• Il primo sito italiano sul mondo della montagna e dell'alpinismo
Alpinismo

Everest. Niente da fare per Richards e Mena. Nirmal Purja vola al Makalu con altre due vette in tasca

No news is good news”, diceva Cory Richards 3 giorni fa, alla vigilia dalla partenza per il tentativo di vetta insieme a Esteban Mena, lungo una nuova via sulla Nord dell’Everest.

L’aggiornamento di questa mattina, scritto di suo pugno da Cory, non è dunque positivo. I due alpinisti hanno fatto ritorno al campo base avanzato (ABC) dopo aver trascorso 40 ore in parete con una notte di bivacco a 7.300 m di quota. Le condizioni non proprio ottimali cui si sono trovati di fronte, sommate a qualche errore nella tattica seguita in questo primo tentativo e alla stanchezza, li hanno costretti a un dietrofront a quota 7.600 m circa. Dopo 7 ore di discesa sono arrivati all’ABC.

È un fallimento?” – si domanda Richards – “nel senso più stretto sì. Assolutamente”. Ma la voglia di abbandonare non sussiste. Si ritenterà la sorte ai primi di giugno, quando è prevista una nuova finestra meteo di bel tempo.

È un’idea stupida! Portatevi su dell’ossigeno e salite dalla via normale con gli altri!”, scrive coraggiosamente qualcuno in risposta al suo sfogo. “Un feedback molto solido. Articolato.”, la risposta secca di Cory Richards che di certo, per un istante, avrà aperto una parentesi in questo momento di profonda riflessione sugli step futuri, per farsi una risata col suo compagno di arrampicata.

Intanto c’è chi la vetta l’ha raggiunta. Anzi due. Ovviamente parliamo di Nirmal Purja, che, dopo aver salito nella giornata del 22 maggio Everest (alle 5.30 del mattino ora locale) e Lhotse (3.45 del pomeriggio, ora locale), ha raggiunto stamattina alle 8.30 (ora locale) il campo base dell’Everest per saltare a bordo dell’elicottero che lo ha condotto al campo base del Makalu.

Sale quindi a quota 5 la lista degli Ottomila saliti dall’inizio del “Project Possible”: Annapurna, Dhaulaghiri, Kangchenjunga, Everest e Lhotse.

Si attendono aggiornamenti da Juan Pablo Mohr e Moeses Fiamoncini, i compagni di squadra di Sergi Mingote, pronto a tornare a casa dopo essersi fermato qualche giorno a recuperare energie al campo base dell’Everest, in condizioni non ottimali soprattutto a livello psicologico, dopo lo shock della morte del bulgaro Ivan Yuriev Tomov . Il 13 giugno è confermata però la sua partenza alla volta del Pakistan, con l’obiettivo di salire Gasherbrum I e II. Mohr e Fiamoncini erano arrivati ieri al C4 dell’Everest. Oggi dovrebbe essere giorno di vetta anche per loro.

Articolo precedenteArticolo successivo

2 Comments

  1. Adesso dovra’scucire o scollare i mega inserti degli sponsor…che lo tapezzano ?.O restituire tutto l’abbigliamento ed equipaggiamento marcati da maxi logo?. fallire e’ umano ma…non promuove il prodotto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.