Cronaca

Due orsi e due misure

L’attacco del Monte Peller, le reazioni del Trentino, lo spettacolo dell’orsa con quattro cuccioli in Abruzzo

L’Italia degli orsi è divisa in due mondi. In Trentino l’attacco di lunedì pomeriggio contro due cacciatori nei boschi del Monte Peller ha riaperto uno scontro che sembrava sopito dopo la cattura di M49. “Ci sono motivi di sicurezza pubblica, nelle prossime ore firmerò un’ordinanza per procedere all’abbattimento del soggetto” ha dichiarato Maurizio Fugatti, presidente della Provincia di Trento, poco dopo l’evento. 

Mentre Fabio e Christian Misseroni, i due cacciatori di Cles, s’incamminavano sul sentiero del Peller, in Abruzzo si svolgeva una scena completamente diversa. Come accade da qualche settimana, un’orsa con i suoi quattro cuccioli andava in cerca di ciliegie e di insetti nei pressi di Villalago. A osservarla, sulla strada, erano un centinaio di persone, tra fotografi professionisti, gente del paese e turisti. 

Le cose, com’è noto, non sono sempre state così. Quasi due anni fa, tra Villavallelonga e Balsorano, in una profonda vasca in cemento piena d’acqua, un’orsa e i suoi due cuccioli sono morti annegati. Una scena orribile, che ha macchiato l’immagine dell’Appennino, ma che ha spinto il Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise e gli ambientalisti a intervenire per eliminare i manufatti pericolosi. Qualche mese più tardi, senza troppa pubblicità, la vasca-killer è stata colmata.

Entrambi i nuclei italiani di orso se la passano bene. La popolazione delle Dolomiti di Brenta, creata tra il 1999 e il 2002 con la liberazione di nove animali (sei femmine e tre maschi) catturati in Slovenia, è cresciuta fino gli attuali 80-90 esemplari. In Abruzzo e nelle regioni vicine, l’ultimo censimento, nel 2014, parlava di circa 50 esemplari. L’alto numero di cuccioli osservato da forestali e guardiaparco nelle ultime due stagioni fa pensare che il totale sia cresciuto. Giovani maschi vaganti, nelle scorse settimane, sono stati avvistati sui Monti Reatini, sui Monti della Laga e sul versante orientale del Gran Sasso. A fine maggio, l’avvistamento dell’orsa insieme a quattro cuccioli ha fatto esultare il personale del Parco. “I guardiaparco non credevano ai loro occhi, non si conoscevano parti come questo. La sfida è di assicurare un futuro a mamma orsa e ai suoi figli, ma l’orso marsicano sta bene” ha commentato Luciano Sammarone, direttore del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise. 

In Trentino come in Abruzzo, nonostante gli esemplari vaganti, il successo dell’orso sta nel suo legame con il territorio. “Il nucleo fondamentale dell’orso marsicano sono le femmine in età fertile. E loro, al contrario dei giovani maschi, non escono quasi mai dall’area protetta” mi ha spiegato qualche anno fa Paolo Ciucci, che segue la specie per l’Università La Sapienza di Roma.   

In Trentino è successo qualcosa del genere. “Il piano originario prevedeva di ricreare una popolazione di 50-60 orsi tra il Trentino, l’Alto Adige e la Lombardia” ha ricordato, dopo l’aggressione sul Peller, il dirigente del dipartimento Territorio, Ambiente e Foreste della Provincia di Trento, Romano Masè, “invece gli animali non si spostano dal Trentino occidentale. Stiamo arrivando a un centinaio di orsi, in un’area piccola e molto antropizzata”.

Lo scontro di lunedì pomeriggio è stato molto violento. Fabio Massironi, 59 anni, ha lasciato l’ospedale di Cles con una gamba ingessata. “Oltre allo stress sta bene. Ha riportato una frattura scomposta al perone destro oltre a evidenti ferite da morso” spiega un comunicato dei sanitari. Anche Christian, 28 anni, sta meglio, ma conserva l’impronta dei denti dell’orso, da una parte e dall’altra del polpaccio. “Sono stato fortunatissimo perché io e papà ci siamo difesi l’uno con l’altro, ma se ci fosse stata una persona sola non so cosa sarebbe potuto succedere” ha raccontato al Corriere del Trentino. Era quasi sicuramente un orso adulto, in piedi era più alto di me. Per due volte ho provato a girargli la faccia con le gambe, la seconda volta mi ha preso il polpaccio, senza prendermi l’osso per fortuna. Con la sua potenza, però, è riuscito a alzarmi di peso e mi ha spostato per due metri” ha continuato Christian Massironi. 

Il caso, come quelli di Jurka, K2J, Daniza e M49, tutti protagonisti di incontri ravvicinati con l’uomo, ha sollevato discussioni animate. Il governatore Fugatti, spalleggiato dall’Assessore all’Agricoltura, Foreste, Caccia e Pesca Giulia Zanotelli, ha chiesto l’abbattimento del colpevole, e ha preannunciato un piano per ridurre il numero degli orsi in Trentino. Per la prima volta da mesi, hanno parlato con la stampa i tecnici che seguono l’andamento della specie. “È un comportamento anomalo, di solito la femmina con piccoli produce falsi attacchi e non aggredisce” spiega ancora Romano Masè. “E’ possibile che sia una femmina, ma è improbabile che si tratti di uno degli orsi che stavamo monitorando nella zona” ha aggiunto Claudio Groff, responsabile Grandi carnivori della Provincia.

