AlpinismoAlta quota

Simone Moro a Radio Deejay racconta l’incidente al Gasherbrum

Simone Moro è tornato dal Pakistan dopo aver concluso anticipatamente la spedizione ai Gasherbrum. Esperienza che ha voluto raccontare a Radio Deejay ieri mattina durante la trasmissione mattutina condotta da Linus e Nicola Savino.

L’alpinismo invernale

L’alpinista, che come spiega al pubblico radiofonico stava tentando la traversata in stile alpino del GI e GII, racconta cosa vuol dire fare alpinismo invernale (ribadendo che per lui la stagione fredda va dal 21 dicembre al 21 marzo). “È una scelta esplorativa, che io e altri abbiamo fatto. Si guarda più al come si fanno le cose, che non il che cosa fare. La mia scelta è stata provare a vedere, dopo l’epoca di Messner, se si potesse fare qualcosa di più esplorativo o diversamente esplorativo e salire d’inverno era l’unica cosa che Messner non era riuscito a fare”.

L’incidente

Simone poi, su richiesta di Linus, torna nuovamente il suo incidente mentre era sul ghiacciaio dei Gasherbum, che descrive come devastato dal cambiamento climatico. La narrazione è quella fatta dall’alpinista bergamasco appena tornato: il passaggio di Tamara sul ponte di neve, che poi crolla sotto al peso di Moro non appena è il suo turno di attraversarlo (non sulla traccia di lei); la caduta nel crepaccio, che Simone descrive essere stato profondo 150/200 metri; la drammatica vicenda della corda che si attorciglia sulla mano della Lunger, che, convinta che lui sia sul fondo lo implora di tagliare la corda.

Momenti che Tamara, si apprende ora, è riuscita a riprendere in un video nonostante i momenti concitati e che speriamo venga reso pubblico.

Il podcast

Potete riascoltare l’intervista integrale di Simone Moro a Radio Deejay:

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77 Commenti

  1. Si legge che alcuni giorni fa un terzetto ha tentato invernale su ferrata di Cortina…ed e’rimasta bloccata dalla neve che sommergeva il cavo.Salvati con intervento notturno dal Soccorso Alpino.
    Almeno Lumper e Moro si sono soccorsi da soli.
    Importante e’riuscire a raccontare pure i fallimenti e gli attimi di terrore.
    Sembra di capire che …SE( il famoso SE del senno di poi) Simone avesse atteso qualche attimo prima di cominciare ad attravversare a sua volta, Tamara avrebbe fatto in tempo a praticare sicura dinamica con ancoraggio.Quindi una prossima volta ..coordinarsi meglio a richiami vocali…e vale per tutti.

  2. E’ arrivato in via Massena direttamente da Malpensa.. non sono trascorse nemmeno due settimane dai fatti che già Simone è in giro a raccontare ( e raccontarsi ). Mah..

  3. Be’ dai mi sembra il minimo. Ospite a Radio Dee Jay per raccontare cosa?! Una caduta in un crepaccio. Mi sembra un po’ troppo. Poi la spettacolarizzazione della mancata tragedia…..boh, sempre piu’ patetico. E pensare che lo reputavo un grande alpinista….ora, francamente, e’ proprio ridicolo. E sopratutto si passa un messaggio sbagliato ai neofiti della montagna…..l’idea di essere dei supereroi che si tuffano nei crepacci e si salvano, andando a raccontarlo in giro come fosse un’impresa eroica. Simone Moro: BASTA . Ok monetizzare, gli sponsor e i libri e tutto quello che vuoi….pero’, per favore: BASTA

    1. Allora fai quello che fa Moro se sei tanto bravo.
      Sicuramente lui cerca di essere sotto i riflettori il più possibile, ma con l’alpinismo ci vive , quindi la cosa è del tutto normale.

        1. E cosa sarebbe allora, trekking di alta quota?
          Nessuno è perfetto, ma ho l’impressione che hi si diverte a gettare fango su una persona come Moro che è umile, che ha ricevuto uto una medaglia al valor civile per aver salvato una persona in Himalaya rinunciando alla traversata Everest/Lhotse, che ha messo in piedi un sistema di elisoccorso in Nepal lo fa solo per invidia e per scarsa conoscenza di quello che è l’alpinismo.
          Forse prima di criticare seduti sul divano, dovreste andare un po’ in montagna.

