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Fase 2: il CAI scrive a Giuseppe Conte: “Chiediamo chiarezza per la tutela della montagna”

Il Club Alpino Italiano, nella persona del Presidente generale Vincenzo Torti, ha inviato oggi una lettera al  Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte per chiedere chiarezza sul DPCM del 26 aprile 2020, contenente le disposizioni riguardanti la cosiddetta Fase 2.

Sin dalla adozione dei primi ed urgenti provvedimenti per fronteggiare la pandemia, il Cai e tutti i suoi Soci si sono astenuti doverosamente da qualsiasi attività in montagna, appellandosi a un senso di responsabilità personale e sociale con il motto Le Montagne sanno aspettare scrive il presidente del Cai, che continua: “Vogliamo tornare a prenderci cura dei rifugi e dei sentieri di montagna, perché ora ‘Le Montagne hanno bisogno di noi’, così come noi loro“.

Vincenzo Torti nella lettera sottolinea come, a distanza di oltre due mesi, si siano create aspettative sulla ripresa della frequentazione delle terre alte, seppur adottando le norme di sicurezza: dall’utilizzo dei dispositivi di protezione, al rispetto dei divieti di assembramento e della territorialità.

Pur nella consapevolezza delle difficoltà di armonizzare l’esigenza primaria di tutela della salute pubblica, arginando la diffusione del Covid-19, con la ripresa graduale delle attività economiche e sociali per non vanificare i sacrifici fatti finora, il Cai chiedere chiarimenti a nome dei suoi 327.143 Soci e di tutti coloro che amano e frequentano le montagne.

I punti da chiarire

Per evitare interpretazioni territorialmente difformi, con quanto ne deriverebbe, anche in termini sanzionatori, il Club Alpino Italiano chiede al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di far chiarezza sui seguenti punti:

  1. Preso atto che “non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto“, ma è consentito svolgere individualmente “attività sportiva o attività motoria” con l’unica prescrizione di una differenziata distanza di sicurezza interpersonale, si chiede se alpinismo ed escursionismo siano da considerare attività ludico/ricreative o sportivo/motorie e, in questo secondo caso, se i connessi trasferimenti in ambito regionale possano ritenersi, a tal fine, consentiti.
  2. Posto che i rifugi alpini costituiscono strutture di accoglienza e presidi culturali e di soccorso in tutte le nostre montagne e prestano anche attività di ristorazione, si chiede se, in base a quanto previsto alla lettera aa), possano annoverarsi tra le attività cui è consentita la ristorazione con asporto, fermo il divieto di consumare i prodotti all’interno o di sostare nelle vicinanze, e se, in un’ottica di riapertura, possono essere raggiunti dal gestore/custode o dal delegato sezionale per effettuare i lavori di manutenzione.
  3. La manutenzione di migliaia di chilometri di sentieri, oltre a consentirne la percorrenza in sicurezza da parte di milioni di utenti, svolge la duplice funzione di tutela e vigilanza da rischi idrogeologici e di assicurare una linea tagliafuoco in caso di incendi boschivi: si tratta di una attività che migliaia di volontari del Cai devono svolgere in modo continuativo, pena gli inevitabili smottamenti e l’invasione dovuta alla progressiva espansione degli habitat naturali. Si chiede se, stante la sua manifesta utilità sociale, si tratti di attività che dall’entrata in vigore del DPCM in oggetto sarà consentita. Qualora non lo fosse, si confida che la S. V. vorrà tenerne debitamente conto nel già previsto aggiornamento successivo.
  4. Il precedente divieto di “spostarsi in un comune diverso” è stato rimosso e, sempre alla lettera a), è stato sostituito con il divieto di “spostarsi in una regione diversa”: si chiede se, sempre per i soli spostamenti consentiti, ciò possa avvenire nell’ambito dell’intero territorio regionale, così superandosi il limite comunale rimosso; in tale caso, si chiede, altresì, se il generico accesso a parchi, ville e giardini, fermi distanziamenti e divieti di assembramento, sia riferibile all’intero territorio regionale o se sussistano limiti più contenuti dei quali, però, non vi è indicazione nel DPCM.

Si tratta di indicazioni fondamentali per il mondo di quanti hanno a cuore la montanità, che significa anche attenzione verso le popolazioni che nelle montagne fisiche vivono e devono essere invogliate a restare” scrive Torti, che per questo si auspica “la più sollecita ripresa di attività che, per le oggettive condizioni in cui si svolgono, sono tali da assicurare possibilità elevatissime di distanziamento e possono garantire sia la ripartenza economica di aree fragili, sia la tutela  del benessere psicofisico di milioni di frequentatori.

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9 Commenti

  1. Grazie Presidente !
    Occorre chiarezza su cosa si può fare e cosa non si può ancora fare .
    Noi tutti appassionati di montagna siamo disposti ad impegnarci per quello che occorre fare con lo spirito collaborativo che ci ha sempre contraddistinto . In effetti il dpcm aveva alimentato moltissimi dubbi che speriamo siano chiariti al più presto. Sempre disponibili a dare un aiuto dove serve attendiamo fiduciosi.

  2. Senza entrare nel merito …
    frasi come “aspettative sulla ripresa della frequentazione delle terre alte”, dette da uno di montagna, mi fanno venire il mal di pancia …
    mi chiedo …”dove siamo finiti !”
    Bon

  3. -l Cai e tutti i suoi Soci si sono astenuti doverosamente da qualsiasi attività in montagna,
    -Vogliamo tornare a prenderci cura dei rifugi e dei sentieri di montagna, perché ora ‘Le Montagne hanno bisogno di noi’, così come noi loro“.
    -i rifugi alpini costituiscono strutture di accoglienza e presidi culturali e di soccorso in tutte le nostre montagne e prestano anche attività di ristorazione
    – indicazioni fondamentali per il mondo di quanti hanno a cuore la montanità, che significa anche attenzione verso le popolazioni che nelle montagne fisiche vivono e devono essere invogliate a restare

    La capacità politica del Torti mi ha impressionato: ha “valicato” qualsiasi mia opinione del cai. 🙂

  4. Piú pericoloso per il contagio essere in giro sui sentieri che in fila al supermercato.
    Complimenti ai ns politici. Tutti.

  5. Finalmente il CAI batte un colpo..sarebbe ora che il criterio guida fosse il distanziamento sociale, non l’autocertificazione e l’impossibilità di muoversi con il mezzo proprio e da soli o al massimo con i propri familiari conviventi.

    Mi sembrerebbe ragionevole quindi, rimanendo nell’ambito della propria regione, poter tornare a camminare da soli sui monti in giornata.

  6. Basta vedere la provenienza e residenza geografica di vari ministri e sottosegretari, per nutrire qualche dubbio sulla considerazione primaria della problematica” montagna”.
    , che gia’di suo porta pochi voti causa scarsa e calante densita’ abitativa.Un processo involutivo.
    Se proprio i Vip vanno in settimana bianca, non mancano foto, articoli, filmati, codazzi di fans.Se qualche rarissimo arrampica…non manca di farlo sapere
    ai potenziali elettori aventi la stessa passione..

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