Nelle prossime settimane, con le trappole a tubo già usate per M49, verranno catturati altri orsi, ai quali sarà prelevato del materiale genetico e verrà posizionato un radiocollare. Una volta identificato l’aggressore, sarà possibile catturarlo. 

L’Ente Nazionale Protezione Animali commenta l’accaduto in modo diverso. “L’incontro di un’orsa e dei suoi piccoli con i due cacciatori, avvenuta in circostanze da chiarire, dimostra che la Provincia non ha messo in atto le iniziative necessarie alla tutela delle persone e degli animali” spiega l’ENPA. “I due cacciatori si aggiravano in silenzio per non mettere in allarme caprioli, lepri, camosci. Un comportamento inadeguato, che avrebbe messo in allarme mamma orsa”. Chiediamo da tempo che la gestione degli orsi sia affidata al Ministero dell’Ambiente, e di interdire l’accesso alle aree con presenza di femmine accompagnate dai cuccioli” continua l’ENPA. “Se la Giunta non fa questo, dimostra di non voler difendere adeguatamente né gli orsi, né i suoi cittadini né i turisti”. 

Gli esperti, in realtà, sanno bene che l’orso bruno delle Alpi e l’orso marsicano sono due animali diversi. “In Abruzzo gli orsi hanno un comportamento remissivo, se l’uomo si avvicina si allontanano senza attaccare, quando entrano nei paesi non sono aggressivi” spiega Paolo Forconi, zoologo e fotografo che vive da anni a Pescasseroli. A Villalago, e in altre situazioni simili, occorre restare sulla strada, non avvicinarsi meno di 30 metri dagli orsi, osservare in silenzio o parlare sottovoce. Chi si avvicina troppo dev’essere fotografato e denunciato” continua Forconi. L’orso alpino ha reazioni diverse, e può diventare aggressivo. La cosa fondamentale è non sorprenderlo, quindi bisogna camminare parlando, o legare dei campanelli agli zaini. Si fa negli Stati Uniti e in Canada per evitare problemi con i grizzly, si può fare tranquillamente in Trentino”.

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8 Commenti

  1. I campanellini sono un accorgimento accettabile… , un moschettone con infilati due chiodi appeso allo zaino….e’ piu’in tono con l’ambiente Anche i bastoncini da trekking o nordic walking senza puntale di gomma producono un ticchettio..(ma che fastidio se non ci si abitua!). Si legge anche di fischietti da arbitro, spray al peperoncino a lungo getto.A volte l’escursionista ha gusti che gli fanno preferire il silenzio..il parlare breve e sommesso. Se il luogo e’ frequentato da altri escursionisti chiassosi e urlanti al telefonino, si comprende perche’ anche l’orso se la dia a gambe e cerchi di evitarli..

  2. Ecco, erano due cacciatori i due trentini….ma dai…andavano per funghi? io guarderei bene nei paraggi alla ricerca di lacci, trappole o qualche carabina con silenziatore nascosti….a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca diceva il divo Giulio

  3. La voglia degli assessori e presidenti della Provincia di Trento di abbattere l’orso “colpevole” è indice della miseria umana con cui ci dobbiamo rapportare ogni giorno. Ora a questo povero orso “reo” di aver attaccato due cacciatori, che peraltro dovrebbero essere formati su come ci si comporta in caso di incontro ravvicinato col plantigrado (vedi esempio bambino con papà), dovrà subire un “processo” ed essere abbattuto secondo la legge del texas-trentino. Che schifo. Hanno creato le condizioni per avere l’orso in libertà, ma ora che crea dei problemi, va contenuto anche con l’uccisione. Un autentico sfregio alla natura. Se dovrebbero vergognà

  4. E si scopre che l’orso è più intelligente del previsto…attacca dei cacciatori, peccato che essendo fortunatamente razza in estinzione ed arcaica ci rimetterà l’orso…purtroppo il Trentino è un gran bel posto ma abitato da una popolazione troppo campanilista e ottusa….

  5. Sono 2 cacciatori, ma non è periodo di caccia in Trentino (ci abito). E non portavano armi, ne cani o trappole. Camminavano su un sentiero. Punto. Quindi per favore lasciate stare questa argomentazione. Fugatti è stato stra votato (non da me) e tutti qui sanno come la pensa sulla questione. Ergo per molti trentini l’orso èun problema che va risolto anche così perché 100 esemplari in un’area densamente popolata e turisticamente molto attiva crea più problemi che opportunità per la popolazione. Parliamo di soluzioni, invece che lanciare giudizi a caso senza conoscere questo territorio e la sua gente

  6. Personalmente preferirei poter andare ovunque senza dovermi preoccupare di
    orsi e lupi ( e aggiunerei cani inselvatichiti ) in circolazione. andrebbero rimossi e trasportati in lande deserte tipo canada o steppa russa.

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