Cronaca

Le vette alpine si sgretolano. L’impressionante video della frana nel massiccio del Bianco

Le vette alpine si sgretolano a causa delle alte temperature che stanno interessando anche le quote più elevate nel corso delle ultime settimane. Una problematica che pochi giorni fa è balzata agli onori della cronaca a seguito della pubblicazione di una ricerca scientifica, secondo cui il Cervino starebbe letteralmente cadendo a pezzi. Purtroppo non è solo il Cervino a subire le conseguenze dell’innalzamento termico.

Un video allarmante che sta circolando in queste ore sui social mostra infatti una frana estesa, che si è verificata nella giornata di ieri sul massiccio del Monte Bianco. Una impressionante caduta di pietre lungo le pendici dell’Aiguille du Peigne (3192 m), condivisa inizialmente dalla pagina Facebook Viragemontagne.

Come dichiarato dai ricercatori del Federal Institute of Technology of Zurigo, coordinatori della ricerca sullo sgretolamento della vetta del Cervino, sono proprio le montagne più elevate del globo a risentire maggiormente dei cambiamenti climatici. Con conseguenze che investono anche il mondo alpinistico. Nel tempo non ci si può che attendere un incremento di instabilità e rischio di frane lungo tutto l’arco alpino.

Il perdurare delle alte temperature alle alte quote si rende responsabile da un lato di estesi crolli, dall’altro dello scioglimento dei ghiacciai. Due fenomeni che nel tempo porteranno a una alterazione della stessa morfologia delle montagne

Prestare attenzione in montagna

Proprio relativamente al massiccio del Monte Bianco, settimana scorsa era stato diramato un allarme sicurezza relativo a possibili crolli di seracchi e rocce, tanto da invitare alla prudenza gli alpinisti.

Di fronte a tale situazione, anche la Centrale unica regionale del soccorso valdostano ha invitato negli scorsi giorni escursionisti e alpinisti a “mantenere alta l’attenzione e a scegliere con prudenza gli itinerari e le escursioni”. Una raccomandazione contenuta in una nota che sottolinea l’importanza di prediligere degli itinerari di roccia o su ghiacciaio dove non ci siano pericoli oggettivi di crolli. Consigliata è anche una partenza nelle prime ore del giorno e rientro prima delle ore centrali, ovvero prima che le temperature raggiungano i picchi più elevati.

 

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