frattempo, il figlio di Ali Sadpara, Sajid che dopo la sua rinuncia alla vetta ha atteso a C3 il rientro dei tre alpinisti per oltre 20 ore, è in discesa. Importante per lui ora, in questo momento difficile, è scendere di quota. Ad attenderlo a C1 due sherpa di SST con cibo, acqua e pronti ad assisterlo in discesa.


05/02/21 ore 23.00 PK; ore 19.00 IT – Notizie da Sajid Sadpara a C3

Il team di Ali Sadpara si è messo in contatto con Sajid Sadpara, che si trova a C3 dopo aver rinunciato all’altezza del Collo di Bottiglia a causa della rottura del regolatore dell’ossigeno. Il figlio di Ali ha detto di essere uscito dalla tenda per verificare dove fossero i tre alpinisti, ma non ha visto nessuna luce o movimento. Sajid informa anche di avere cibo, un sacco a pelo e una frontale.

Possono sembrare notizie molto preoccupanti, ma bisogna dire che da campo 3 una gran parte della via non è visibile e soprattutto non si vede dalla parte inferiore del Collo di Bottiglia fino a tutta la Spalla.

Attendiamo ulteriori informazioni ufficiali da parte dei team dei tre alpinisti.


05/02/21 ore 22.00 PK; ore 18.00 IT – Tamara Lunger al ABC

Tamara Lunger è al campo base avanzato, a darne notizia lo staff dell’alpinista. Al campo base è invece già rientrato Colin O’Brady. Antonios Sykaris, che ieri notte da C3 aveva comunicato di avere dei congelamenti ai piedi, ha invece preferito fermarsi per la notte a C1 per continuare la discesa domani mattina.

Non si hanno invece nuove notizie su John Snorri, Ali Sadpara e Juan Pablo Mohr (in cordata fino a C3 con Tamara). Attendiamo fiduciosi di avere informazioni al più presto.


05/02/21 ore 18.00 PK; ore 14.00 IT – Notizie da Snorri

Finalmente qualche informazione da Snorri. Come vi abbiamo detto nello scorso aggiornamento, il gps dell’islandese è scarico, l’alpinista è però in contatto radio con il manager e cuoco del CB, che sta aggiornando la famiglia.

Proprio dal CB poco fa la notizia che Sajid Sadpara è sceso a campo 3, costretto a rinunciare all’altezza del Collo di Bottiglia a causa della rottura del regolatore dell’ossigeno.

Sono ancora in azione John Snorri, Ali Sadpara e Juan Pablo Mohr. Secondo quanto riporta la moglie, alle 10.00 pakistane (6.00 italiane) erano al Collo di Bottiglia, dovrebbero quindi trovarsi molto vicini alla vetta, se non averla oramai raggiunta.

Aspettiamo conferme.


05/02/21 ore 17.00 PK; ore 13.00 IT – Le dichiarazioni di Chhang Dawa Sherpa sull’incidente

Dal campo base Chhang Dawa Sherpa, leader della spedizione di SST, ha poco fa rilasciato una dichiarazione sulla dinamica dell’incidente mortale che ha coinvolto Atanas Skatov.

Il nepalese scrive che l’alpinista stava scendendo con il suo sherpa quando, all’altezza di campo 3 basso (circa 6.970m), è caduto mentre stava eseguendo la manovra per mettersi in sicurezza passando da una corda all’altra. Forse un errore, ma di certo non la rottura di una corda, come riportato dalle agenzie pakistane. La dinamica non è precisa perché lo sherpa che accompagnava Skatov era davanti e non ha potuto vedere direttamente quanto successo. Chhang Dawa Sherpa precisa che sono state montate tutte corde nuove e che il corpo è stato ritrovato senza vita alla quota di 5500m.

Per quanto riguarda il tentativo di vetta di John Snorri, Ali Sadpara e Sajid Sadpara con Juan Pablo Mohr non si hanno ancora notizie. I gps continuano a essere spenti. La moglie di Snorri conferma che il tracker del marito è scarico, ma che la squadra è in contatto radio con il manager del CB.


05/02/21 ore 16.00 PK; ore 12.00 IT – Trovato il corpo senza vita di Atanas Skatov

Si confermano tragiche le notizie dal K2. Il corpo senza vita di Atanas Skatov è stato individuato e recuperato grazie all’intervento degli elicotteri dell’Askari. Ora sarà trasportato a Skardu, da dove inizierà l’iter per il rimpatrio. Insieme a lui c’è anche la compagna, che aveva accompagnato fino al campo base l’alpinista in questa avventura.

L’incidente di Skatov è il secondo mortale della stagione sul K2 dopo quello di Sergi Mingote, che ha perso la vita il 16 gennaio in discesa da C1.


