Cronaca

Alluvione in Piemonte. Dopo la catastrofe si contano i danni

Colpite anche Liguria e Valle d'Aosta

Con le nubi in allontanamento al termine di un weekend drammatico, per le regioni del Nord Ovest d’Italia, in particolare in Piemonte, scatta l’ora della conta dei danni dell’alluvione. In poche ore, tra venerdì 2 e sabato 3 ottobre, sul Piemonte è caduta la pioggia di sei mesi, battendo un record che resisteva dal 1958. In 24 ore sono state raggiunte punte di 630 mm a Sambughetto (VB), 610 mm a Piedicavallo (BI) e 580 mm a Limone Piemonte (CN). Anche Liguria e Valle d’Aosta sono state investite dalla forte perturbazione, che ha lasciato dietro di sé ponti crollati, strade cancellate, case danneggiate, paesi isolati da frane e esondazioni, vittime e dispersi.

I governatori delle regioni Piemonte e Liguria, Alberto Cirio e Giovanni Toti, hanno firmato la richiesta dello stato di calamità “per gli enormi danni al territorio, che i sindaci delle aree più colpite – come sottolineato da Cirio – descrivono in alcuni casi peggiori del ’94”.

300 milioni di euro di danni in Piemonte

Secondo quanto comunicato dalla Protezione Civile, in Piemonte sono 108, un decimo circa del totale, i Comuni che hanno riportato danni ingenti. Ancora ieri sera erano migliaia le utenze senza corrente elettrica sul territorio regionale. I paesi più colpiti risultano essere Limone, Garessio e Ormea, nel cuneese, e la Valle Cervo in provincia di Biella.

La furia delle acque ha portato al crollo di tre ponti. Il primo sul Sesia, tra Romagnano e Gattinara. Gli altri due in Valtrebbia nel Piacentino, sulla statale 45 che collega Piacenza e Genova, e a Bagnasco, nel Cuneese, travolto dalla piena del Tanaro. Danni cospicui si sono registrati anche nel vercellese e nel novarese.

La stima complessiva dei danni si aggirerebbe attorno ai 300 milioni di euro.

“Nell’immediato la Regione interverrà con i fondi destinati alle calamità. Ma qui siamo davanti a una situazione straordinaria in un momento già di per sé straordinario. A causa della pandemia quest’anno la Regione incasserà 200 milioni in meno di imposte. In queste condizioni se non c’è l’intervento del governo non ci rialziamo”, ha dichiarato il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, in un’intervista a La Stampa.

Crolla la strada del Colle di Tenda sul versante francese

La piena del fiume Roya ha cancellato l’intero tracciato della strada del Colle di Tenda sul versante francese, fino all’accesso alla galleria, che risulta inondata. “Il colle di Tenda non esiste più. Passato il tunnel, sul lato francese, c’è il baratro. Val Roja sfigurata”, il commento del Centro Meteo Ligure (LIMET) a corredo delle tremende immagini di Florent Adamo diffuse sui social.

Più sotto frane e crolli rendono problematico ogni spostamento. A portare aiuto alle popolazioni sono gli elicotteri. Il rischio di spopolamento della zona è decisamente elevato.

Un danno incalcolabile soprattutto per l’economia di Limone Piemonte, stazione sciistica che il prossimo inverno non potrà essere raggiunta attraverso il valico dai turisti provenienti dalla Liguria e dall’entroterra di Nizza e Montecarlo.

La conta delle vittime e dei dispersi

Accanto ai danni al territorio, alto è il numero delle vittime dell’alluvione. Al momento il conto ammonta a 9. Sei i morti in Liguria, uno in Francia al confine con il Piemonte. Una vittima nel vercellese, travolta con l’auto dalle acque del Sesia. Ad Arnad (AO) un Vigile del Fuoco è morto a causa del crollo di un albero.

Sul Colle di Tenda sono stati recuperati in buone condizioni da Vigili del fuoco, Guardia di Finanza e Soccorso alpino 21 su 22 dispersi – 19 italiani e 2 tedeschi – rimasti bloccati a Vievola, sul versante francese.

In alta valle Gesso, il Soccorso alpino e speleologico del Piemonte è intervenuto per il mancato rientro di un gruppo di tedeschi, partiti nei giorni precedenti all’ondata di maltempo per un trekking. L’elicottero del 118 ha sorvolato la zona del bivacco Guiglia e del rifugio Questa, dove si pensava che la comitiva avesse cercato riparo. Tutti i componenti del gruppo sono stati recuperati al Questa in buona salute.

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3 Commenti

  1. E’ inutile che ci nascondiamo dietro a un dito: la foto n. 12 è chiarissima su chi è responsabile di quanto accaduto e accadrà on futuro: come si poteva pensare che un fiume potesse essere costretto tra due muri, uno per difesa delle case e uno della strada; vorrei ricordare che il fiume era lì da molto prima che si costruissero le case nell’area che prima era di espansione del fiume…e questo è solo un esempio di migliaia di casi simili

  2. Mi spiace per chi soffre.
    Mi domando sempre più spesso perché i politici da decenni sembra non guardino al futuro della società, ma solo al loro oggi.
    Accadono sempre gli stessi eventi naturali, con un progressivo e lento aumento della violenza.
    E ogni volta chiedono tantissimi soldi, mi domando per spenderli chissà come.
    Penso ai fiumi, alla pulizia, alle cave, ai boschi, alle strutture prospicienti, ai ponti….. e mi sembra un gazzabuglio di regole con interessi particolari.
    Non capisco perché si sia diventati così.

  3. Guardando le foto sui giornali e qui, ora mi domando chissà perché i ponti antichi non cadano con frequenza e quelli romani poi se ne stiano sempre fermi senza nemmeno muoversi e nemmeno vi venga ostruito il passaggio da frane o altro….
    Come a Firenze tanti anni fa.
    Dei miei amici mi han telefonato che in questi giorni preferiscono usare quelli vecchi quasi tutti in pietra

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