  4. io non vedo l’ora di vedere il video! Speriamo ne facciano il DVD. E’ il primo video girato dalla “potenziale” vittima mentre sta rischiando la vita. Questa e’ vera esplorazione! Simone sei sempre il piu grande alpinista dei tempi moderni. Grazie!

    1. ciao.ma secondo te i risultati scientifici sono utilizabili quando uno e appena tornato?ma che dici? allora Parmitano torna dalla stazione spaziale e il giorno dopo di sostituisce ad un ricercatore per spiegare i risultati che invece saranno utilizabili fra qualche anno o decennio? ma per favore cercate altre motivazioni

  5. Pur nutrendo riserve verso il suo modo di andare per monti non vedo perché non dovrebbe monetizzare ciò che fa. Si tratta di lavoro, ognuno di noi cerca di guadagnare il più possibile da ciò che sa fare.

    1. Concordo pienamente: guadagnare da ciò che SAI FARE. Ci mancherebbe, però non trovo giusto che si faccia credere di aver fatto qualcosa o di essere quasi un eroe. In questo caso cosa dovrebbe vendere? L’essere caduto in un crepaccio? Essere stato un eroe? Vendere un’impresa mai neanche cominciata? Come vendere per esplorazione e impresa alpinistica a -70 gradi un viaggio in Siberia oppure vendere per impresa alpinistica il vole portare il Gabibbo in cima all’Everest con la sua bicicletta. Da qualche anno ormai, il Sig. Moro non ha più niente da vendere, eppure continua con astuzia e malafede a vendere cose che con l’alpinismo non c’entrano niente. Tutto qui. Poi ognuno é ovviamente libero di scrivere un libro sulla caduta in un crepaccio o di essere invitato in TV a parlare delle sua impresa eroica per essere sopravissuto, pero’ secondo me, tutto cio’ mi nausea.

    1. 1996: Shisha Pangma in 27 ore A/R
      1997: Lhotse (con A. Boukreev)
      2000: Everest da sud, con l’ossigeno.
      2002: Cho Oyu (in velocità)
      2002: Everest da nord con l’ossigeno
      2003: Broad Peak (in velocità)[29]
      2005: Shisha Pangma (prima ascensione invernale, con Piotr Morawski)
      2006: Everest con l’ossigeno (traversata sud-nord, con ascensione in velocità)
      2009: Makalu (prima ascensione invernale, con Denis Urubko)
      2010: Everest da sud con l’ossigeno.
      2011: Gasherbrum II (prima ascensione invernale, con Denis Urubko e Cory Richards)
      2016: Nanga Parbat (prima ascensione invernale, con Alex Txikon e Ali Sadpara)

      ora mi compili il suo di curriculum:

      1996…..

      1. Ah ok, solita storia. Simone Moro può essere criticato solo da chi possiede un curriculum maggiore. Ma quindi allora non potrebbe neanche essere elogiato da chi ha un curriculum minore, giusto? E comunque io ho inteso “negli ultimi anni”. Infatti dal 2011….Il Nanga del 2016 conquistato pagando le corde fisse e i campi attrezzati da altri, non la considero un’impresa. Che poi sia stato un grande alpinista, e’ ovvio. Su quello non si discute, ma proprio per questo motivo io mi aspetto qualcosa di piu’ di tutte queste storie sulle temperature di -80 gradi, sul gabibbo biciclettato in cima all’Everest, sul fare l’arbitro per chi suona prima il campanellino in cordata durante un reality, sull’impresa eroica del cadere in un crepaccio e salvarsi…..tutto qui, anche questo fa curriculum. Sempre tenendo presente che, alla fine: chissenefrega di cio’ che fa Simone Moro. Si fa per parlare. Pace e bene a tutti, anche a quelli sul divano (che ormai sembra diventato un peccato capitale)

        1. Mario, ben detto… e chissenefrega di Simone Moro. Il commento obbligatorio su quanto possa essere ridicolo o meno, per me rimane sempre fuori luogo. dar voce ad un’antipatia o ad una “delusione” nn è sbagliato , denigrare attaccare e sminuire al cubo, si. Buona giornata

  6. Quello di Moro non è stile alpino. Messner la tenda se la rimetteva nello zaino per andare al campo successivo, non la lasciava al campo 1 per tornare a riposarsi al campo base.
    Al giorno d’oggi sono veramente pochi quelli che riescono a compiere salite sugli 8000 in vero stile alpino e ancora meno sono quelli che riescono a mantenere lo stile in inverno!