05/02/21 ore 14.30 PK; ore 10.30 IT – Atanas Skatov è caduto in discesa

Una brutta notizia dal K2: l’alpinista bulgaro Atanas Skatov è caduto mentre stava scendendo da C3. A darne notizia i media bulgari e l’agenzia pakistana Alpine Adventure Guides. La causa pare essere la rottura di una corda. Non è stato possibile per la squadra di sherpa raggiungerlo, gli elicotteri sono stati allertati.

Ieri sera Jon Kedrowski, in un aggiornamento sulla salita di Colin O’Brady, aveva scritto: “Sfortunatamente le corde per raggiungere C3 sono sepolte (dalla neve, ndr), quindi si è dovuto arrampicare senza assicurazione in alcune sezioni sulla neve ripida“.


05/02/21ore 12.30 PK; ore 08.30 IT – Sono al Collo di Bottiglia?

C’è un pennacchio questa mattina sul K2“, a scriverlo un’ora fa Jon Kedrowski dal campo base. Significa vento in quota. L’americano, che aveva rinunciato già il 3 febbraio, aggiunge anche che chi sta scendendo sta bene nonostante la notte “un po’ stressante a C3 a causa della carenza di tende“.

Sulla montagna ci sono ancora John Snorri, Ali Sadpara e Sajid Sadpara (non si sa se con o senza l’ossigeno). L’ultima posizione nota è 7820m, alle 3.15 italiane (7.15 PK). Da quel momento il gps dell’islandese non trasmette più, con tutta probabilità è stato spento per conservare la batteria. Kedrowski riporta che sono all’altezza del Collo di Bottiglia, quindi a 8000m. Cosa ancora più interessante è che, secondo l’americano, insieme a loro ci sarebbe anche Juan Pablo Mohr. Tamara Lunger ha invece rinunciato.

Il suo piano è di chiamarmi non appena arriva in vetta” scrive la moglie di Snorri. E se è davvero al Vollo di Bottiglia, dall’uscita del traverso sono ancora 6 ore circa. Come detto questa notte: per avere certezze, non resta che attendere qualche ora.


05/02/21ore 07.30 PK; ore 03.30 IT – Qualche informazione dal CB

Pochi minuti fa Chhang Dawa Sherpa ha informato che tutti gli alpinisti di SST sono in discesa da C3 verso il campo base, chiarendo che nessuno ha raggiunto la vetta. Il nepalese ha inoltre aggiunto che la squadra di Snorri, Ali Sadpara e Sajid Sadpara è ancora a 7900m. La moglie dell’islandese ha invece comunicato sui social che non ha ancora parlato con il marito da quando è partito da C3.

Per quanto riguarda Pasang Norbu Sherpa, SST fa sapere che è arrivato a 7600m per poi tornare al C3 a causa dell'”esplosione del regolatore delle bombole d’ossigeno probabilmente per il troppo freddo“.


05/02/21ore 06.45 PK; ore 02.45 IT – Poche certezze

Un breve aggiornamento notturno che non aiuta a dipanare la confusione, ma che cerca almeno di fare un minimo punto delle incertezze, che nel mentre dell’azione di una scalata sono piuttosto normali.

Il tracker Gps di Snorri si sta comportando in modo anomalo, anche questa è una cosa piuttosto normale. Attorno alle 20.00 IT, come abbiamo qualche ora fa detto, la squadra dell’islandese è partita per il tentativo di vetta e ha iniziato a salire. Poi a 7660m quella che pareva essere una discesa, a cui sono seguiti dei segnali che rimbalzavano a quote diverse oscillanti tra i 7563m e 8073m (nemmeno in ordine crescente) nel tempo di poco più di mezz’ora. Premesso questo problema evidente con il gps, Snorri e compagni parrebbero ancora nel pieno del tentativo di vetta. Magari (ma è solo un’ipotesi!) i saliscendi iniziali registrati potrebbero essere riconducibili a un problema di individuazione della via in direzione della Spalla, dove i 10 alpinisti nepalesi che poi sono andati in vetta erano stati bloccati da un crepaccio che li aveva costretti a trovare un percorso alternativo. Consideriamo anche il fatto che, come segnalato da diversi alpinisti oggi, il maltempo dei giorni scorsi ha seppellito molti tratti delle corde fisse sotto la neve e il ghiaccio, che quindi sono difficilmente trovabili. L’unico modo per avere certezze a questo punto è attendere una comunicazione di Snorri tra qualche ora. In questo momento, alle 2.45 di notte IT, il segnale è a 7723m (poco sotto la Spalla).

E a proposito della bufera dei giorni scorsi, sarebbe il maltempo dell’ultima settimana la causa della mancanza di tende a C3. Con tutta probabilità ne sarà volata via qualcuna. Non deve però sorprendere se gli alpinisti che sono arrivati al terzo campo non si sono preoccupati di questa evenienza trovandosi poi nelle difficoltà che hanno descritto e che vi abbiamo riportato nell’aggiornamento precedente: è il gioco delle spedizioni commerciali di cui parliamo tanto. Quello che sarà da capire è come sia possibile che l’agenzia SST non abbia verificato con la squadra sherpa questa situazione prima di mandare in alto i propri clienti. Degli errori sono stati fatti, saranno da capire. Per ora speriamo solo che non abbiano conseguenze e che tutti tornino al campo base in sicurezza e sani.

