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Cronaca

Tredici ciclisti bloccati per 8 ore da una valanga nel Glacier National Park

Tredici ciclisti hanno deciso di godersi il Memorial Day (27 maggio) con un bel giro sulla Going-to-the-Sun Road nel Glacier National Park, in Montana. Una giornata che decisamente rimarrà nella loro memoria, dopo essere rimasti bloccati per circa 8 ore a causa del distacco di una valanga nei pressi del Triple Arches, uno dei ponti panoramici più suggestivi del parco.

Il gruppo aveva oltrepassato il ponte pochi istanti prima della slavina e dunque, per tornare indietro, ha dovuto attendere che gli operatori riuscissero a liberare la strada dalla neve.

Il video che vi mostriamo è stato girato da Deven Robinson, uno dei protagonisti della disavventura.

Per quanto ai nostri occhi possa sembrare una situazione difficile, il Glacier National Park è abituato a simili situazioni. Già lo scorso lunedì il parco era stato costretto a chiudere la via nella zona del Loop, sia al traffico pedonale che ciclistico a causa di una frana.

The Going-to-the-Sun Road è difatti una stretta strada di montagna soggetta annualmente a frane e valanghe, e non è raro che si verifichino uno o due incidenti all’anno in cui i visitatori rimangono intrappolati.

L’allarme a seguito del distacco valanghifero del 27 maggio è stato lanciato da una pattuglia di volontari in bici, che erano al momento dell’incidente sul lato opposto rispetto ai 13 turisti. Dopo aver avvisato i ranger ne hanno atteso l’arrivo per oltre 4 ore, tempo necessario a trovare una via di accesso tra i detriti.

Sono state necessarie altre 4 ore per liberare la strada, con l’impiego di decine di operatori che hanno creato un percorso tra i detriti lungo cui far passare i ciclisti. Fortunatamente la neve lungo il pendio si era nel mentre stabilizzata, consentendo un intervento in sicurezza. Una fortuna, come è stata definita dall’U.SGeological Survey, che sottolinea come spesso servano molte più ore per la stabilizzazione dei versanti, con pericolo che l’attesa di chi resta bloccato risulti molto più lunga di 8 ore. Il Parco consiglia dunque a escursionisti ma anche motociclisti che visitino la zona in primavera, di portare più cibo del necessario e vestirsi in maniera adeguata. Non si sa mai!

Una volta raggiunti dai ranger, i tredici ciclisti sono comunque risultati un po’ infreddoliti ma felici di essere rimasti illesi.

Lo staff del ghiacciaio ha colto l’occasione per ricordare ai visitatori che le condizioni nel parco tendano a cambiare rapidamente in questo periodo. Come accade anche sull’arco alpino, le giornate soleggiate offrono condizioni di certo confortevoli per il ciclismo e l’escursionismo, ma aumentano il rischio di valanghe.

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