Sicurezza in montagna

Prevenzione valanghe. Accordo strategico tra AINEVA e CNSAS

Mercoledì 7 ottobre il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) ha firmato a Trento un importante accordo con Aineva, l’Associazione Interregionale di coordinamento e documentazione per i problemi inerenti alla neve e alle valanghe. L’intesa, che ha valenza nazionale, è finalizzata a garantire una montagna sempre più sicura e sempre più consapevole. 

Una collaborazione vantaggiosa per il mondo della montagna

A firmare il protocollo d’intesa il presidente nazionale del Soccorso Alpino italiano, Maurizio Dellantonio, e l’assessore provinciale al turismo di Trento, Roberto Failoni, nelle vesti di presidente di Aineva.

“L’accordo con Aineva è importante per proseguire nel lavoro di prevenzione del rischio legato alle valanghe – ha dichiarato Dellantonio  – . La consapevolezza del pericolo, le attrezzature personali di sicurezza e la cultura della prevenzione sono aumentate negli ultimi anni, anche grazie alle campagne informative del Soccorso Alpino e di Aineva. Ci aspettiamo una forte crescita nell’imminente stagione invernale degli appassionati di ciaspole, scialpinismo e freeride, dopo i lunghi mesi di lockdown e ipotizzando numeri contingentati nei tradizionali impianti dei comprensori sciistici”. 

“La scambio di conoscenze e competenze tra due realtà così importanti porta un vantaggio concreto per chi opera e studia la montagna e ma anche per chi in montagna ci va per passione e divertimento. È una giornata importante perché è la dimostrazione che fare sistema apre nuove opportunità con benefici generalizzati”, il commento del presidente di Aineva, Roberto Failoni.

“La montagna è un patrimonio collettivo – ha aggiunto Failoni – , la cui frequentazione è resa più sicura grazie al lavoro di questo persone che durante l’intero arco dell’anno lavorano con professionalità e cognizione per approfondire tematiche importanti per la sicurezza e la tutela della montagna, soprattutto nella stagione invernale. A loro va il nostro ringraziamento”.

I contenuti dell’accordo

L’accordo firmato oggi a Trento consentirà di sviluppare tra Aineva e Soccorso Alpino una collaborazione che porterà alla condivisione di documentazione, alla raccolta e allo scambio dei dati, e la formazione nel campo della prevenzione del pericolo di valanghe.

Secondo l’intesa, Aineva e Soccorso alpino potranno, anche su base territoriale, stipulare accordi così migliorare ed implementare la collaborazione tra le due realtà, oltre a promuovere attività rivolte all’informazione e prevenzione verso il grande pubblico. In particolare, Aineva promuoverà corsi di formazione, aggiornamento e certificazione professionale a favore del Soccorso alpino per le tematiche connesse alla neve, alle valanghe e alla meteorologia o per altre iniziative specifiche nel campo della prevenzione.

Dal canto suo, il Soccorso Alpino si renderà disponibile, in caso di emergenza di protezione civile o incidenti di valanga, a trasmettere osservazioni, misure puntuali nivo-meteorologiche o riprese fotografiche/video agli Uffici neve e valanghe. Un gruppo di lavoro congiunto lavorerà da subito per garantire concreta applicazione all’accordo e avviare la collaborazione già dalla stagione invernale prossima.

I dati 2019 del Soccorso Alpino

A sollecitare l’intesa tra Aineva e CNSAS sono i dati relativi all’anno 2019 dell’attività del Soccorso alpino nazionale. Lo scorso anno si è registrato infatti un incremento significativo dell’attività di soccorso rispetto all’anno precedente, passando da 9.554 a 10.234 interventi (+7,1%). Per la prima volta nella storia del CNSAS si è superata la quota psicologica di 10.000 missioni di soccorso.

I soccorritori impiegati sono stati 41.666, le giornate/uomo 28.458 per un totale di 187.504 ore di effettivo utilizzo. Mediamente i soccorsi riferiti a valanghe sono circa una quarantina a stagione invernale, sull’arco alpino ed appenninico. Di 10.073 persone tratte in salvo, ben 3.376 (33,5%) sono stati gli illesi, i feriti complessivamente hanno raggiunto la quota di 6.190 (61,4%), suddivisi in feriti leggeri 4.501 (44,7%), feriti gravi 1.425 (14,1%).

Le persone che hanno subito traumi tali da compromettere le funzioni vitali, cioè in imminente pericolo di vita, sono state 264 (4,4%). Ferma allo 0,6% la percentuale dei dispersi, mentre si registra un leggero calo dei morti, passati 458 a 446, ovvero il 4,4% del totale.

Investire nella prevenzione

Al pari dell’estate ormai lasciata alle spalle, il presidente nazionale Cnsas, Maurizio Dellantonio, ha sottolineato come anche nella stagione invernale ci si aspettino appassionati di montagna in numero crescente in quota.

“Registriamo una crescita costante della frequentazione invernale delle nostre montagne e degli appassionati di sport sulla neve, anche al di fuori dei comprensori sciistici. Quest’anno, dopo il Coronavirus, ci aspettiamo che aumentino molto proprio coloro che sceglieranno di effettuare anche escursioni invernali, con sci o ciaspole, potendo contare nelle nostre montagne su un ambiente meno frequentato e sicuramente non affoltato. La prevenzione del rischio valanghe e le tecniche di soccorso, grazie a questo accordo, potranno ulteriormente migliorare”.

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