Tamara Lunger e Juan Pablo Mohr: sono a C3 dalle 11.00 IT (15.00 PK) e da allora non si sono più mossi, il sospetto è che stiano trascorrendo la notte lì per poi scendere in mattinata con la luce del sole. Oramai è troppo tardi per la vetta. Anche in questo caso, per avere certezze bisognerà aspettare qualche ora.

Parentesi Pasang Norbu Sherpa: quel che vale per il gps di Snorri vale anche per quello del nepalese. Non si capisce dove sia al momento con esattezza, ma sembra in salita a una quota oscillante dettata dal segnale che rimbalza tra i 7880 e gli 8000m. Ripeterò anche qui il ritornello di questo aggiornamento: per avere certezze bisognerà aspettare qualche ora.


05/02/21ore 02.00 PK; 04/02/21 ore 22.00 IT – Le cose non stanno andando come previsto

Le cose decisamente non stanno andando come previsto sul K2.

Primo problema: a Campo 3, 7300m, gli alpinisti si sono trovati con tende insufficienti per ospitare tutti. La situazione si è rivelata subito difficile: due tende per una dozzina di scalatori e sherpa rendendo impossibile riposare, mangiare e idratarsi.

Secondo problema: il meteo sembra essere in peggioramento. Di sicuro fa freddo, tremendamente freddo (la temperatura percepita alla quota di vetta, nonostante il vento lieve è attorno ai -60°).

Una situazione che ha spinto alcuni alpinisti a decidere di scendere: al momento, hanno rinunciato a salire Colin O’Brady e Antonios Sykaris, il quale racconta di avere problemi di congelamenti, come molti sherpa. Oltretutto, l’alpinista greco, confermando il problema delle tende, informa del fatto che è costretto a trascorrere la notte a -38°C senza sacco a pelo, poiché il suo è rimasto a C2 aspettandosi di trovarne uno a C3.

Anche John Snorri e compagni si sono lamentati della situazione a C3, dichiarando di essere stati costretti a dividere la piccola tenda con altri 3 alpinisti e non riuscendo così a recuperare le forze. I tre hanno deciso però di continuare: sono partiti attorno ale 20.00 italiane, mezzanotte pakistana, ma dopo aver raggiunto i 7660 metri al momento in cui scriviamo sembra stiano tornando indietro. La loro esatta posizione è però incerta a causa del segnale gps impreciso che mostra scostamenti anche di 400m in 10 minuti. Tra qualche ora la situazione sarà più chiara di certo.

Pasang Norbu Sherpa sembra essere tornato a C3 (7350m) dopo aver raggiunto i 7430 metri circa.

Veniamo a Tamara Lunger e Juan Pablo Mohr. Voci avevano sostenuto che l’alpinista altoatesina stesse scendendo, ma dal campo base ci hanno ufficialmente confermato che è a C3 con il compagno di cordata e al momento non sembrano ancora essersi mossi da lì.

In parete ci sono anche (tutti con ossigeno): Noel Hanna, Tomasz Rotar, Josette Valloton con Temba Bhote Sherpa e Bernhard Lippert con Lakpa Nurbu Sherpa. Inoltre il gruppo sherpa di SST composto da: Lhakpa Temba Sherpa, Mingma Temba Sherpa, Lakpa Dendi Sherpa, Phurbu Kusang Sherpa, Lakpa Nurbu Sherpa, Pasang Dukpa Sherpa, Pastemba Sherpa e Temba Bhote Sherpa.

Di sicuro è una situazione in divenire questo tentativo di vetta al K2. Aspettiamo di avere ulteriori notizie. Vi terremo aggiornati.


04/02/21 ore 22.00 PK; ore 18.00 IT – Questa notte si va in vetta

Si chiude la seconda giornata di scalata per gli alpinisti che sono sullo Sperone degli Abruzzi. Non è una notte qualsiasi, tra poche ore dovranno trovare la forza di uscire dalle loro tende e affrontare nel gelo dell’inverno i 1300 metri che li separano dalla vetta. Il meteo è a loro favore, ma non basta per scalare il K2.

Attualmente sono tutti più o meno alla medesima quota, attorno ai 7300 metri, campo 3. Pasang Norbu Sherpa, che sta provando il record di velocità, è a 7400m.

