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Cronaca

Da due giorni in difficoltà sulla Cima Ovest di Lavaredo, rifiutano l’intervento del Soccorso Alpino

cima ovest di lavaredo
Cima Ovest di Lavaredo (foto @ CNSAS Veneto)

Aggiornamento ore 17.30 – Attorno alle 16, grazie a un varco nella nebbia, l’elicottero dell’Aiut Alpin Dolomites di Bolzano si è potuto avvicinare alla parete della Cima Ovest di Lavaredo, a 2.750 metri di quota, dove erano bloccati i due alpinisti spagnoli.

Sbarcato sulla cengia, il tecnico di elisoccorso li ha raggiunti e li ha fatti spostare in un punto più agevole per l’imbarco sull’eliambulanza, avvenuto subito dopo. I due, che stavano bene e sono stati trasportati al Rifugio Auronzo, questa mattina erano ripartiti dal punto dove avevano bivaccato, ma essendo un tratto poco frequentato e attrezzato, avevano fatto una doppia ed erano rientrati alla cengia allertando il 118.

All’origine dei precedenti rifiuti, a quanto hanno riferito ai soccorritori, la convinzione di essere ormai arrivati in vetta, mentre in realtà mancavano ancora un paio di tiri, un’ottantina di metri in tutto, abbastanza impegnativi.


02/09/19, ore 13.30 – Nella notte di sabato il Soccorso alpino di Auronzo è stato allertato dai familiari di due alpinisti spagnoli non rientrati da una scalata sulle Tre Cime di Lavaredo. I parenti, che si trovavano sul posto, non riuscivano a contattarli al cellulare, non raggiungibile, e presupponevano i due rocciatori, un uomo e una donna di Barcellona, si trovassero sulla Cima Ovest.

Ieri, non appena ha fatto luce, l’elicottero dell’Air service center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, ha imbarcato personale del Soccorso alpino e del Sagf di Auronzo e si è avvicinato alle pareti per una ricognizione. La coppia è stata individuata a metà della Via Cassin sulla Ovest, dove, attardatasi, aveva bivaccato senza poter avvertire (tutte le pareti a nord sono senza copertura telefonica).

In serata, alle 20.20 circa, il capo del Soccorso alpino di Auronzo è stato però contattato nuovamente dai due alpinisti spagnoli che avevano raggiunto la cengia alta, ma si trovavano in difficoltà e chiedevano informazioni sul rientro. Dalle foto ricevute, i soccorritori hanno capito che i rocciatori si trovavano dalla parte opposta rispetto alla normale. Dopo aver spedito loro due relazioni, spiegando dove si trovavano esattamente e cosa avrebbero dovuto fare, li hanno invitati ad attendere le prime luci e a ripartire all’alba di questa mattina per non mettersi in condizioni di rischio dato che avevano già passato una notte in parete. Il CNSAS ha inoltre chiesto al personale del Rifugio Auronzo di andare a tranquillizzare i genitori dell’uomo, la cui madre già ieri mattina aveva avuto un malore causato dall’agitazione.

Cima Grande di Lavaredo, nel cerchio i due alpinisti spagnoli (foto @ CNSAS Veneto)

Questa mattina i soccorritori hanno mandato un messaggio al rocciatore per sapere come stessero. Non ricevendo risposte, è stato chiesto ai genitori se volessero l’intervento dell’elicottero per una seconda perlustrazione. A risposta affermativa, è intervenuta l’eliambulanza di Treviso che ha imbarcato personale del Sagf per indirizzare l’equipaggio sulla via.

Appena individuati, anche questa volta, pur essendo poco distanti da dove si trovavano ieri sera e malgrado il tempo in peggioramento, gli scalatori hanno rifiutato di essere imbarcati e l’elicottero è rientrato. Più tardi l’uomo ha iniziato a mandare foto degli ancoraggi e della vista della Cima Grande per far capire la propria posizione e avere ulteriori indicazioni.

Sollecitato a chiedere subito l’intervento del 118 in caso non riuscire a scendere viste le brutte previsioni del tempo che potrebbero rendere molto difficile il loro rientro (e sottolineando la preoccupazione dei genitori) l’alpinista non ha più risposto. Il Soccorso alpino sta continuando a monitorare la cordata.

La coppia di scalatori è la stessa che martedì scorso, aggregandosi a due alpinisti senza luci e con le corde incastrate al rientro dalla normale alla Cima Grande, si era trovata a sua volta in difficoltà ed era stata soccorsa nella notte.

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10 Comments

  1. Va be… una cosa pazzesca.
    Vengono soccorsi 2 volte, poi non vogliono salire sull’eli.
    Adesso se riescono arrivano in vetta, altrimenti chiamano ancora, come se il soccorso alpino fosse li solo per loro e a loro piacimento…
    Non ho più parole.

  2. Situazione imbarazzante…

    Per caso il rifiuto a salire sull’elicottero a a che fare con quello successo martedì scorso?

    Cit. “La coppia di scalatori è la stessa che martedì scorso, aggregandosi a due alpinisti senza luci e con le corde incastrate al rientro dalla normale alla Cima Grande, si era trovata a sua volta in difficoltà ed era stata soccorsa nella notte.”

  3. Ma questi con che criterio vanno ad impelagarsi sulla Cassin se già hanno avuto problemi al rientro dalla Dibona? Incredibile: sconsiderati e comunque fortunati…

  4. Indipendentemente dal salvataggio o meno, devono presentare la fattura, non è giusto che questi attendano istruzioni su come proseguire, continuando a rifiutare il salvataggio. E’ imbarazzante.

  5. Vicenda conclusa con i due messi in salvo.
    I logo delle griffe di abbigliamento ed attrerzzature meglio coprirle con nastro adesivo da carrozziere.Altrimenti le ditte concorrenti ne approfittano per fare pubblicita’ contraria.
    Poi…se sono accorti e trovano i canali giusti..con paperissima, canale No Limits, qualche rivista o addirittura sceneggiatura si rifanno, meglio che Clint Estwood nel suo ingenuo”Assassinio sull’ Eiger”che pero’ al botteghinoha avuto successo sempre verde.Importante e’raccontarla di persona.

  6. Secondo quanto riportato dai giornali gli arriva la mazzata da pagare; ed è il minimo. Razza di cerebrolesi. Dopo quanto accaduto la prima volta, una persona normale con un po’ di amor proprio avrebbe alzato i tacchi e sarebbe andato via dalla zona. No…insistiamo…facciamo un’altra via, chiaramente oltre le nostre possibilità…e facciamoci recuperare. Per favore…state a casa vostra e dedicatevi ad altre attività.

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