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La Pangaea di Mike Horn tocca gli 85° Nord. “Non c’è dubbio. Il mondo sta cambiando”

85°34’.286 N, 136°53’.789 E. Cifre che rappresentano la latitudine maggiore cui è riuscita a spingersi finora una nave, in direzione del Polo Nord. Stiamo parlando della Pangaea, la barca a vela rompighiaccio con cui l’esploratore Mike Horn è partito da Nome, in Alaska, in compagnia di Borge Ousland, per intraprendere la traversata del Mar Glaciale Artico.

Un’avventura che gli consentirebbe di completare così il progetto Pole2Pole, il giro del mondo a piedi e in barca a vela passando per i Poli, intrapreso 3 anni fa, nel maggio 2016.

85°N, un primato storico per la Pangaea

Fino a qualche settimana fa, quando lo abbiamo raggiunto telefonicamente per avere qualche dettaglio sulla nuova impresa, mentre era in fase di preparazione dell’equipaggiamento a bordo della Pangaea, Mike aveva espresso fiducia ma anche qualche perplessità, nascosta dietro un “se tutto andrà bene”, in merito alla possibilità di completare la traversata entro i tempi sperati, ovvero 3 mesi.

Un range di tempo che consentirebbe agli esploratori di spostarsi sugli sci da un lato all’altro del Mar Glaciale Artico in condizioni ottimali, senza correre il rischio di esaurire le scorte di cibo prima dell’arrivo. Per restare entro tale tempistica Horn aveva dichiarato di sperare nel raggiungimento in barca degli 85 gradi Nord di latitudine, così da avere quanta meno strada da compiere a piedi sul ghiaccio. Una distanza stimata in 900 miglia nautiche (circa 1.666 km), senza tenere conto dell’eventuale deriva del ghiaccio che potrebbe duplicare o anche triplicare i chilometri da affrontare.

Gli 85 gradi sono stati raggiunti ma, come dichiarato dall’esploratore sudafricano, non si tratta di una vittoria.

“Siamo a sole 600 miglia dal Polo Nord (circa 960 km), che è a 90°N”, racconta in un video girato dall’abile mano di Etienne Claret una volta poggiati i piedi sul ghiaccio artico, sottolineando come l’unicità dell’evento sia da legarsi strettamente al cambiamento climatico che, sciogliendo vigorosamente i ghiacci polari, consente anno dopo anno di spingersi con le navi oltre quelli che finora erano da considerarsi limiti naturali.

Una situazione di fronte alla quale Mike invita tutti a riflettere. “Non c’è dubbio, il mondo sta cambiando e lo sta facendo molto più in fretta di quanto si possa pensare. Sono un esploratore professionista da oltre 25 anni e avendo esplorato le regioni polari più volte credo sia mio dovere chiarire i cambiamenti cui ho assistito”.

Bisogna rivedere i propri comportamenti, comprendere il proprio impatto sugli equilibri del mondo, nel tentativo di arginare il fenomeno e garantire alle generazioni future di godere delle meraviglie del nostro Pianeta.

Recap del viaggio al Polo Nord

Il 24 agosto Horn e Ousland sono giunti a bordo della Pangaea a Nome, in Alaska, dopo 11 giorni di navigazione  da Otaru, in Giappone. Nome ha rappresentato il punto di partenza del viaggio alla volta del Polo Nord, intrapreso nei primi giorni di settembre. In due settimane di navigazione hanno raggiunto il punto più estremo oltre il quale la Pangaea non potrà proseguire. Da questo momento le strade si separeranno.

I due esploratori affronteranno  la traversata a piedi e con gli sci sul ghiacci del Mar Glaciale Artico.

La crew della Pangaea, dopo aver effettuato una inversione a U, seguirà la rotta del passaggio a Nord-Est lungo la costa settentrionale russa, fino a raggiungere il Nord della Norvegia. Qui attenderanno l’arrivo di Mike e Borge, laddove il mare ghiacciato cede il posto al mare aperto al di sopra dell’arcipelago delle Svalbard.

Le condizioni del ghiaccio riscontrate in questa prima parte del viaggio lasciano presupporre che non ci saranno difficoltà a raggiungere tale punto. Qualora, ormai potremmo dire per assurdo, dovessero trovare una estensione del ghiaccio a latitudini inferiori, Horn e Ousland dovranno trovare una via alternativa per uscire dal Mar Glaciale Artico, come ad esempio salire a bordo di una nave rompighiaccio. Un rientro a casa con una sorta di autostop estremo.

 

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Un commento

  1. Gentili amici di Montagna.Tv vi interesserà sapere che il 3 ottobre scorso è stata portata a termine la circumnavigazione dell’Oceano Artico e del Polo Nord da parte di una barca a vela italiana. Si tratta di Best Explorer un cutter italiano di 15 metri comandata da Nanni Acquarone.

    Cordialmente.
    Salvatore Magri
    Coprimatista italiano

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