  7. Ciao a tutti.
    Io non voglio difendere Moro a prescindere, soprattutto perché riguardandomi l intervista di Minoli sull invernale del nanga.p.,non nomina mai Daniele Nardi e del lavoro fatto precedentemente in parete e poi sfruttato o pagato da lui,in tutto questo non nomina mai l altro italiano,ma solo Il lavoro fatto dal basco e dal pakistano,poi sfruttato dallo stesso Moro per raggiungere il risultato finale.
    É palese che lui stesso si considera l alpinista italiano più forte dopo Messenger con un bel po’ di egocentrismo.
    Ma é innegabile la bravura di Simone Moro.
    Riascoltate l’ ntervista su rai tre e vedrete che le parole che diceva ai tempi,sono attuali e si sono rivelate vere negli anni seguenti,specie sui rischi nell’ innamorarsi fatalmente di una montagna,come é successo al povero Daniele.N e Tomek
    A parte questo,forse la verità sull incidente al Gasherbrum,sta nel mezzo tra quello che affermava Agostino De Polenza e sul racconto di Moro.
    Che abbia voluto difenderla e proteggerla da attacchi o giudizi,ci sta,ma attribuire l incidente alla poca esperienza della alpinista o della mancanza di comunicazione tra i due forse é stato eccessivo.
    Parlo da inesperto,a volte la fortuna o sfortuna hanno il loro peso come sottolineato da Moro in più occasioni,ma é innegabile la bravura e l esperienza dello stesso,specie nelle scelte di rinuncia del passato e nell’ essere riuscito ad uscirne vivo in questa esperienza e in quella dell annapurna 97.
    Simone Moro,per il mio modesto parere,rimane un grande dell alpinismo italiano se non il più forte,anche nel prendere scelte di insuccesso e rinuncia.
    Tolti Messenger e Bonatti,a mio parere,rimane tra i più forti alpinisti italiani e mondiali,proprio per la sua esperienza.
    Certo può essere risultato cinico e spietato,ma i numeri sono dalla sua parte ed ha ragione nel dire che c’ é più competizione che ammirazione tra gli alpinisti stessi.
    Non é certo il campione italiano di simpatia,xchè ha un forte ego a volte fastidioso,perché si mette sempre e solo lui sul piedistallo,ma può permettersi di farlo,non dimentichiamo la medaglia ricevuta per il salvataggio ad alta quota,che come dice lui,valgono una carriera.
    Anche se non mi sta troppo simpatico,se io potessi scegliere un alpinista col quale scalare un ottomila,tolti Agostino de Polenza e Silvio Mondinelli, attualmente non avrei dubbi nel preferire Simone Moro.Potra’ stare antipatico quando tra sue le righe traspare la sua consapevolezza nell’ essere il più forte scalatore italiano degli ultimi 25 anni e a volte forse la sua falsa modestia risulta pungente,ma ,ripeto,quello che ha fatto nelle sue 4 invernali, é qualcosa di unico.
    Dipende dai soggettivi punti di vista..come per esempio non aver scalato tutte le 14 vette,oppure di non aver mai voluto scalare il k2 per timore che si avverasse il presentimento della moglie..o nel cinismo delle sue affermazioni o proprie pubblicità..ma l essere uscito nuovamente salvo,da un incidente come quest’ anno al Gasherbrum,dimostra la sua esperienza e talento e capacità di risolvere le situazioni difficili e pericolose,come ha fatto più volte anche con la rinuncia della spedizione.
    Scusate per la confusione nello scrivere,ma
    Per me Simone Moro rimane un punto fermo dell alpinismo mondiale e gli faccio i miei sinceri complimenti per essere riuscito a superare anche questo ostacolo e questo incidente.

