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Snow leopard invernale. Primi dettagli della nuova via aperta sull’Ismail Samani

Dal Picco Ismail Samani (7.495 m), dove di recente è stato portato a termine il primo Snow Leopard invernale, iniziano ad arrivare dettagli in merito alla nuova via aperta dal folto team russo-kirghizo-georgiano, capitanato da Sergey Seliverstov.

Prima invernale sull’Ismail Samani

Il gruppo di 13 alpinisti è partito alla volta del Tagikistan per conquistare quella che un tempo era la vetta più alta dell’URSS, agli inizi di gennaio. Una spedizione senza grande clamore mediatico che ha richiamato su di sé gli occhi del mondo quando, il 31 gennaio 2020 alle ore 13:50, il team ha toccato quota 7.495 m sull’Ismail Samani, portando così a termine la seconda salita invernale del Settemila e, potenzialmente il primo Snow Leopard Invernale. In realtà, come ricordavamo alla partenza dei 13, il progetto di salita invernale dei 5 Settemila dell’ex Unione Sovietica è stato avviato da soli 3 degli attuali membri, con aggiunta dei restanti 10 a scaglioni durante le tappe precedenti. Unici ad avere nel proprio palmares al giorno 31 gennaio 4 delle cinque vette (Peak Lenin, Khan Tengri, Peak Pobeda e Korzhenevskaya) erano di fatto Alexey Usatykh e Sergey Seliverstov.

Winter Snow Leopard

Gli aggiornamenti su questa spedizione, condotta lontana dai riflettori, sono arrivati fin dall’inizio in maniera centellinata. Soltanto al momento della diffusione dei nomi dei primi salitori invernali dell’ex Picco del Comunismo, è risultato chiaro che Usatykh e Seliverstov non fossero in realtà arrivati in cima, fermandosi attorno a 7.000 metri. Il terzo componente del team fondatore, Mikhail Danichkin, arrivato invece in vetta insieme a Andrey Erokhin, Arthur Usmanov, Victor Filinov, Alexander Moroz, Maxim Cherkasovn, non ha potuto fregiarsi invece del titolo di primo realizzatore dello Snow Leopard invernale in quanto, nel 2018, non ha potuto partecipare alla spedizione sul Korzhenevskaya. 

Per completare pertanto l’impresa, Danichkin insieme ad Arthur Usmanov, Sergey Krasovsky e Andrey Alipov so è diretto al vicino Korzhenevskaya.

Alexey Usatykh, Sergey Seliverstov e Alexander Moroz hanno intrapreso un secondo tentativo sull’Ismail Samani. Entrambi i gruppi hanno raggiunto la propria cima l’8 febbraio. Seliverstov risulterebbe essere di fatto il primo tra i tre fondatori ad aver completato lo Snow Leopard, arrivando in vetta attorno alle 11.30 del mattino. Due ore più tardi è stata la volta di Alexey (13:10 circa) e Michail (13:17 circa).

Ai tre va così il merito di aver salito per primi, in invernale, nel tempo di 5 anni, i 5 Settemila dell’Ex Unione Sovietica.

I primi dettagli della nuova via

Il team è riuscito nell’intenzione di aprire una nuova via lungo la parete Nord Ovest, una cui prima approssimazione era stata fornita nelle scorse settimane dall’alpinista Carlos Garranzo.

“Siamo sempre più impressionati, è brutale quello che hanno fatto!”, commenta Garranzo di fronte alle nuove immagini che, giorno dopo giorno, compaiono sul profilo Instagram della squadra. Osservando gli scatti diffusi sui social, si nota come la via inizi affrontando un muro che si innalza fino ai 6.000 metri. “Dopo aver superato quel muro – spiega lo spagnolo – sono usciti su un grande plateau che hanno dovuto attraversare. Sono quindi saliti sul Pik Dushanbe (6.950 m) e da lì si sono diretti verso la piramide sommitale dell’Ismail Samani per raggiungere lo spigolo che li ha condotti in cima”.

Una via di cui ancora non si conosce il nome, ribattezzata al momento da Garranzo “Lying Monkey” (scimmia distesa), “per la somiglianza con un gorilla sdraiato”.

Pronti a puntare al K2 invernale

Una bella avventura, un gran gioco di squadra, che si è concluso con il rientro senza grandi problemi per tutti al campo base. Fatta eccezione per qualche congelamento a danno di Victor Filinov, Maxim Cherkasov e Alexey Usatykh, come si legge in un messaggio divulgato dal capospedizione. “Gli auguriamo una pronta guarigione. È stato un successo. Grazie mille a tutti quelli che ci hanno appoggiato. Ora è tempo di prepararci per il K2”.

Messo in tasca lo snow leopard invernale, il team di Seliverstov è dunque pronto a puntare in alto, alla salita del K2 nell’inverno 2020/2021.

 

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