Cronaca

India e Pakistan, alta tensione all’ombra dell’Himalaya

India e Pakistan sono di nuovo ai ferri corti. La scelta dell’India di togliere lo status speciale al Kashmir ha riaperto la ferita mai rimarginata nella regione himalayana contesa del Kashmir.

Dal 1947 le regioni nord del Pakistan, diventate recentemente Gilgit-Baltistan, e quelle indiane del Jammu Kashmir sono sospese a una risoluzione delle Nazioni Unite e a un impossibile referendum per decidere da che parte stare. Le battaglie all’ombra dei colossi dell’Himalaya e del Karakorum si sono succedute a intervalli regolari e i morti sono stati da allora decine di migliaia.

Nel 2009 il Pakistan, con grande preoccupazione dell’India, aveva conferito al Gilgit-Baltistan lo status di provincia autonoma, con una assemblea legislativa eletta localmente, ma recentemente il Governo Centrale ha emanato una legge che riconosce il proprio primato su quello degli “autonomi” abitanti del Gilgit Baltistan.

Ora l’India ha fatto la medesima cosa con il Jannu e il Kashmr, regioni a prevalente presenza di indiani mussulmani, togliendo loro l’autonomia provinciale e assoggettando questi territori al governo centrale. Non senza proteste interne e la dura reazione del Pakistan di queste ore che, sollecitato dalle piazze nazionaliste e integraliste di Muzaffarabad e Rawalpindi, chiede l’intervento delle cancellerie internazionali. In India restano bloccate le telecomunicazioni, internet è oscurato e le città sono presidiate dai militari.

Al di là dei nazionalismi e delle “guerre di religione” tra indù, islamici e dentro le diverse sette mussulmane, c’è da considerare che le grandi montagne producono una delle risorse più preziose: l’acqua. L’Indo, che attraversa l’India e il Pakistan, è da sempre uno dei corsi d’acqua ad alta sensibilità politica. Il World Resources Institute WRIin questi giorni ci informa che nella classifica che valuta lo stress idrico a livello mondiale l’India è la più colpita.

Ma anche il Pakistan ha delle ipersensibilità in alta quota: non poche tensioni interne e internazionali sono state infetti create dal CPEC, l’accordo di investimenti cinesi di decine di miliardi di dollari per creare un corridoio di transito delle merci dai 5000 metri del Khunjerab Pass, confine nord del Pakistan, fino all’oceano Indiano. Anche l’incredibile fenomeno turistico estivo che ha portato in 6 anni da 30.000 a 2,5 milioni i visitatori locali delle splendide montagne e cittadine del nord del Pakistan ha acceso i riflettori sulla regione.

Per quanto riguarda il turismo internazionale su queste montagne, sappiamo che l’India ha evacuato i 20.000 turisti presenti nella Regione. Certamente va prestata attenzione a quanto accadrà nei prossimi giorni anche in Pakistan.

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