Nuove vite nel PNALM: nati quattro cuccioli di lupo
La nascita di 4 cuccioli nell'Area Faunistica di Civitella Alfedena porta un segnale di speranza dopo il difficile periodo segnato dai recenti episodi di avvelenamento.
C’è un legame profondo e storico che unisce il lupo appenninico al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM). Una storia fatta di importanti tappe scientifiche, di tutela legale, di un impegno continuo nel cercare di trovare un equilibrio tra salvaguardia di una specie portata all’orlo dell’estinzione e attività umane. Nelle ultime settimane, il territorio ha dovuto affrontare un periodo particolarmente complesso per la conservazione della specie: una fase buia, fatta di silenzi, indiscrezioni, dibattiti, in cui arriva finalmente una notizia positiva.
All’interno dell’Area Faunistica di Civitella Alfedena (AQ) sono nate quattro nuove vite: quattro splendidi cuccioli di lupo che, con la loro presenza, portano un immediato segnale di speranza dopo i difficili episodi legati agli avvelenamenti.
Quattro nuovi cuccioli nel PNALM
A partire dalla metà di aprile, il Parco ha registrato una grave emergenza causata da esche avvelenate, che ha portato alla perdita di oltre venti esemplari di lupo. L’episodio ha comprensibilmente suscitato un forte dibattito pubblico e una ferma condanna da parte delle istituzioni e delle comunità. Le indagini in corso per individuare i responsabili hanno evidenziato la presenza nei bocconi di un solo tipo di veleno, nello specifico un fitofarmaco.
Questo dato conferma la natura mirata dell’azione, un segnale di intolleranza verso la fauna selvatica che si scontra con decenni di sforzi per la biodiversità. Il lupo appenninico, infatti, ha rischiato l’estinzione nel secolo scorso e si è salvato a partire proprio da un nucleo residuo abruzzese che, grazie alla protezione legale, è riuscito a espandersi naturalmente nel suo areale originario. In questo quadro, la notizia di nuove nascite regala un momento di necessaria serenità.
Come raccontato dal PNALM attraverso un post condiviso sui canali social ufficiali, Il lieto evento risale allo scorso 11 maggio, giorno in cui la lupa Chiara, esemplare adulto ospite dell’Area Faunistica di Civitella Alfedena, ha dato alla luce i suoi quattro piccoli. Oggi, a un mese dal parto, la nuova famiglia è costantemente sorvegliata dal personale del Parco e della Cooperativa Camosciara, l’ente che si occupa della gestione operativa della struttura.
Per tutelare la privacy e la salute dei nuovi nati in queste prime fasi, i controlli vengono eseguiti con estrema discrezione. “Le osservazioni vengono effettuate perlopiù a distanza, per garantire tranquillità alla madre e ai piccoli in una fase estremamente delicata della loro crescita – spiega il Parco – . I cuccioli appaiono in buone condizioni e mostrano un accrescimento regolare. Proprio per rispettare i loro tempi e ridurre al minimo ogni possibile disturbo, non sono stati ancora manipolati direttamente e non è quindi possibile, al momento, determinarne il sesso”.
Trattandosi di un momento cruciale per la sopravvivenza della cucciolata, il nucleo familiare resterà nel recinto di cattura, dove il personale veterinario e tecnico proseguirà nel monitoraggio dei progressi biologici dei piccoli, pronto a intervenire tempestivamente in caso di necessità.
“La nascita di quattro cuccioli è sempre una bella emozione – commenta in chiusura il Parco – . Non solo perché parla di vita, ma perché ci ricorda quanto il lupo sia una specie sociale, complessa, profondamente legata alle cure familiari, ai legami e agli equilibri degli ecosistemi. Continueremo a seguire Chiara e i suoi piccoli con la massima attenzione, aggiornandovi sugli sviluppi più significativi, nel rispetto della loro tranquillità”.
Un luogo simbolo per la conservazione
L’Area Faunistica del Lupo Appenninico di Civitella Alfedena è una zona recintata di circa quattro ettari dove i lupi vivono in stato di semilibertà. Accanto sorge il Museo del Lupo, dedicato alla biologia e alla storia del predatore.
La storia del sito inizia nel 1972, anno in cui l’ente Parco e i giovani del paese unirono le forze per realizzare una vasta recinzione per accogliere cervi e caprioli donati da alcune istituzioni straniere, inseriti nella storica “Operazione ripopolamento”, progetto che mirava a reinserire questi grandi erbivori nell’ecosistema per ripristinare un importante anello della catena alimentare. Quando gli ungulati vennero liberati in natura, la struttura rimase vuota e si decise di riconvertirla per ospitare una coppia di lupi che fino ad allora viveva in una gabbia dello zoo di Pescasseroli.
Nacque così la prima Area Faunistica del Lupo in Italia. Nel giro di pochi anni, quel nucleo iniziale diede vita a un vero e proprio branco – forse due – arrivando a contare oltre quindici esemplari. Fu così che la piccola comunità di Civitella Alfedena divenne in un punto di riferimento turistico e scientifico di respiro internazionale, di grande supporto per l’opera di sensibilizzazione condotta dal Parco a tutela del lupo, un predatore avvolto dai pregiudizi.
Purtroppo, negli anni Novanta una grave epidemia azzerò lo storico branco originario. Dopo oltre dieci anni, l’area è tornata a ripopolarsi grazie al salvataggio di tre lupi appenninici rinvenuti feriti sul territorio, curati dal Parco e reintrodotti nella struttura. Oggi, la nascita di questi quattro cuccioli rappresenta una concreta speranza per il futuro del branco di Civitella e per la specie.