Non è stato comunicato l’orario di partenza da C3, ma avverrà questa notte, così da poter sfruttare il calore del sole nelle ultime ore di scalata e scendere in sicurezza. Da dove sono ora, ci impiegheranno circa 3/4 ore per arrivare alla Spalla, dove solitamente è posizionato campo 4. Poi il pendio e le verticalità che si fanno maggiori fino a raggiungere il Collo di Bottiglia. Impiegheranno circa 6 ore per essere fuori dal Traverso, a quel punto sono a metà strada, altre 6 ore e c’è la cima. I più lenti saranno Tamara Lunger e Juan Pablo Mohr perché senza ossigeno supplementare.

Come sempre, dita incrociate. Noi vi terremo aggiornati passo dopo passo!


04/02/21 ore 16.00 PK; ore 12.00 IT – Evacuata dal CB Magdalena Gorzkowska

Ieri la notizia che Magdalena Gorzkowska, in cordata con Oswald Rodrigo Pereira, aveva rinunciato al tentativo di vetta senza ossigeno. Oggi è la stessa polacca che annuncia di essere stata evacuata dal campo base e di trovarsi già a Skardu.

Per l’alpinista problemi di stomaco che sono peggiorati con la quota e che l’hanno portata a rimettere cibo, acqua e medicinali. Crampi e dolori sono aumentati e così la decisione di scendere e, una volta al base, di chiamare gli elicotteri per essere portata a una quota inferiore. “Ho dato tutto, non potevo fare di più in questo viaggio” scrive Magdalena rassicurando di stare meglio adesso.


04/02/21 ore 14.00 PK; ore 10.00 IT – Tentativo di record di velocità

Nel caso ci stessimo un po’ annoiando seguendo chi sale e chi scende sullo Sperone degli Abruzzi nell’attesa del giorno di vetta, a mettere un po’ di pepe ci pensa Seven Summit Treks, che annuncia un tentativo di record di velocità. A provarci, ovviamente munito di ossigeno, sarà Pasang Norbu Sherpa. Partito questa notte, il nepalese ha già raggiunto C2 (6670m) e proverà a toccare la vetta domani mattina per poi scendere direttamente al campo base. 24 ore per l’invernale del K2. “Una scalata rischiosa, tecnicamente difficile e lunga” dice Chhang Dawa Sherpa, che aggiunge: “Nessuna competizione, solo un tentativo“.

Nel frattempo, Juan Pablo Mohr e Tamara Lunger sono circa a 7300 metri, quota dove normalmente viene posizionato C3. Alla stessa altitudine c’è anche Colin O’Brady, partito dal campo base ieri direttamente in direzione C2. L’americano è rimasto senza compagno di cordata dopo che ieri Jon Kedrowski ha preferito rinunciare: “Ho valutato che i rischi per me sul K2 erano più alti rispetto alla ricompensa“, ha scritto l’alpinista tornato al CB. O’Brady, che sta facendo un tentativo con ossigeno, ovviamente non è solo, insieme a lui stanno scalando anche gli sherpa di SST.

Snorri e i due Sadpara sono più in basso, a circa 7000 metri.

L’obiettivo delle squadre di SST e del team di Snorri è quello di arrivare oggi a C3 (7300 circa) e da lì lanciare il tentativo di vetta questa notte. Mohr e Lunger invece, secondo i programmi della partenza dal CB (che però potrebbero benissimo essere cambiati in corsa), vorrebbero iniziare la scalata verso la cima da un C4 basso (solitamente si trova a 7750m). Vedremo dove si fermeranno oggi per avere conferme. Ricordiamo che quello di Tamara e Juan Pablo è un tentativo senza ossigeno supplementare, la differenza di condizioni fisiche rispetto a chi sta salendo con le bombole è abissale!

Per quanto riguarda il meteo sono al momento confermate le previsioni dei giorni scorsi: bel tempo e assenza di vento fino a domani, con chiusura della finestra per il 6 febbraio.


03/02/21 ore 21.00 PK; ore 17.00 IT – Chi sale e chi rinuncia

Si è concluso anche il secondo giorno di tentativo di vetta sul K2, che ha visto alcune rinunce. Purtroppo è sceso Mattia Conte, stessa decisione è stata presa dalla cordata polacca Magdalena Gorzkowska col connazionale Oswald Rodrigo Pereira. Con queste defezioni a tentare la cima senza ossigeno supplementare rimangono solo Tamara Lunger e Juan Pablo Mohr, che attualmente sono a un campo 3 basso, circa 6970m. Ci si aspetta che domani raggiungano C4, da dove proveranno a salire in vetta il 4 febbraio mattina. Di SST sono tornati anche Jon Kedrowski (statunitense) e Peter Moerman (belga).

Gli altri alpinisti della spedizione di Chhang Dawa Sherpa sono dislocati tra C2 basso (6500m) e C2 alto, attorno ai 6780m.

Qualche informazione in più arriva da John Snorri, che racconta di condizioni difficili sulla montagna a causa del crollo di pietre. Una, racconta l’islandese, lo ha colpito in testa senza conseguenze grazie al casco, ma sembra che un alpinista di SST -non dice chi- sia stato invece colpito alla spalla. Al momento Snorri è a C2 basso con Ali Sadpara e Sajid Sadpara, il programma è di partire questa notte italiana (ore 8.00 pakistane) per campo 3, dove si riposeranno per poi tentare la cima il 4 febbraio notte.