      1. HA HA HA HA HA.MESSNER!!!devi disattivare nel keyboard la possibilita’ che si inseriscano pezzi di parole pre-compilate o aiuto nella scrittura.

    1. se anche tu avessi scritto la vera verità, il tuo raccoonto si ferma al primo dei due….MESSENGER!!!!…..ma si può????…MESSENGER!!!…..con simpatia, ovviamente!

    2. Spero che Messenger sia stato scritto apposta…perché calza a pennello…credo che tutti quelli che criticano Moro dovrebbero fare lo stesso con Reinhold visto che anche lui finita la carriera alpinistica vera si è trasformato in una macchina da soldi cinica e pronta a sfruttare situazioni a suo vantaggio…perché è chiaro che la vera carriera alpinistica di Moro si sia conclusa con l’invernale al Nanga…

      1. ciao.un altro disinformato.vi cito un esempio delle balle che vengono scritte per screditare questi e quelli.messner ha creato da zero il MESSNER MOUNTAIN MUSEUM.spese divise tra lui e provincia di bolzano.COSTO ESTIMATO OLTRE 30 MILIONI DI EURO.SONO 6 DIFFERENTI SEDI NELL’ARCO ALPINO E PARTECIPANO ALTRE AMMINISTRAZIONI COMUNALI.sempre cifre a 6 ZERI.dopo l’avvio e la apertura dei musei,MESSNER DEVE MANTENERLI PER 30 anni.in caso passasse a miglior vita ci sono le persone delegate a farlo comunque in futuro.questa e una delle CINICHE ATTIVITA’ di cui messner viene accusato.cioe creare qualcosa per la popolazione e considerato cinico.io non vorrei offendere chi lo ha scritto ma il commento si commenta da solo.volevo ricordare che come MORO SIMONE DOPO, messner si e sempre considerato un essploratore(BONATTI DOCET…),perche’ per ignoranza voluta nessuno riporta l’attraversamento a piedi senza assistenza senza uso di mezzi a motore,dell’artico dell’antartico e del deserto del gobi.in coppia.

  8. Tristezza è chi segue lui nelle sue serate libri ecc….
    Melodrammatico patetico spettacolarizzazione senza ne arte ne parte.
    Per fortuna ci sono nel mondo chi sa fare avventura

  9. A me provoca un certo “prurito” sentirgli affermare che Messner non sia riuscito in alcuna impresa invernale,anziché un più onesto (e umile…). non si è mai cimentato in..
    Inoltre sarebbe auspicabile utilizzasse il “noi” invece del frequente “io” , senon altro per rispetto verso colei che gli ha permesso di raccontarla questa disavventura.

  10. Puntualissimo Moro comincia a centellinare radio interviste, annuncia video esclusivi e drammatici e con la eccezionale bravura d’imprenditore accorto che lo contraddistingue (non scherzo) si prepara a mesi di serate – che scommetto culmineranno con un grande evento al Trento Film Festival con proiezione di urla, scricchiolii di ramponi , buio del crepaccio, abbracci e baci con la sua partner di scalata e vita.

    Tanti auguri al tuo alpinismo, sei stato un grande.

    Adesso, però, torno a seguire quelli seri.

  11. Più che un Alpinista è un businessman, ha avuto la fortuna di accompagnarsi a grandi Alpinisti come Urubko e Bukreev e spesso ha sfruttato il lavoro fatto da altri come sul Nanga. Il racconto dell’ultimo incidente è patetico quanto inverosimile, adatto a scriverci il prossimo libro e a fare conferenze senza aver fatto nulla sulla Montagna. È sicuramente un buon Alpinista ma non paragonabile di certo hai grandi Imalaysti del passato o a fuoriclasse come Urubko. Inoltre non conosce la modestia e spesso da giudizi anche sui colleghi che potrebbe risparmiarsi. Molto fumo, e un po’ di arrosto. Non leggerei un suo libro nemmeno sotto tortura.

