Alta quota

Sul Monte Bianco da soli, impresa per gli atleti amputati Andrea Lanfri e Massimo Coda

Due atleti amputati, cinque vette e un’estate per salirle tutte. I protagonisti sono Andrea Lanfri e Massimo Coda, che si stanno muovendo tra le montagne italiane per portare a termine il loro progetto che li vuole in autonomia (senza cioè essere supportati da guide o amici normodotati) su cinque iconiche montagne delle Alpi. Tre appartengono già a alla storia (Marmolada, Gran Paradiso e Monte Bianco), due sono ancora da salire (Monviso e Cervino).

Andrea è un atleta paralimpico, che dopo aver perso le gambe e sette dita delle mani a causa di una meningite con sepsi meningococcica ha saputo tornare alla sua grande passione per la montagna sognando persino l’Everest. Massimo è un atleta biellese, rimasto vittima nel 2009 di un grande incidente in montagna che ha compromesso la funzionalità della gamba destra. Seguono anni di interventi chirurgici, fino alla drastica decisione di farsi amputare l’arto per poter ritornare sulle montagne. Grazie alla protesi è tornato al pieno possesso della sua vita. I due si sono conosciuti più di un anno fa, in Liguria. Hanno poi fatto qualche scalata insieme e quest’anno, dopo il periodo di lockdown, hanno scelto di legarsi in cordata per realizzare questo ambizioso progetto.

L’ultima vetta, quella del Monte Bianco è arrivata pochi giorni fa. “Per me è stato come rivivere l’emozione del Nepal, arrivare in vetta da capocordata è stata una soddisfazione doppia. È la terza vetta di 5, non la più difficile ma comunque un bel traguardo” commenta Lanfri che ora si sta preparando a raggiungere la cima del Monviso e poi quella del Cervino. “Credo che la nostra cordata sia unica al mondo” spiega. “Raggiungere la vetta del Bianco per noi ha avuto un sapore molto dolce, spero di aver abbattuto molti pregiudizi”.

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