Le previsioni meteo sono confermate: il 4 e il 5 febbraio i venti in vetta saranno massimo attorno ai 25 km/h, il giorno di vetta addirittura quasi assenti (10 km/h). Dal 6 è previsto un rinforzo, ma ci si attende di trovare gli alpinisti già nel campi bassi in discesa.


02/02/21 ore 20.00 PK; ore 16.00 IT – La prima giornata

Cala la sera sul K2 e gli alpinisti sono nelle proprie tende. Vediamo insieme dove sono arrivati oggi coloro che sono impegnati nel tentativo di vetta.

La cordata Juan Pablo Mohr e Tamara Lunger secondo il gps è posizionata alla quota di 6050m, ossia a campo 1. In base al programma del cileno si sarebbero dovuti fermare a C2 (6650m), evidentemente hanno deciso per una nuova strategia. Al primo campo si trovano anche i polacchi Magdalena Gorzkowska e Oswald Rodrigo Pereira e dovrebbe esserci pure Mattia Conte. Sono loro che proveranno la scalata senza ossigeno supplementare.

Hanno deciso di spostare la partenza a questa notte, ore 4.00 pakistane (mezzanotte IT) John Snorri, Ali Sadpara (che oggi compie 45 anni!) e Sajid Sadpara. L’intenzione è di andare direttamente a C2, per poi salire a C3 e da lì iniziare la scalata per la vetta alle 21.00 pakistane (ore 17.00 IT); l’arrivo in cima è previsto dopo 15/16 ore. Non è chiaro chi e se si utilizzerà l’ossigeno supplementare, durante il primo tentativo solo Sajid aveva programmato di fare senza.

In parete c’è anche il gruppo di sherpa di SST salito ieri per sistemare la via dopo il maltempo dei giorni scorsi e portare ossigeno ai campi alti per chi ne farà uso, dovrebbero essere a C2; due squadre di alpinisti di SST che salgono con le bombole e un altro team di sherpa di supporto.

Per tutti quanti la vetta è programmata per il 5 mattina e la discesa entro il 6 febbraio, quando il meteo cambierà.


02/02/21 ore 10.00 PK; ore 6.00 IT – Inizia il tentativo di vetta

Si apre oggi la finestra di bel tempo che gli alpinisti stavano attendendo per avere la loro chance per salire in vetta al K2 in inverno.

Ieri si è mosso un primo gruppo di 8 sherpa di SST dal campo base con l’obiettivo di ricontrollare l’attrezzatura, i campi, le corde fisse e portare in quota l’ossigeno così che sia tutto a posto per quando arriveranno gli scalatori. Il programma di Chhang Dawa Sherpa prevede che il primo gruppo salga oggi insieme ad alcuni sherpa in direzione di C1; domani sarà il momento di C2 (6650m) che verrà raggiunto dal secondo gruppo direttamente dal campo base. Il 3 febbraio l’intera squadra, che a questo punto è al secondo campo, scalerà fino a C3 (7300m), da dove dopo alcune ore di riposo lancerà il tentativo di vetta. L’arrivo in cima è atteso per il 5 febbraio. Il 6 febbraio la finestra dovrebbe chiudersi con venti fino a 100 km/h sopra i 7500m.

Per quanto riguarda gli alpinisti che si muovono senza ossigeno: Juan Pablo Mohr, che fa cordata con Tamara Lunger, ha annunciato che partiranno questa mattina alle 5 direttamente a C2, il 3 saranno a C3 e lì valuteranno il meteo, in caso di assenza di vento stabiliranno un C4 basso per poi provare a toccare la cima il 5 febbraio mattina. Anche Mattia Conte era intenzionato a salire senza bombole. Senza ossigeno dovrebbe esserci anche la cordata polacca di Magdalena Gorzkowska e Oswald Rodrigo Pereira, proveranno a raggiungere la cima in questa finestra insieme a due sherpa seguendo il programma di SST con arrivo oggi a C1.

A tentare la vetta dovrebbero esserci anche la spedizione di John Snorri, che ha risolto con successo la ricerca di nuove bombole e respiratori dopo che quelli che avevano in dotazione sono volati via insieme allo zaino di Ali Sadpara durante lo scorso tentativo. L’islandese si prevede salga con l’ossigeno, così come Ali Sadpara, da capire se Sajid invece proverà anche questa volta a scalare senza.

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45 Commenti

    1. …dopo che gli sherpa hanno controllato l’attrezzatura, i campi, le corde fisse e portato in quota l’ossigeno così che sia tutto a posto per quando arriveranno gli scalatori…

  1. Sono molto scettico sulla possibilità che chiunque di loro possa andare oltre il C4 che non c’è.
    Comunque sinceri auguri a tutti e nessun danno !