      1. Si ma ancora con questa storia.
        Sono passati più 20 anni.
        Hanno fatto grandi cose assieme.
        Denis è partito per la sua strada e non deve più nulla a Moro, stiamo parlando di uno che si è già sparato oltre 20 scalate sugli 8mila, che negli ultimi anni ha soccorso una quantità di alpinisti inverosimile, che fa spedizioni minimali e non gliene fotte nulla di elicotteri, campi base tipo circo, etc, la vogliamo piantare col “gli deve tutto?”

        1. Cioè quindi uno non può prendere il brevetto da Pilota e crearsi un “lavoro” anche per il futuro?
          Se Urubko ha la passione per le donne o per le macchine lo cancelli dalla tua lista?

          State cadendo nel ridicolo

      2. Questa mi mancava….
        Moro ha scoperto Denis? interessante ……
        E poi avrebbe anche scoperto il povero Nardi? il povero Tomek? a ecco, ha scoperto anche Messner….
        La cosa che mi lascia davvero stupito è leggere che cè un sacco di gente che segue e idola questo personaggio.
        Ma per cortesia, ma finitela di correre dietro a sto Moro.
        Sono altri i veri alpinisti. Ripeto: in questi giorni cè un vero alpinista (umile e sincero) che sta tentando il Broad Peak !!!
        A certo…. se Denis riesce nell’intento, Moro farà le serate e scriverà libri dicendo che è merito suo….

        1. Ma chi sta correndo dietro a Moro!
          Potete scrivere quello che volete, ognuno è libero di pensare quello che vuole. Ma scrivere che Moro è fortunato a essere andato dietro a Urubko quando è esattamente il contrario è follia.
          Urubko ora è autonomo, forte e ha avuto il successo che si merita, senza più dover niente a nessuno, ma non sosteniamo il contrario per piacere!

          Cosa ci azzeccano poi Nardi e Tomeck lo sapete solo voi!

  12. Darsi una chiamata a voce sara’ ‘anche l’ABC di una cordata , ma a volte anche un laureato in matematica sbaglia un calcolo o un ragionamento..Non e’ che non sappia, e’ che magari..si e’ distratto, aveva mal di testa, una preoccupazione.. ha visto volare in aula una cimice , copiato male unnumero..figurarsi in condizioni d’alta quota…una distrazione o un semplice….anticipo dei tempi.Una settimana fa ho strisciato il paraurti entrando in garage..e ci entravo indenne con la stessa auto da 18 anni.Tra le tante cause a posteriori…forse una luce diversa , un mezzo grado di sterzata in piu’…boh?Sulla vicenda non farei tante considerazioni sul Personaggio, se sia sottoesposto e sovraesposto..
    Libri e audio e foto, servizi tv..con semplci click ,astensioni….da acquisto si risolvono senza giudicare la Persona.

    1. Una dimenticanza che costa cara. Ma non è nemmeno quello, far passare la lunger per novizia “hai passato l’esame di soccorso” quando la caz.. l’ha fatta lui muovendosi prima che lei facesse il mezzo barcaiolo… Beh che dire…

  13. Ad un certo punto dice: se tento queste imprese senza un ritorno di soldi particolare, sono considerato uno scemo e invece un pilota di Formula 1 e’ considerato figo solo perché guadagna tanto….e questo non lo trovo giusto”. Ma scusa, allora se vale ciò che dici, un alpinista della domenica che finisce in un crepaccio é considerato un idiota e invece tu che hai gli sponsor sei considerato un eroe. Questo é giusto secondo te? Simone, per favore piantala di raccontar storie e fare il pagliaccio, anche se ti pagano.

  14. Annunciata con grande anticipo la nuova invernale di Simone Moro per il 2021.
    Si parla della impegnativa salita al Monte Stella, altrimenti detto la ‘montagnetta di San Siro’ per il versante nord-sud-ovest-est … con susseguente concatenamento dei corni di Canzo, prendendola larga e passando per il monte Beigua, il tutto in rigoroso stile alpino..

