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Incidente aereo del Rutor, ritrovate le GoPro. Le immagini dell’impatto

A quasi 6 mesi di distanza dal tragico scontro tra un aereo da turismo francese e un elicottero italiano sul ghiacciaio del Rutor, nel quale morirono sette persone, dalle nevi emergono due GoPro che potrebbero chiarire la dinamica dell’incidente.

A ritrovarle sono state nei giorni scorsi le squadre di ricerca trasportate sul luogo del disastro da un elicottero della Guardia di Finanza, che hanno operato nella zona con l’ausilio di droni e cercametalli. Dopo aver analizzato le registrazioni, che mostrano riprese da due angolazioni differenti, gli investigatori sono giunti alla conclusione che lo scontro sarebbe avvenuto in aria, in un punto in cui l’aereo francese non avrebbe dovuto trovarsi.

Oltre alle videocamere sono stati recuperati anche un iPad, purtroppo rotto, e un taccuino appartenente al pilota dell’elicottero decollato da Courmayeur (Ao), su cui risulta appuntato l’orario dell’ultima rotazione prima dell’incidente: ore 14:18.

L’incidente del 25 gennaio

Sette morti e due feriti gravi. Era stato questo il tragico bilancio dello scontro avvenuto il 25 gennaio 2019 sul ghiacciaio del Rutor, al confine tra Italia e Francia, tra l’aereo da turismo decollato da Megève (Francia) e l’elicottero italiano partito per effettuare un servizio di eliski dalla base di Courmayeur.

Nell’incidente erano morti il pilota toscano Maurizio Scarpelli, il collega e guida alpina Frank Henssler, tedesco ma residente da anni in Valle d’Aosta, tre sciatori tedeschi, il belga Arnaud Goffin e il francese Bruno Marais. I due sopravvissuti, il francese Philippe Michel, pilota dell’aereo da turismo, e il tedesco Martin Warner avevano riportato politraumi. Michel era stato poi accusato di disastro aereo colposo aggravato e omicidio colposo plurimo aggravato.

Secondo la prima ricostruzione dei fatti, l’aereo francese modello San Jodel D 140 a cinque posti decollato da Megéve era impegnato in un volo di esercitazione con atterraggio previsto sul ghiacciaio. Nel corso della discesa si sarebbe però verificato lo scontro in volo con l’elicottero impegnato nel servizio di eliski. Secondo la testimonianza del pilota francese, l’elicottero italiano sarebbe apparso dal nulla a manovra di atterraggio già iniziata. La distribuzione dei resti dei velivoli in un’area di circa 400 metri quadrati aveva portato alla conclusione che l’urto fosse avvenuto a qualche decina di metri di altezza.

Un incidente che aveva sollevato innumerevoli polemiche, prima fra tutte quella della presenza nei cieli valdostani di numerosi aerei francesi che spesso non forniscono un piano di volo, teoricamente obbligatorio in caso di attraversamento dei confini nazionali. Il presidente delle guide di La Thuile Guido Azzalea, interpellato dall’Ansa, aveva addirittura accusato i piloti francesi di non rispondere se contattati via radio, evidenziando la necessità di definire in maniera accurata nuovi protocolli per regolamentare il volo aereo transfrontaliero.

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