Cronaca

Omar Di Felice investito alla vigilia della partenza per la Mongolia

L’abbiamo annunciata qualche settimana fa la nuova sfida del ciclista romano Omar Di Felice: attraversare il deserto del Gobi in bicicletta, in totale autonomia e in inverno.

Un’impresa per cui l’atleta si è preparato per mesi ma che oggi è messa fortemente a rischio. A compromettere la partenza di Omar un incidente stradale. È successo sabato 8 febbraio mentre percorreva il litorale tra Santa Marinella e Civitavecchia per l’ultimissima sgambata di allenamento alla vigilia del volo con cui avrebbe dovuto raggiungere Ulan Bator, in Mongolia. Mentre, come tutti i giorni pedalava sulle strade della sua regione è stato investito da un’automobile che, sopraggiungendo e iniziando una manovra di sorpasso azzardato, non solo non rispettava la distanza minima di sicurezza ma, dopo aver colpito con lo specchietto il ciclista, terminava colpendolo con la fiancata destra dell’automobile.
L’investitore si è prontamente scusato, ammettendo il gravissimo errore e la manovra azzardata. Quando poi sono sopraggiunti i soccorsi Omar è stato trasportato in ospedale dove, dai primi accertamenti, non sono emerse fratture. Nonostante questo però, per ora, la partenza è rimandata, Di Felice ha riportato infatti un forte trauma cranico (il casco, completamente distrutto, l’ha salvato da conseguenze peggiori) e dolori al costato oltre a contusioni a ginocchio e spalla.

Troppi incidenti sulle strade italiane

Lo sfortunato accadimento offre l’opportunità per aprire una breve parentesi su quanto accade tutti i giorni sulle strade italiane. Oltre 17500 gli incidenti che hanno coinvolto ciclisti, secondo i dati del 2018, tra questi oltre 200 i morti. Sorpassi azzardati, distanze di sicurezza non rispettate e precedenze non date sono alla base di molti incidenti, è anche vero però che la maggior parte dei ciclisti non ha mai letto l’articolo 182 del nuovo codice della strada in cui si elencano le norme di comportamento per la circolazione dei velocipedi. Una bella gatta da pelare, un problema risolvibile applicando un po’ di buonsenso sia da parte degli amanti delle due ruote che da parte degli automobilisti. In tema di buonsenso è comunque opportuno tenere a mente che la manovra azzardata in automobile può rivelarsi fatale, spesso è meglio rallentare e aspettare di avere lo spazio necessario per un sorpasso. Per i ciclisti è invece bene ricordarsi di rimanere in fila indiana e di portare sempre il casco.

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3 Commenti

  1. Che sfortuna !
    Forse annunciare nei particolari le imprese prima di farle porta molta sfortuna.
    Da anni quasi nessuno riesce a fare ciò che diceva di voler realizzare, l’elenco è lunghissimo.
    Magari è solo un fatto commerciale.
    Secondo me sarebbe meglio restare nel vago, però senza fare i misteriosi.
    Sono solo considerazioni.

  2. Non è il primo ne sarà l’ultimo quanti cretini minus in auto compiono manovre demenziali,sorpassi,velocità da proiezione di testoterone modello surplus,e poi scusarsi,di che.?…in alcuni civilissimi Cantoni Elvetici l’eccesso di velocità è un reato penale ( un auto fuori controllo è e rimane un arma)poi vi è l’alcool,piaga endemica qui in Trentino,basta leggersi la Relazione del Procuratore Generale dell’anno giudiziario 2019,io non sono uso a imprese, l’età me lo sconsiglia, ma il tasso di pericolo per i pedoni e ciclisti è di per se una vera impresa, di molto superiore dell’Ice Fall..in notturna e/o sotto il sole….. leggersi i dati

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