    Divertente la frase che sottolinea “Sonoio” ……… gli scalatori presenti e gli sherpa…….

  2. Mattia Conte??? Non sarà mica parente di…..
    Secondo me la LUNGER si è unita alla mega spedizione commerciale ,x avere la scusa di scappare dalla zona rossa.

    1. Caro Kae, fare una diretta non è solo riportare a caso i dati di un gps (quello sono bravi quasi tutti), ma anche avere conferma della situazione dalle fonti prima di pubblicare sciocchezze (e in queste ore quante ne abbiamo lette!), dare un quadro della situazione completo, il più corretto possibile, analizzare le cose, se possibile dare qualche info in più, fare ipotesi realistiche di scenari, ecc.
      Se si è alla ricerca solo dei numerini del gps che rimbalza sulle pareti dello Sperone degli Abruzzi, questo non è esattamente il posto giusto dove seguire una scalata sul K2 🙂

      1. mi spiace di non risultarle gradito……andro’ su altri siti, tipo quello di Alan Arnette, che ha dato notizia della caduta di Mingote ore prima di voi….persino il blog della Gazzetta viaggia piu’ veloce…..bye bye!

        1. Buon “ritorno” alla Gazzetta; Kae. La troverà argomenti più consoni alla sua natura.
          Nessun appassionato di Alpinismo sentirà la sua mancanza.

  3. Che bravi quanti ! Peccaro che le poltone con gente seduta dentro non possono volare per miracolo in cima al K2 !!. Viva i nepalesi tutta la vita !!

    1. Il suo post é esemplare Sig. Mauro.
      Tanto sgradevole quanto sgrammaticato. E magari i problemi fossero solo nella grammatica!
      Perché non si trasferisce in Nepal. Lei che differenzia tra Nepal e resto del Mondo.
      Perché non ci va Nirmal a tentare un soccorso in alta quota, tanto per lui é una passeggiata …stavolta gli consentiamo anche l’ossigeno e quant’altro, non ci formalizziamo.

  4. Purtroppo le speranze sono al lumicino; se non gli è caduto il seracco addosso al collo di bottiglia o ha ceduto qualche corda fissa, resistere una notte fuori in inverno sopra gli 8000 senza tenda è quasi impossibile.
    Purtroppo questa spedizione se da un lato ha avuto tanto successo, dall’altro aveva molte probabilità di finire male; dopo i nepalesi in vetta, sembrava tutto facile…..ricordo i commenti di “un filosofo della montagna” qui sui commenti che diceva: troppo facile con tempo bello e ossigeno

    1. Caro Mario, se invece che sparare sentenze ti fossi messo a leggere i numeri, che sono quelli che raramente mentono, ti saresti accorto che anche i 3 dispersi comunque avevano superato la quota massima raggiunta in invernale in qualsiasi spedizione precedente, visto che l’ultimo rapporto parla di un loro avvistamento a quota circa 7900 m (e non sappiamo se abbiano ulteriormente progredito prima dello speriamo sempre non fatale incidente).

      L’ incidente, di cui staremo a vedere se mai sapremo natura e dinamiche, purtroppo per te e soprattutto per gli sfortunati alpinisti cui accade, può avvenire anche in estate sull’Everest come in inverno sul nostro Velino, a volte persino con giornata da uscita in barca, ed utilizzarlo per confutare incontrovertibili dati di fatto, che già ti sono stati illustrati in altri post, in tutta onestà è francamente deprimente.

      Ritenta.

          1. Dal due post che hai scritto qui sembra che se la Lunger fosse arrivata in cima avrebbe fatto l’impresa, mentre lo stesso discorso non si applica ai Nepalesi che in cima ci sono arrivati davvero. I numeri, che raramente mentono, si leggono in modi diversi a seconda di chi sale?

        1. Signor Bogarto; certe domande non meritano una risposta … ma qualcosa le va detta. Ossigeno e altezza, anche d’estate … beh Nirmal Purja é l’emblema. L’ossigeno lo usava anche d’estate lui … certo aveva fretta … eppure é stata veloce anche la scampagnata sul K2 del battaglione canoro. Chissa cosa avrà trattenuto uno che l’ossigeno lo usa anche d’estate dal non usarlo nell’inverno del k2. Tanto, li tutta la truppa si dopava. Ah già, però lui, l’uomo dei record, l’Ibernista, doveva ben ristabilire una gerarchia nella salita “collettiva ed egalitaria”.
          Ma non solo, tanto per parafrasare la definizione di “fumo passivo” a me viene da pensare anche all'”ossigeno passivo”. Dopotutto chi vive di record e blatera scempiaggini condite in salsa motivazionalista, di certo non bada troppo al sottile.
          Cordiali saluti e un consiglio … desista dall’Alpinismo commentato, ritorni alla “classifica della massima divisione” oppure all’Ibernismo, le sembrerà assonante e tanto le può bastare.

