Cronaca

Paganella. Escursionista precipita nei pressi della Ferrata delle Aquile

Secondo incidente mortale in poche settimane

Un escursionista ha perso la vita nel pomeriggio di domenica 23 febbraio precipitando nei pressi della Ferrata delle Aquile, sulla Cima Roda, sopra Fai della Paganella (TN). La vittima, Manuele Cadeddu, 32enne originario della provincia di Parma, aveva intenzione di affrontare la via che inizia con la discesa del canalone Cesare Battisti, per raggiungere la cengia della “traversata degli angeli”, un punto molto esposto che aggira uno spigolo di roccia. L’incidente si sarebbe verificato non lontano dall’attacco della ferrata. L’uomo sarebbe precipitato per circa 300 metri. Un volo senza scampo, purtroppo senza testimoni.

Secondo incidente lungo il canalone Battisti

La dinamica sembrerebbe essere similare all’incidente occorso nel medesimo punto a inizio febbraio, in cui aveva perso la vita il medico romano Emanuele Rastelli. Il giovane escursionista era precipitato allo stesso modo vicino all’attacco della Ferrata, scivolando lungo il canalone ghiacciato.

L’allarme è giunto dal bus con cui la vittima era arrivata a Fai della Paganella. Al momento della conta dei presenti, attorno alle 16.30 – 17, ci si sarebbe resi conto dell’assenza di una persona. Subito dopo l’invio della chiamata al 112, si è alzato in volo un elicottero con a bordo il personale del soccorso alpino. I soccorritori, temendo già di trovarsi di fronte a una situazione non dissimile da quella dell’incidente di Rastelli, hanno effettuato un sorvolo sul canalone sotto la Ferrata delle Aquile, dove è stato individuato il corpo senza vita di Cadeddu. Sono quindi scattate le operazioni di recupero della salma, trasportata poi a Fai della Paganella.

Attenzione alla Ferrata delle Aquile

A seguito dell’incidente di inizio febbraio, il Soccorso Alpino e Speleologico Trentino aveva divulgato la raccomandazione a tutti gli escursionisti di prestare la massima attenzione nell’intraprendere la ferrata delle Aquile nella stagione invernale. A causa delle miti temperature del fondovalle, si rischia infatti di sottostimare le condizioni in quota, dove sono in ogni caso presenti tratti di terreno ghiacciati. Una raccomandazione che, in maniera evidente, continua a permanere valida.

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