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C’è la montagna agli Stati Generali di Giuseppe Conte?

Il cambio di posizione dell’UNCEM indica che qualcosa si muove

Esiste un rapporto tra Villa Pamphilj e la montagna? Dal Casino del Bel Respiro, nelle belle giornate d’inverno, si può vedere il Terminillo alle spalle del Cupolone di San Pietro. Il tempo nebbioso di questi giorni, però, ha negato questa immagine al Presidente del Consiglio e ai Ministri. Sui viali di Villa Pamphilj, tutti i giorni dell’anno, corrono o pedalano centinaia di escursionisti e di alpinisti romani. Un elemento, però, che non dovrebbe interessare a Giuseppe Conte e al suo team. 

Il vero punto, negli Stati Generali dell’Italia che tenta di uscire dalla crisi causata dal COVID-19, è capire se la montagna possa avere un ruolo nel rilancio del Paese. Qualche settimana fa, all’avvio della Fase 2, la risposta era stata negativa. L’escursionismo, praticato da centinaia di migliaia di italiani, non è stato nemmeno menzionato nei complicati decreti del Presidente del Consiglio. Le Regioni, che all’inizio di maggio hanno dato spazio ai bagni di mare, alla nautica, e perfino alla pesca sportiva, non hanno dedicato una riga ai sentieri. Il Lazio di Nicola Zingaretti, azionista di riferimento del Governo, ha posto dei limiti provinciali che hanno creato ingorghi pericolosi sul Monte Autore e sulle altre cime della Provincia di Roma.          

Nei giorni scorsi, la domanda sul ruolo della montagna è stata posta al Governo Conte dall’UNCEM, l’Unione nazionale dei Comuni, Comunità ed Enti Montani. Un ente che promuove gli interessi di 5552 Comuni italiani su 7960, di un territorio che è il 55% del Paese, dove vivono oltre 10 milioni di persone. L’UNCEM ha usato toni durissimi. Poi, a giudicare dai comunicati successivi, è riuscita a farsi ascoltare. Sabato mattina, in un comunicato-stampa, Marco Bussone, presidente dell’UNCEM, ha usato parole forti contro l’iniziativa di Villa Pamphilj. “Non sta a noi commentare sedi, luoghi e obiettivi degli Stati Generali dell’Economia” ha commentato il giovane (35 anni) giornalista delle Valli di Lanzo, in Piemonte, che in passato si è occupato di comunicazione per la Fondazione Montagne Italia. “Sono totalmente assenti sindaci e territori. Tutti fanno un gran parlare di borghi, di montagne, di turismo, di nuove destinazioni, ma nessun invitato ne conosce sfide e obiettivi. Sono stupito della totale assenza di chi rappresenta oltre il 55 per cento del paese” continua il testo diffuso il 13 giugno da Bussone. 

Il comunicato-stampa era stato preceduto nei giorni precedenti dalla scheda 30bis, dal titolo Montagna, aree interne, piccoli Comuni, borghi da vivere, messa a punto dall’UNCEM per la task-force guidata da Vittorio Colao. Un documento ispirato alla Piattaforma Montagna elaborata il 30 gennaio agli Stati Generali della Montagna, alla presenza di Francesco Boccia, Ministro per gli Affari Regionali. “I piccoli Comuni, i nostri borghi, non sono solo destinazione turistica, bensì luoghi dove vivere, lavorare e innovare” era il motto del documento. Per Marco Bussone e l’UNCEM, la prospettiva era nera. “Colao ha dimenticato la montagna, i piccoli Comuni, i borghi da vivere. Gli abbiamo scritto noi la scheda, lo abbiamo aiutato, abbiamo lanciato un ponte. Qualcuno, con supponenza, ha pensato che gli ultimi lassù possono rimanere fuori. Si corregga questa deriva urbanocentrica, lontana dall’Italia vera!

Il weekend, evidentemente, ha portato consiglio. Martedì 16, un nuovo comunicato dell’UNCEM ha dato un giudizio opposto sugli Stati Generali di Villa Pamphilj. “La montagna c’è, il Governo ha accolto le nostre proposte” esulta Marco Bussone. 

Nel programma, diviso in nove assi di lavoro, entrano molti temi cari all’UNCEM e al suo presidente. Un elenco che inizia con la Riqualificazione dei borghi e delle aree montane, e con il Piano straordinario di manutenzione del territorio forestale e montano. E che prosegue con temi importanti per la montagna italiana come la Rete nazionale unica in fibra ottica, i Servizi di cloud, il Piano dighe, il Sentiero dei Parchi proposto dal CAI e il marchio Green in Italy. Anche la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, per UNCEM, è una “sfida decisiva per gli Enti territoriali nelle aree montane”. 

UNCEM ha costruito un dialogo e gettato ponti, vera cifra dell’Associazione” prosegue Marco Bussone, celebrando “la nostra interlocuzione delle ultime ore con il Presidente Conte e con i Ministri Boccia e De Micheli”. “E’ una sfida importantissima, decisiva per il Paese”, per quale “i sindaci e gli amministratori locali hanno bisogno di risorse e supporto”. “Per le attività economiche delle aree montane e interne ci sono oltre 300 milioni di euro già allocati” conclude il presidente dell’UNCEM. Sono progetti importanti, cifre significative, idee che possono fare la differenza. Verranno realizzati davvero? L’unica è attendere e vedere. 

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Un commento

  1. In effetti durante il lock…hanno chiuso sia le piste sovraffollate con cabine scatola per sardine, sia le escursioni in luoghi solitari dove non c’era pericolo di sorbirsi goccioline .Anche attualmente per reti tv e servizi telegiornali pare ci siano solo coste e spiagge..almeno ci sono i blog e tv locali montane.

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