    1. Sulla tifoseria condivido in pieno con Moro. Eccone un esempio. Sul resto dell’intervista rimpiango l’era dei De Stefani, De Marchi, Calcagno, Da Polenza, Messner, Kammerlander, Unterkircher, Mondinelli …

    2. Più passa il tempo e più si capisce chi è Moro….e quanto aveva ragione Nardi….si è trovato sul suo cammino una serpe…lui era troppo una persona d’impeto per poterlo battere sullo stesso piano…per fronteggiare una serpe bisogna essere una serpe….
      Cmq nessuno con un minimo di valutazione oggettiva dovrebbe attribuire a Moro la salita del nanga in inverno…per come sono andate le cose è stata una pagliacciata di cattivo gusto…per il resto ormai Moro come alpinista , a parte la grande attività di marketing che ogni volta promuove , non sta dando più nulla

    3. ciao.sei disinformato anche te.
      usa la fantasia e clicca qualche tasto.anche nardi aveva i suoi sponsor.scientology sai cosa e? la bandiera dei diritti umani sai cosa rappresenta?abbi il buon gusto e il pudore di non nominare persone che sfortunatamente sono mancate e non possono piu dichiarare ne spiegare niente.e un gioco sporco puzzolente e denigratorio associare persone vive e persone morte.mi viene voltastomaco.cerca altri modi.

  15. Insopportabile. Il nostro afferma nell’intervista che “se il piu’ grande non c’e’ riuscito…” quindi carissimi Moro cerca di fare l’invernale per dimostrare a tutti di fare ciò che non e’ riuscito a Messner. Tutto con il malcelato obiettivo di poter essere considerato addirittura migliore del più grande. Altro che alpinista esplorativo, piacere della scoperta, e sfida con se stesso… Insomma giusto porsi dei punti di riferimento, sbagliato ostentare tanta presunzione.

    1. Fare paragoni con scalate di 40 anni fa non ha senso. Le tecnologie di oggi erano impensabili. Kevlar, goretex, carbonio, camera iperbarica. Scarponi ed abbigliamento come quelli di oggi messner se li sognava. Nelle sue prime scalate saliva ancora con le calze di lana e gli scarponi chiodati

  16. Potrei anche essere d’accordo con chi cerca di monetizzare al massimo il proprio lavoro, ma non si può certo definire una persona corretta colui che vende la piramide di Cheope, a prescindere dal fatto che qualcuno la compri. Le ‘imprese’ alpinistiche di Simone Moro da più di qualche tempo semplicemente non esistono e, in maniera inversamente proporzionale al valore delle sue spedizioni, cresce smisuratamente l’assurdita’ dei racconti che il buon Simone diffonde urbi et orbi. Ho letto tutti i libri di Moro, per passione al l’alpinismo inizialmente e per capire meglio i fatti poi. Credo che non li comprerò più, non si tratta più di alpinismo e la sua proposizione è veramente irritante, invero ridicole le storie che racconta

    1. Le ‘imprese’ alpinistiche di Simone Moro da più di qualche tempo semplicemente non esistono e, in maniera inversamente proporzionale al valore delle sue spedizioni, cresce smisuratamente l’assurdita’ dei racconti che il buon Simone diffonde urbi et orbi. ————————————HO FATTO UN COPIA ED INCOLLA.commentate voi.roba da non credere.ma la redazione di montagnatv SE LA GODE A NON MODERARE I MESSAGGI.perche dovete convincervi che non e vero.personalmente mi sono sentito in dovere non di difendere SIMONE MORO.ma una serie oggettiva di commenti riguardano direttamente la persona fisica di SIMONE MORO.questo non e simpatico.ha rischiato di essere LINCIATO E UCCISO al campo base everest insieme a UELI ed a un inglese,GRIFFITH MI SEMBRA.sul sito red bull ce il video in cui simone moro in ginocchio viene preso a calci e riceve almeno 6/7 schiaffi e calci sulla schiena.in un angolo a sinistra si vede UELI per terra protetto da 1 ragazza 1sherpa e un tedesco che ha il viso coperto di sangue.si vede oltremodo la sassaiola di pietre contro 3 differenti grandi tende.per una serie di equivoci incomprensioni confusione varia,poi in parte chiariti,i provocatori ORMAI INFILTRATI NEGLI SHERPA, tutto provato con delle indagini militari( andare nel sito del tribunale e cercare in inglese),ebbene 3 alpinisti hanno visto la morte in faccia .ma di cosa si vuole continuare a commentare.dubito che continuero’ a frequentare questa parte di montagna tv.ripeto, LA REDAZIONE SE LA GODE A NON MODERARE I MESSAGGI OFFENSIVI.se non pubblicate il mio commento vi sareste risposti ds soli e vi scrivero’ direttamente.grazie.