          1. Quindi Nirmal Purja ha salito il K2 in inverno e senza ossigeno. La sua pecca sarebbe essere stato accompagnato da persone che facevano uso di doping?

      1. Ma secondo te che sentenze avrei sparato? o sei il famoso “filosofo delle montagne” che spesso ci rallegra con le sue uscite?

  5. Solo notizie tristi, davvero tristi … in questi primi 40 giorni del 2021 dal K2. E senza eccezione alcuna.
    Nulla di eccezionale finora dal K2, se non la tristezza, delle perdite umane e della perdita della dignità alpinistica.
    Una preghiera … dal sapore amaro.

    1. Perdita della dignità alpinistica…
      Concordo pienamente.
      Tristezza per gente a me sconosciuta che non vedrà più il bello della vita. Tristezza per il professionismo poco serio.
      Chiuso un capitolo se me aprirà un altro…

      1. Esattamente.
        La speranza, per quanto mi riguarda, é che la legione di cantori, approdata sul K2 assieme all’Ibernista, sia ricollocata nella definizione che gli compete.
        Per carità, non ho nulla contro di loro come performer … avranno anche un gran sistema cardiovascolare. E’ il “come” … che non può essere accantonato.
        Non a caso la pseudo-impresa ha dato la stura a una pletora di indecenze a dir poco epocale.
        Ma non mi meraviglia e tutto sommato era nell’aria … nel periodo in cui animosi ignoranti (mi astengo dalla definizione corretta, non vorrei che miracolosamente apparissero i moderatoti) hanno abbattuto e vandalizzato le statue di Cristoforo Colombo che altro potevamo aspettarci da taluni commentatori del “musical di Purja”.
        Che giornate tristi, in tutti i sensi.

      1. Mario provo a darti una mia spiegazione..
        Ipocrisia, mancanza di umiltà, incapacità inconfessate, voglia di apparire, parole di successo prima dell’azione, non conoscenza storica, spregio degli altri, …….
        ….non appartengono alla dignità alpinistica.
        Sono molto diffuse e usate spesso nei media.

  6. Incrociamo le dita, anche se purtroppo ora solo un miracolo può salvare i 3 sfortunati dispersi..

    Ringraziando il cielo almeno il giovane Sajid Sadpara sembrerebbe in salvo!

  7. Da un giorno ad oltre 8000 e senza tenda. Non penso ci sia più neanche un lumicino di speranza.
    Quello che non riesco a credere è come la voglia di arrivare accechi mente e cuore di chi tenta l’impresa. Soprattutto se a farlo sono fior fior di alpinisti. Alì addirittura con una prima invernale… e che prima!!!

    1. Bisogna vedere cosa è successo lassù, se davvero sarà possibile mai stabilirlo. Intanto le preghiere servono, comunque finisca …

  8. Non è proprio il caso di fare paragoni con i nepalesi né di tirare in ballo la dignità dell’alpinismo ( ? ) o di supporre incidenti di cui ancora nessuno sa niente.
    Al campo base del k2 c’è un figlio che aspetta suo padre, ce la può ancora fare a tornare da lui. Potete immaginare cosa si prova?
    Se non potete sperare o mandare una preghiera se ci credete, almeno evitate la polemica.

  9. Non e cambiato nulla , la storia si ripete.
    Anche sulle alpi , dopo le prime salite , che spesso richiesero anche vittime, gli alpinisti hanno continuato a misurarsi e a morire .
    Chi ha questa passione dovrebbe essere consapevole di questo, il rischio, nell’ alpinismo in genere, ma in quello attuale in particolare c’è!
    Il numero dei morti tra i big degli ultimi tempi e altissimo, forse troppo?!
    Forse sarebbe il caso di rispolverare in chiave moderna “l’assassinio dell’ impossibile”?.
    E solo una mia impressione o i morti tra gli alpinisti di punta stanno aumentando?
    Un limite forse lo si dovrebbe trovare…
    Anche perche dei morti, come dei campioni, ci si dimentica in fretta….

  10. Non sono un esperto di alta montagna e da poco esperto mi chiedo cosa possa essere accaduto lassù a questi tre alpinisti. Un incidente può capitare a uno dei tre immagino, quindi lassù cosa può essere successo per coinvolgere tutti loro? Mi viene in mente solo una valanga o qualcosa del genere. O forse anche vento e freddo potrebbero averli colti di sorpresa e senza margini?

