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Parco del Gran Paradiso, la webcam filma il primo volo del piccolo gipeto Avrì

Avrì, il piccolo gipeto del nido in Valsavarenche, ha finalmente spiccato il volo. Lo abbiamo seguito fin dalla nascita, grazie alla webcam del Parco Nazionale del Gran Paradiso, installata dai guardaparco nell’ambito di un progetto in collaborazione con Federparchi. In 4 mesi è cresciuto, ha cambiato alimentazione e piumaggio. Finalmente è arrivato il fatidico momento dell’involo. Lunedì 22 luglio alle ore 9.21, a 123 giorni dalla schiusa dell’uovo, Avrì ha lasciato il nido dei suoi genitori.

L’involo di Avrì rappresenta un evento di elevato livello conservazionistico per il Parco. Il gipeto, uno degli avvoltoi europei di maggiori dimensioni, è tornato solo di  recente a nidificare nel Parco. A seguito dell’estinzione avvenuta agli inizi del ‘900 la specie è stata reintrodotta sulle Alpi solo a partire dagli anni ’80. Oggi, a 30 anni di distanza, sono circa 15 le coppie nidificanti sulle Alpi italiane. Un terzo è concentrato nell’area del Gran Paradiso. Dal 2011, anno della prima nidificazione nel Parco, si sono verificati 16 involi.

Scopriamo cosa è l’involo

L’involo non è altro che il primo volo con cui un pulcino abbandona il nido genitoriale. In termini biologici si tratta di un evento di passaggio all’età adulta. Il pulcino ha completato la sua crescita ed è pronto a procacciarsi il cibo da solo. Il termine “adulto” non è in realtà propriamente corretto. Un gipeto si considera tale soltanto dopo il settimo anno di età. Per utilizzare termini precisi, nella fase dell’involo non possiamo più considerare l’esemplare un pullus (periodo che va da 0 a 16 settimane) ma ci troviamo di fronte a un giovane (fino al primo anno di età). Subito dopo l’involo i giovani gipeti, come accadrà per Avrì, restano ancora per un certo periodo nei pressi del nido e vengono ancora sfamati dai genitori fino a raggiungere la totale indipendenza.

La storia di Avrì

La nascita

Il 20 marzo 2019 alle ore 8.02 si schiude il primo uovo nel nido in Valsavarenche, sotto l’occhio vigile della webcam del Parco. Il primogenito verrà ribattezzato dai guardiaparco Avrì.

La famiglia si allarga

Pochi giorni dopo la nascita di Avrì si schiude un secondo uovo. Mamma e papà gipeto difendono i piccoli dagli attacchi ripetuti di un’aquila. Ma sarà un nemico più grande a uccidere il secondogenito: il freddo.

Avrì cresce

Nella settimana tra l’8 e il 14 aprile, il primogenito sopravvissuto viene lasciato per la prima volta da solo nel nido per qualche minuto. Intanto la sua alimentazione inizia a variare e diventa in grado di mangiare bocconi più grandi.

Arrivano le prime penne

Nel mese di maggio il piccolo gipeto inizia a crescere in maniera evidente. Spuntano le prime penne e il colore del piumaggio diventa più bruno. I genitori continuano ad accudirlo ma il 1 maggio resta da solo una notte intera. Inizia a diventare sempre più autonomo ma ancora non può resistere al freddo. Tocca agli adulti tenerlo al caldo fino alla fine dell’inverno.

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3 Commenti

  1. È praticamente un evento storico o quasi.

    Non dimentichiamo che il gipeto è rarissimo ed è stato reintrodotto in questa zona perché si era praticamente estinto per colpa dei bracconieri.

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