      1. Non capisco. Il fatto che sia stato oggetto di una aggressione violenta lo autorizza ad atteggiamenti poco etici per gli anni a venire?

  17. 150 – 200 mt? Profondo il crepaccio… Non è che ci sono degli zeri di troppo?

    Tra l’altro se il crepaccio fosse davvero largo 50 cm (come riferito in un precedente articolo) e profondo 150-200 mt, sarebbe assai arduo vederne il fondo…

    Mah

  18. Si ha scoperto quanto poteva essergli utile avercelo come compagno di spedizione, senza il suo contributo o il lavoro di altri non ha più confinato nulla. Tante conferenze, libri interviste a sputare sentenze, penoso.

  19. Dovrebbe spiegarci bene cos’è successo sul Nanga Parbat quando ha avvisato tomek ed elizabeth del mal tempo ad un passo dalla vetta facendoli scendere (ed il tempo era buono), stessa cosa fatta con Nardi, stesso Nardi che ha boicottato…

    1. Ma certo, crediamo ciecamente a una sola campana. Anche l’altra è stonata ma almeno si è degnata di non alimentare la polemica.

  20. Sempre pensato che fosse un pagliaccio e alla lunga me l ha confermato… Questi non son alpinisti pensano solo al business…in un crepaccio largo 50 cm a tolto i ramponi dallo zaino e li ha messi hai piedi ed è risalito e la sua compagna mentre stava perdendo una mano per tenere la corda si faceva un filmatino… Ahaha ha….anche chi ci crede ancora…pessimo moro…. Tutte le spedizioni che ha fatto a sempre cambiato compagno ci sarà I’ll perché no? Urubko n 1…poche menate e tanti successi

  21. Mamma mia quanto astio nei confronti di Moro….rimango basito. Se tutte queste critiche arrivano dal mondo alpinistico beh allora siamo caduti molto in basso…direi dentro a un crepaccio che arriva al centro della terra.
    Buona vita a tutti….

  22. Non vorrei sbagliarmi ma moro ha una debolezza per i crepacci; se non ricordo male all’inizio di carriera, quando nessuno sapeva chi fosse o quasi, credo in una spedizione al Cho Oyu finì in un crepaccio mentre scendeva da un campo da solo e nessuno ne sapeva nulla; per caso una giuda di Alagna che scendeva con gli sci ha per puro caso visto le impronte che finivano dentro al crepaccio e ha dato il via ai soccorsi…altrimenti lì restava…lo dico comunque con beneficio di inventario

  23. …e qualche giorno prima della tragica caduta nel crepaccio, una mega valanga, da loro provocata, si arrestò ai loro piedi…il giorno 12 Moro è contento che finalmente imperversa la bufera … altrimenti perché WINTER MAESTRO? Se a qualcuno interessa domani è in radio 101

  24. Mai letto un libro di Moro e mai andato ad una sua conferenza;e credo che non lo faró mai.
    Moro è una persona piena di spocchia e arroganza;stó leggendo il libro su Tomek,e già lì ci si fa un’idea di quello che è veramente Simone,poi leggerò anche quello di Nardi.
    E poi basta dire alpinista professionista,per me l’alpinismo è passione non una professione da monetizzare ad ogni costo.