    1. In montagna si inseguono i propri sogni con tutto di se stessi, ma talvolta manca qualcosa di sé.

      A me piace sempre pensare che su quelle montagne la morte arrivi mentre si sta dormendo felici,

  11. E’ questo, purtroppo, il vero volto del K2 in inverno.
    Il prezzo dell’Alpinismo d’alta quota é ancora questo ed é immancabilmente elevatissimo.
    Il prezzo dell’Alpinismo é ben diverso dal biglietto in prima fila del trekking di massa sommitale e senza distinzione di doping.
    Eppure é questo il K2 … non il fresco terrazzo nell’azzurro che il team di trekking rigorosamente “Nepalese” ha animato nei giorni scorsi; con la irridente facilità con cui i Ragni ascendono la Grigna.

    Vedo affievolirsi le speranze e accrescere il dolore … posso solo aggrapparmi alla flebile possibilità di un K2 che concede l’onore delle armi a chi é salito fin sopra ad armi pari.
    Se penso alle nazionalità di chi in questi giorni é mancato o é finito nel baratro dei dispersi; penso ad un Alpinismo senza confini. E allora tutto questo stride ancora di più con il nuovo pretestuoso e delirante manifesto pseudoalpinistico per cui … giustizia sul K2 é stata fatta ad opera degli oppressi nepalesi.
    Quello che si é letto in queste settimane sulle testate di Alpinismo (che si sono pure dimenticate della facoltà di moderazione) é orribile.
    Sino a ieri, c’era chi trovava il tempo e la forza per scrivere di “vendette sommitali”, di gregari che valgono dieci volte un qualunque “alpinista occidentale”, di alpinisti occidentali che vessavano, senza deroghe, i poveri portatori; addirittura c’era chi parlava di “brocchi” occidentali, … tutto questo odio e questa protervia, ovviamente sotto gli occhi indifferenti di chi pensa più ai click per la propria testata che non ad un minimo di decenza e magari un briciolo di etica Alpinistica.
    E’ tempo di bilanci amari sul K2; come sempre accade in inverno quando lo si affronta senza trucchi.
    Una preghiera e un po’ di cocciuta speranza perché almeno qualcuno possa raccontarcela l’esperienza lassù. Non certo una facile salita mano nella mano, in dieci, nell’azzurro e cantando inni di rivalsa. Ma la solita, drammatica e purissima pagina di Alpinismo, la solita sconfitta sul K2; ma l’intramontabile vittoria del coraggio sul destino.

      1. È l’ossigeno.
        Ho imparato che per i puristi dell’alpinismo è molto importante salire senza ossigeno e possibilmente in stile alpino. Anche se in Himalaya è quasi impossibile e molto pericoloso, viene richiesto questo tipo di prestazione.
        Per questo si parla di dignità alpinistica, non si deve salire con l’ossigeno perché è sleale. È una presa di posizione che posso capire, il problema è che invece di spiegare (soprattutto ai neofiti come me) questo concetto ed esaltare chi è stato in grado di salire senza ossigeno, qui si va solo ad insultare gli alpinisti che lo usano. Scorrono fiumi d’odio verso chi fa vetta con le bombole, in particolare se la vetta è quella del k2 in inverno. Non ti dico cosa viene fuori se è pure nepalese e se si è permesso di cantare un inno… Apriti cielo e spalancati terra. Buffoni pagliacci scolaretti astronauti egoisti.
        Vedi… Il concetto che si vuole esprimere può essere giusto ma insultare con così tanto livore è sempre sbagliato. Ti colloca sempre dalla parte del torto.

  12. Io mi sto soffermando sulla decisione di far scendere il proprio figlio da 8200 metri da solo, per prendere una decisione simile bisogna essere in totale confidenza con la montagna, tranquilli, bisogna aver valutato la situazione come gestibile sia per la vetta che per il ritorno. Non riesco a pensare a condizioni meteo troppo critiche altrimenti a parere mio la decisione sarebbe stata diversa.

    In ogni caso bisogna sperarci ancora

  13. Sono un alpinista medio- scarso, senza nessuna esperienza di alta quota, e mi sfugge qualcosa.
    In estate e inverno spedizioni numerose si affollano al collo di bottiglia sul K2 sotto la minaccia incombente del seracco, su una via preparata da altri con uso di ossigeno, molti purtroppo muoiono, però questo è considerato normale alpinismo d’ alta quota.
    Perchè allora Nardi che sale sullo sperone Mummery in stile alpino, con un rischio forse un po’ maggiore ( quota piu bassa , piu lunghezze esposte al rischio) ma non così diverso è stato descritto come un pazzo sconsiderato, come un visionario votato alla morte?
    Io non riesco a vedere tanta differenza, se non che lo stile di Nardi è stato a mio avviso di gran lunga piu pulito e onesto.
    Sinceramente l’ esperienza di Nardi, così come quella di Meroi e Benet mi appassionano, questa salita del K2 a tutti i costi e con ogni mezzo mi sa poco di alpinismo e non riesce a coinvolgermi.
    È così anche per voi ? O mi sbaglio ?

  14. Che brutta figura questo Roby. Comunque la si pensi è veramente orribile leggerti. Un pensiero ai dispersi sperando in un ormai improbabile miracolo ☹️

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