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Cronaca nera, Primo Piano

Due incidenti in tuta alare sul Monte Brento. Muore una ragazza svedese, ferito un secondo base jumper

base jumper, josefin sandoLa giovane Josefin Sando era una appassionata di voli, in tuta alare e paracadute. Qui uno scatto durante uno dei suoi voli – Foto FB @Josefin Sando

Una base jumper svedese è morta la mattina di Ferragosto lanciandosi dal Monte Brento (1.535 m) in Trentino. Josefin Sando, 30 anni, si è lanciata insieme al marito in tuta alare dal Becco dell’Aquila, sopra l’abitato di Dro (TN).

Secondo le prime ricostruzioni la donna avrebbe sbattuto contro la parete rocciosa, perdendo così il controllo e precipitando per circa 200 metri. Per lei non c’è stato nulla da fare. Fortunatamente il marito è rimasto illeso.

Il Becco dell’Aquila è purtroppo una vetta non nuova a tragedie. Si tratta di una località amata dagli appassionati di base jumping, che dal 2000 a oggi, come evidenziato dal Corriere della Sera, è stata teatro di ben 25 incidenti mortali. L’ultima vittima, un norvegese di 47 ani, risale allo scorso aprile. In tale occasione il sindaco di Dro aveva espresso la sua posizione contraria all’esercizio del base jumping, in quanto attività folle, “un modo davvero singolare di scherzare con la propria vita“. Per limitare il rischio di tali incidenti aveva inoltre commissionato degli studi allo scopo di valutare delle eventuali soluzioni. Ma l’unica soluzione al problema sarebbe essenzialmente di imporre un divieto di accesso alla montagna. Un provvedimento, a detta del sindaco, possibile ma inutile e oneroso, in quanto per evitare che qualcuno decida di salire ugualmente in vetta sarebbero necessari dei vigili urbani in postazione fissa sulla montagna.

Un secondo incidente questa mattina

A sole 24 ore dalla morte di Josefin, questa mattina i soccorsi sono tornati in azione sul Becco dell’Aquila, dove un base jumper è precipitato alle prime luci del giorno. Sul posto sono giunti, per un recupero delicato, elisoccorso, squadre del soccorso alpino e una autoambulanza. Il base jumper, uno statunitense di 35 anni, è stato elitrasportato in piazzola per i primi controlli sanitari e successivamente all’ospedale Santa Chiara di Trento. Nella caduta ha riportato traumi vari agli arti inferiori.

L’incidente sarebbe stato causato dall’avvitamento della vela al momento dell’apertura della medesima dopo il lancio. L’uomo avrebbe perso il controllo finendo contro le rocce e rimanendo appeso alla parete verticale, circa 150 metri sopra lo zoccolo del Monte. Dopo aver individuato il ferito, un tecnico di elisoccorso del Soccorso Alpino è stato verricellato a 60 metri dal base jumper per evitare che le pale dell’elicottero facessero gonfiare la vela. Il ragazzo, pienamente cosciente, è stato recuperato con una corda fissa quindi stabilizzato, imbarellato e trasportato in elicottero con il verricello.

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