  25. Mi racconta mio figlio esperto di marketing.
    E’ passato il tempo in cui bastava un logo cucito ingrandito(anzi piu’ di uno), il testimonial che ci mette la faccia, Indica con l’indice il prodotto e con il pollice dell’altra mano fa OK sorridendo.
    Ormai attorno ad uno piu’prodotti si deve narrare una storia.Ben altro che Albanese che fa molte smorfie sul calice di vino e poi esclama”E’ Rosso”, attorno ad un bicchiere e bottiglia si deve narrare il territorio, la cantina , l’ abbinamento con altri prodotti locali.I marchi DOC, DOGC ecc.la tracciatura..il numero progressivo della bottiglia. e chi piu’ne ha piu’ ne metta.Il sommellier che meglio lo sa fare, busca piu ‘inviti a presentare.
    Quindi: se un’impresa alpinstica finanziata da sponsor si conclude positvamente..bisogna anche raccontare che i vari prodotti sponsorizzati hanno giocato il loro ruolo.Se ci si salva da incidente, non importa, si racconta la vicenda..e nel salvarsi i prodotti hanno giocato il loro ruolo.(la corda X ha tenuto, Gli scarponi Y con ramponi Z e Piccozza K son serviti a salvarsi le chiappe e l’abbigliamento P ha tenuto ben caldi, il cerotto H..il disinfettante G , il caschettoT).Non ci trovo niente di strano.Tutto bene quel che finisce bene, si puo’ancora raccontarla.

  26. Che noia….l’altra volta esplorazione e impresa a -70 gradi (quando invece la temperatura ufficiale si é sempre attestata attorno ai -25) questa volta un crepaccio largo 50cm e profondo 200 mt (misurati da chi?). Cosa racconterà la prossima volta? Al di la della simpatia o meno verso il Sig. Moro, é questo suo raccontar fandonie che mi lascia perplesso. Sinceramente ha un po’ stufato.

    1. Può raccontarci quello che vuole, tanto in quelle zone non c’è la stampa o comunque qualcuno che verifichi l’accaduto o che conosca il luogo preciso. Lo ha sempre fatto, come quella volta che “li sherpa lo hanno aggredito”..credo poco alla storia della caduta nel crepaccio. Forse volevano solamente chiudere la spedizione in modo epico e mediatico; come gli attaccanti che davanti alla porta sparano la palla in tribuna e poi si buttano a terra per giustificare l’errore con una scivolata.

  27. Beh fandonie non direi, se mai guarnisce un po’ il racconto rendendolo più “epico”

    Abbastanza comprensibile

    Il libro di Tomek l’ho letto anche io, ma in generale credo che se Moro non avesse mai avuto da dire col povero Nardi tutta questa avversione verso di lui non esisterebbe proprio o avrebbe una risonanza e dimensioni molto più limitate

    Si è passati da delle quasi esagerazioni, a dire che è un cazzaro come se fosse il primo pinco pallino qualsiasi.. a volte ci vorrebbe più serenità di giudizio a mio modesto parere

  28. 68 commenti da vera tifoseria come dice Moro a RadioDJ, con il mio fanno 69. Facciamo solo tutti il gioco di un fanfarone che riesce a fare piu solo i soldi con i pro e i contro dei siti o social dato che con l’alpinismo non ci riesce più (chiamalo Pirla…) Se vogliamo che tutto questo gioco finisca finiamola noi per primi di alimentarlo.

  29. Ho letto solo alcuni dei primi commenti, e la mia domanda è, come spesso accade: perché ci si impegna a fondo per fare delle polemiche sterili? E’ diventato il divertimento del popolo italiano? Eppure non mi sembra che coloro che calcano la mano su queste polemiche siano così allegri e divertiti.
    Limitiamoci a ringraziare il cielo che Simone si è salvato, spero che si salvino anche altre persone alle quali (come a tutti) possono capitare inconvenienti, e lasciamo perdere tutto il collaterale che in confronto non ha alcuna importanza.
    Fosco

  30. Molti incidenti sul lavoro avvengono per mancati sincronismi tra addetti, o per difetto di comunicazione… scambiato un organo simmetrico nell’ intervento chirurgico, tensione in impianto rimessa con ancora tecnici in opera, ultimo il Frecciarossa deragliato a Lodi…pare per unoi scambio aperto e non chiuso.Appunto…passa il treno( parte Moro sul ponte di neve)con lo scambio aperto( corda non ancora passata nel moschettone chiuso col click)
    Il Cigno Nero e’rarissimo ma esiste e si incontra .Ma anche la Fortuna assiste.

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